{"id":6271,"date":"2025-03-25T06:23:31","date_gmt":"2025-03-25T05:23:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=6271"},"modified":"2025-04-17T20:11:27","modified_gmt":"2025-04-17T19:11:27","slug":"adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2025\/03\/25\/adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi\/","title":{"rendered":"&#8220;Adolescence&#8221; non parla di adolescenti, parla di te che guardi"},"content":{"rendered":"<h3>1. Psicologi sullo schermo<\/h3>\n<p>Leggo articoli (parecchi) e seguo conversazioni che raccomandano <em>Adolescence<\/em> (la serie britannica, bella e tremenda, disponibile da poco su Netflix, scritta da <strong>Jack Thorne<\/strong> e <strong>Stephen Graham<\/strong> e diretta da <strong>Philip Barantini<\/strong>) come una serie che parla di adolescenti, o che parla di famiglia, o &#8220;utile&#8221; per gli adulti.<br \/>\nFra i colleghi mi \u00e8 capitato di imbattermi in un paio di discussioni sul terzo episodio (di quattro), quello interamente dedicato al colloquio che <strong>Jamie Miller<\/strong>, il tredicenne accusato dell&#8217;omicidio della coetanea Katie, ha con la giovane psicologa <strong>Briony Ariston<\/strong> (Erin Doherty) nella struttura dove \u00e8 costretto ad attendere il processo. \u00c8 un colloquio di valutazione che le \u00e8 richiesto dall&#8217;autorit\u00e0, sapremo poi che \u00e8 il quinto e l&#8217;ultimo di quelli fissati. Le discussioni riguardano prevalentemente la correttezza degli atti della psicologa.<\/p>\n<p>Il fatto che ci si trovi a parlare di quanto sia abile, o esperta, o professionale la psicologa, segna un punto per gli sceneggiatori, perch\u00e9 implica evidentemente che sentiamo il personaggio abbastanza verosimile e credibile da considerare le sue azioni come un argomento. Per chi ha presente la miseranda storia degli psicologi televisivi, chiunque avrebbe trovato fuori luogo sollevare questioni sulla tecnica del colloquio dello psicoterapeuta di <em>Un giorno fortunato <\/em>(1997), un Fabio Fazio ancora pi\u00f9 implausibile del paziente Claudio Bisio, solo per dire un caso esemplare\u00a0\u2014 e scusate se l&#8217;ho riesumato dall&#8217;oblio che gli competeva.<\/p>\n<p>Ma fatemi dire che la verosimiglianza di un personaggio non \u00e8 un valore in s\u00e9. Un prodotto di finzione non \u00e8 un trattato e non ha uno scopo istruttivo o pedagogico. Un personaggio ben scritto, piuttosto, serve al rapporto fra il testo e il lettore (o lo spettatore).<br \/>\nAnni fa (a partire dal 2008) avevo seguito con coinvolgimento la serie <em>In Treatment<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/tag\/in-treatment\/\">su cui scrissi qui<\/a> e altrove. Portava sullo schermo la figura di uno psicoterapeuta raccontata con la competenza di collaboratori alla sceneggiatura che erano gente del mestiere (la serie americana era ispirata all&#8217;israeliana <em>BeTipul<\/em>), e che avevano disegnato una figura (Paul Weston, interpretato da un formidabile Gabriel Byrne) che oltre ad essere uno psicoanalista credibile, era un personaggio tridimensionale, raccontato anche nelle debolezze che lo rendevano imperfetto nel suo lavoro.<\/p>\n<p>Troppe volte, invece, professionisti delle relazioni nei racconti di finzione sembrano fatti apposta per assomigliare all&#8217;immagine vaga che le persone hanno di quella professione. Trovai apprezzabile la prima stagione di una serie italiana, <em>Tutto chiede<\/em> <em>salvezza<\/em>, ambientata in un reparto di psichiatria e tratta da un romanzo di Daniele Mencarelli, ma colleghi che avevano una maggiore pratica di reparti psichiatrici ritenevano urticanti alcuni aspetti che a me in prima battuta erano sfuggiti. Imprecisioni nella descrizione dei contesti, superficialit\u00e0 circa le stesse mansioni degli infermieri, che li rendevano coerenti con l&#8217;idea un po&#8217; approssimativa che qualche volta il pubblico ha di certe professioni, ma che alcuni spettatori che venivano dalla professione infermieristica commentavano come offensive.<\/p>\n<p>Come dicevo, questo non mi imped\u00ec di attribuire alcuni meriti alla serie. Altri commentatori minimizzavano quegli errori, sostenendo che una serie televisiva non \u00e8 un ritratto fedele della realt\u00e0. Che sar\u00e0 anche vero, ma se una sceneggiatura non permette a una fetta consistente di spettatori di mantenere quel patto di sospensione dell&#8217;incredulit\u00e0, almeno per quella fetta si sgretola la base stessa della possibilit\u00e0 di una narrazione. Non \u00e8 un piccolo problema.