Questo blog è uno spazio “leggero” e di conversazione dentro al mio sito “di lavoro”, fatto per lo più di informazioni e di notizie.
Di tutto il sito massimogiuliani.it, questa è la parte dove andare piano. Qui scrivo di argomenti vari che guardo attraverso la lente della relazione, della metafora, della comunicazione; e scrivo di terapia, qualche volta in un modo che può interessare di più le colleghe e i colleghi, altre volte in un modo che si rivolge ai non addetti ai lavori. Questo mi sta a cuore, la ricerca di un modo di parlare di questo lavoro anche a chi non lo fa ma ne è direttamente interessato, perché è un utente della psicoterapia o potrebbe esserlo — o comunque fa parte di quella categoria della quale gli psicoterapeuti si interessano e sulla quale costruiscono delle teorie: vale a dire gli esseri umani.
All’inizio del 2025 questo blog era una selva di materiale accumulato in oltre quindici anni, articoli, annunci, notizie, appunti. Poi gli ho dato una ripulita, ho cambiato la grafica e l’ambiente, ho archiviato contenuti non più attuali o che non mi piacevano (tante cose scritte anni fa mi sembravano non proprio imperdibili). Ho cominciato a cercare scritti miei sparpagliati in giro per la rete o magari non più reperibili, per renderli disponibili qui a me e a chiunque possa trovarli utili.
Ora ci sono meno cose, ma scelte.
Nella cornice sistemica, magari con maggiore aderenza ad argomenti clinici, coordino un gruppo di colleghi che realizza questa iniziativa editoriale: è l’evoluzione della storica rivista del Centro Milanese di Terapia della Famiglia (che ho diretto dal 2014 al 2025).
A nome mio, oltre a questo blog, converso di cose sistemiche nel mio podcast, senza scadenze e con lentezza, e pubblico per gli abbonati una newsletter su Substack.
Con uno spirito simile, e in qualche modo a partire dalle stesse premesse sulle relazioni umane e sulla comunicazione, scrivo di argomenti, diciamo, non strettamente psicologici in altri luoghi della rete. Qualche volta mi chiedono di farlo e se l’idea mi piace lo faccio con piacere, come nel caso di questa rivista.
Grazie a chi passerà di qui e si fermerà a leggere (se vi è utile, qui trovate l’indice dei tag, sto lavorando per renderlo più dettagliato). I commenti sono chiusi, per un sacco di ragioni fra cui quella che spesso manca il tempo per moderare e seguire le conversazioni. Per scrivere un articolo impiego un sacco di tempo, decisamente più del necessario, e me ne rimane poco: ma se vi va di conversare con la stessa lentezza, apprezzerò se qualcuno vorrà scrivermi (qui, per esempio) o riprendere un discorso sul proprio blog e notificarmelo.