<\/p>\n<p>Mi ricordo che dicevo a qualche amico infermiere &#8220;s\u00ec, hai ragione, per\u00f2 si pu\u00f2 superare&#8221;, ma quando arriv\u00f2 la seconda stagione fui io a non riuscire a terminarla. Quella dottoressa Cimaroli che pasticciava col contesto, col setting (prende in terapia un operatore che lavora nel suo servizio, mentre segue la madre di suo figlio da cui \u00e8 separato, per dirne una), non era una terapeuta che sbagliava per cause di forza maggiore, era proprio un personaggio scritto con scarsa accuratezza.<br \/>\nEra un po&#8217; &#8220;leggera&#8221; sulle regole perch\u00e9 quando si \u00e8 in prima linea si cammina sul filo, ci si assume la responsabilit\u00e0 di mediare con quelle regole? Chi lo sa, non era detto da nessuna parte, non c&#8217;era l&#8217;ombra di un tentativo di problematizzazione.<\/p>\n<p>La ragione per cui un autore cerca di conoscere bene il suo personaggio, anche in quello che non si vede sullo schermo, non \u00e8 in un qualche vincolo di fedelt\u00e0 alla &#8220;realt\u00e0&#8221;, e nemmeno \u00e8 una ragione pedagogica: non deve spiegare com&#8217;\u00e8 uno psicologo vero, o un infermiere, o un veterinario. \u00c8 una ragione <em>narrativa<\/em>: gli permette di disegnare personaggi non bidimensionali, che non si esauriscono in quello che si vede in scena, ma che hanno una vita. Che sono <em>credibili<\/em>. Senza trascurare, naturalmente, il vantaggio di non perdere per la strada quel pubblico che ne sa, e che pu\u00f2 sentire tradito un patto di fiducia.<br \/>\nSe funziona, quando quel personaggio commette degli errori sappiamo che essi sono la materia che gli autori vogliono raccontarci, e non l&#8217;incidente di una conoscenza superficiale. Raccontano quella storia perch\u00e9 quella vogliono raccontare, non perch\u00e9 perdono il controllo di un personaggio di cui non sanno abbastanza.<\/p>\n<p>Tornando a noi, e alla serie di oggi, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra questione. La serie si chiama <em>Adolescence<\/em>, ma non parla di adolescenza, non parla di famiglie, non parla di scuola, non parla di adulti: \u00e8 la storia di <em>un<\/em> adolescente, di <em>una<\/em> famiglia, di <em>una<\/em> scuola, di <em>alcuni<\/em> adulti che girano intorno a quella storia.<\/p>\n<p>Insomma, io credo che cercare qualcosa di istruttivo o di informativo non sia il modo migliore di entrare in quella storia. Per quanto mi riguarda, in generale non mi soddisfa pensare a una espressione artistica come un testo che &#8220;parla di&#8221; qualcos&#8217;altro. Mi pare un&#8217;idea un po&#8217; anacronistica dell&#8217;opera d&#8217;arte, e comunque non trovo nessun piacere nel guardare un film come se fosse un manuale, oltre a nutrire sospetti verso espressioni artistiche che intendano essere &#8220;utili&#8221; o &#8220;edificanti&#8221;. So bene che spesso un&#8217;opera prende spunto da un oggetto o da un argomento, ma quello che mi interessa \u00e8 il modo in cui spicca il volo e diventa un&#8217;altra cosa. Non ricordo con passione <em>In Treatment <\/em>perch\u00e9 era verosimile e preciso, me lo ricordo perch\u00e9 la verosimiglianza e la precisione della sceneggiatura mi hanno permesso di entrarci e di sedermi accanto a Paul. <a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2013\/04\/19\/la-psicanalisi-signora-mia-castellitto-treatment\/\">Qui scrivevo<\/a> del perch\u00e9 alla versione italiana (2013), che pure si appoggiava in gran parte alla scrittura di ferro della serie USA, mancava la stessa cura e la stessa curiosit\u00e0 umana, e del perch\u00e9 non riuscii ad andare oltre i primi episodi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/briony-e1742813095892.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"6308\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2025\/03\/25\/adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi\/briony\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/briony-e1742813095892.jpg?fit=500%2C263&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"500,263\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"briony\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/briony-e1742813095892.jpg?fit=300%2C158&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/briony-e1742813095892.jpg?fit=960%2C504&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-6308\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/briony-e1742813095892.jpg?resize=450%2C237&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"237\" \/><\/a>In <em>Adolescence<\/em>, dunque, abbiamo il personaggio di <strong>Briony<\/strong> che \u00e8 abbastanza ben scritto, e certamente anche qui c&#8217;\u00e8 la consulenza di esperti nella sceneggiatura. Brilla da principio, nel modo in cui si relaziona a Jamie, nel modo in cui gioca col setting, con quelle trasgressioni controllate che non sono un peccato quando si lavora con un adolescente (la cioccolata coi marshmallow all&#8217;inizio dell&#8217;incontro per favorire una alleanza), nel modo in cui lo affronta e regge le sue sfide. E poi cade. Si scherma nell&#8217;ultimo scorcio del colloquio, raccoglie le sue cose annunciando che era l&#8217;ultimo incontro e negandosi alle richieste disperate del tredicenne di avere una conferma del fatto di essere stato <em>visto<\/em>. Ligia alle regole, certo, ma ora le usa da scudo, devastata da dinamiche controtransferali che non ha potuto governare.<br \/>\nBriony Ariston \u00e8 un personaggio credibile, e credibilmente \u00e8 rappresentata anche nel crollo e nel bisogno di sottrarsi. L&#8217;errore non \u00e8 dovuto a una distrazione degli autori, e Briony \u00e8 imperfetta e fallace, come tutte le figure della storia, dove nessuno \u00e8 un mostro fino in fondo e nessuno \u00e8 un santo fino in fondo. Lo splendore e l&#8217;errore di quella figura stanno tutti dentro quell&#8217;umanit\u00e0 fatta di luci (rare, certo) e di ombre (molte, d&#8217;accordo).<\/p>\n<h3>2. <em>Adolescence<\/em>, dunque<\/h3>\n<p>Dicevo, non riesco a vedere <em>Adolescence <\/em> come una serie che &#8220;parla dell&#8217;adolescenza&#8221;, come da pi\u00f9 parti leggo. Ammetto per\u00f2 la possibilit\u00e0 che che se gli autori le hanno dato quel titolo evidentemente hanno identificato in quel modo l&#8217;oggetto che intendevano fotografare, e magari mi sbaglio io.<br \/>\nMa per fare una fotografia si definiscono dei contorni e si circoscrive un oggetto: e in questa serie non trovo oggetti separati, o atti distinti dal resto, da poterli valutare di per s\u00e9. Sar\u00e0 per il virtuosissimo piano sequenza con cui sono girati i quattro episodi (incredibile, sessanta minuti in cui la macchina non stacca, e i personaggi interagiscono in tempo reale, s&#8217;incrociano con precisione millimetrica su un palcoscenico che per\u00f2 \u00e8 una intera cittadina: a meno che prima o poi non ci informino che c&#8217;era un trucco per saldare pi\u00f9 sequenze girate, e non mi sorprenderebbe), ma quello che vedo, seguendo la vicenda come fossi l\u00ec in mezzo ai personaggi, sincronizzato con loro, non sono tanto individui e azioni, quanto un brulicare incessante di una umanit\u00e0 tutta intera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"6312\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2025\/03\/25\/adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi\/adolescence_bascombe\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?fit=811%2C608&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"811,608\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"adolescence_bascombe\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?fit=811%2C608&amp;ssl=1\" class=\"alignright wp-image-6312\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?resize=400%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?w=811&amp;ssl=1 811w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/adolescence_bascombe.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Anche quando parliamo dell&#8217;<em>adolescenza<\/em> paghiamo in fondo il prezzo di una reificazione, di uno scontornamento arbitrario dentro la realt\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;adolescenza non \u00e8 un oggetto, non \u00e8 uno stato a s\u00e9: \u00e8 un <em>movimento<\/em>, \u00e8 un <em>processo<\/em>. &#8220;Adolescente&#8221; \u00e8 il participio presente di &#8220;adolescere&#8221;, che vuol dire &#8220;nutrirsi&#8221;, &#8220;alimentarsi per crescere&#8221;. Dunque l&#8217;adolescente \u00e8 colui che sta crescendo, che si sta nutrendo per <em>diventare<\/em> qualcosa: \u00e8 in una condizione di non essere pi\u00f9 qualcosa (perch\u00e9 ha cominciato a nutrirsi) e non essere ancora qualcos&#8217;altro (perch\u00e9 non si \u00e8 ancora nutrito abbastanza). Semmai &#8220;adulto&#8221;, che \u00e8 il participio passato di quel verbo, indica qualcuno che evidentemente si \u00e8 nutrito a sufficienza, e per il quale quel processo \u00e8 compiuto. &#8220;Adulto&#8221; vuole indicare uno stato.<br \/>\nAllora\u00a0 l'&#8221;adolescenza&#8221; del titolo mi rimanda anche un po&#8217; a quell&#8217;incompiutezza, quella indefinitezza, quella oscillazione che \u00e8 la cifra di un po&#8217; tutti i personaggi: di l\u00ec la nostra difficolt\u00e0 a collocarci rispetto a loro, ad esprimere una posizione morale definitiva. E qui autori e regista giocano con qualcosa che ci riguarda, che anche come psicologi ci riguarda almeno quanto la tecnica e il controtransfert della psicologa, o quanto un ritratto &#8220;fedele&#8221; dell&#8217;adolescenza o di una famiglia disfunzionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"6326\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2025\/03\/25\/adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi\/cella\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?fit=500%2C281&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"500,281\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"cella\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?fit=500%2C281&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-6326\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?resize=450%2C253&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/cella.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La <strong>famiglia<\/strong>, appunto. Quei genitori che si accingono a festeggiare un compleanno nel quarto episodio, in mezzo alla fine del mondo: tu pensi &#8220;eh beh, allora si capisce&#8221;. \u00c8 scioccante, ma nello stesso tempo non chiedevi di meglio che trovare qualcosa come le tracce di una franca dissociazione per farti una ragione di tutto quanto. E poi ti mostra sprazzi di tenerezza e di dialogo che invece non ti tornano. E poi ancora ti sbatte in faccia la follia.<br \/>\nO quel <strong>padre<\/strong> (a proposito: \u00e8 Stephen Graham, uno degli autori) che nel primo episodio continua a ripetere ai poliziotti &#8220;\u00e8 solo un bambino&#8221;, ma che con quel bambino che piange passa del tempo nella cella senza riuscire a toccarlo, ad abbracciarlo. Che \u00e8 lo stesso padre, poi, che in coda al secondo episodio porta dei fiori sul logo dove \u00e8 morta la bambina, e che negli ultimi minuti della storia sar\u00e0 divorato dai senso di colpa.<\/p>\n<p>E la psicologa: accogliamo l&#8217;ingresso di Briony come quello di chi finalmente sembra esprimere una dirittura e una solidit\u00e0 che gli altri adulti che si muovono intorno a Jamie sembrano non riuscire a trovare. Assistiamo poi alla sua caduta: il contatto col mondo interno del ragazzo, il modo in cui lui la mette alla prova, la mascolinit\u00e0 tossica che le riversa addosso, sono intollerabili.<br \/>\nBriony ci ha deluso, ma il regista ci ha preparato una sorpresa amara. Jamie viene portato via a forza, lei resta nella stanza. E noi con lei, nonostante l&#8217;azione si sia conclusa, nonostante non ci sia pi\u00f9 nulla da raccontare. Restiamo l\u00ec a sentire la sua angoscia, a vederla star male fisicamente, magari a chiederle scusa della nostra delusione.<br \/>\nPoteva agire diversamente? Certo. Tutta la serie \u00e8 la storia di gente che poteva agire diversamente, ma ha fatto quello che ha fatto. In fondo, perch\u00e9 la psicologa avrebbe dovuto essere meglio degli altri? E poi, che ne sappiamo noi? C&#8217;\u00e8 sempre un sovrappi\u00f9 di estremo, persino nella situazione gi\u00e0 estrema di un bambino accusato in quel modo di un delitto infame. E qui quel sovrappi\u00f9 \u00e8 costituito dal fatto che Jamie avrebbe dovuto essere in un contesto pi\u00f9 protetto e per qualche ragione si trova in una struttura psichiatrica. Che ne sappiamo noi, di come pensano le persone che si trovano a vivere situazioni cos\u00ec estreme?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/bascombe-e1742835308109.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"6319\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2025\/03\/25\/adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi\/bascombe\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/bascombe-e1742835308109.jpg?fit=450%2C226&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"450,226\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"bascombe\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/bascombe-e1742835308109.jpg?fit=300%2C151&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/bascombe-e1742835308109.jpg?fit=450%2C226&amp;ssl=1\" class=\"size-full wp-image-6319 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/bascombe-e1742835308109.jpg?resize=450%2C226&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"226\" \/><\/a>E il poliziotto, l&#8217;ispettore <strong>Luke Bascombe<\/strong> che conduce l&#8217;operazione dell&#8217;arresto con la necessaria freddezza ma con dei moti di protezione nei confronti di Jamie: anche lui ci appare come un adulto risolto che sa il fatto suo. Almeno fino a quel colloquio col figlio <strong>Adam<\/strong>, in cui scopriamo un ragazzo solo e bullizzato e un padre che lo guarda con lo stupore di chi ha visto un marziano.<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato <strong>Paul Barlow<\/strong> \u00e8 un altro personaggio dal quale ci aspettiamo tanto, sebbene fugace. \u00c8 l&#8217;avvocato d&#8217;ufficio atteso dalla famiglia di Jamie in quella valle di lacrime che \u00e8 il primo episodio. Arriva, \u00e8 rassicurante, solidale, competente. Supporta Jamie che si trova all&#8217;inferno, supporta la famiglia che, oltre al resto, si sente violata dall&#8217;irruzione e dalla perquisizione. Poi lo vedi intrattenersi in atteggiamento cameratesco con i poliziotti: &#8220;a quanto pare gli hai distrutto casa, eh?&#8221;. Lo fa perch\u00e9 \u00e8 losco e ambiguo? No, lo fa perch\u00e9 la vita \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 esistono ruoli e contesti. Perch\u00e9 le persone, soprattutto a quei margini estremi della vita, stanno in equilibrio sui confini fra quei contesti.<\/p>\n<p>E su tutti c&#8217;\u00e8 un <strong>bambino<\/strong>, colpevole di un crimine atroce e insieme squassato da un contesto che lo umilia e lo bullizza. E non \u00e8 possibile vedere l&#8217;uno senza l&#8217;altro.<\/p>\n<h3>3. <em>Adolescence<\/em> ti mostra come guardi<\/h3>\n<p>I primi venti minuti ti prendono alla gola e ti fanno sperare di trovare sollievo nello scoprire che \u00e8 tutto un errore, che non \u00e8 vero niente. Ma non succeder\u00e0 niente del genere. Il resto sar\u00e0 una discesa agli inferi popolati da ragazzi devastati che sono l&#8217;altra faccia di adulti inadeguati e spaventati, che sono l&#8217;altra faccia di ragazzi devastati. Ma c&#8217;\u00e8 un momento quasi buttato l\u00ec, alla fine del secondo episodio. <strong>Bascombe<\/strong> esce dalla spedizione fra gli alunni della scuola frustrato, insoddisfatto per l&#8217;indagine e per di pi\u00f9 angosciato da quella specie di girone infernale fetente di ormoni e instupidimento. Invece di tornare alla centrale, va incontro a Adam e gli propone di mangiare qualcosa insieme. Decidono di andare a mangiare le patatine da un cinese che sta dall&#8217;altra parte della citt\u00e0: \u00e8 lontano ma \u00e8 il migliore, e le fa con sale e pepe.<br \/>\nLo fa preso da senso di colpa verso quel buffo marziano? Lo fa per s\u00e9? Lo fa perch\u00e9 lo fa, e per dirgli che gli vuole bene.<\/p>\n<p>Ora, prendere tutto questo come <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"6321\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2025\/03\/25\/adolescence-non-parla-di-adolescenti-parla-di-te-che-guardi\/genitori\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?fit=500%2C250&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"500,250\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"genitori\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?fit=300%2C150&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?fit=500%2C250&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-6321\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?resize=450%2C225&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/genitori.jpg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>un resoconto sociologicamente generalizzabile sarebbe fuorviante. L&#8217;adolescenza \u00e8 tante altre cose, gli adolescenti sono tanto altro. \u00c8 piuttosto la storia di una porzione di umanit\u00e0 rappresentata come estrema, e nel suo essere estrema ti costringe a prendere consapevolezza delle lenti con cui la guardi, e a scoprirle insufficienti. Ti para davanti le strategie attraverso cui rendi tollerabile l&#8217;intollerabile. Ho riguardato con attenzione il primo episodio: l&#8217;orrore della verit\u00e0 che si disvela alla fine era evidente, a volerlo guardare. \u00c8 davvero solo l&#8217;opera di sceneggiatori diabolici, o eri tu che non volevi crederci?<\/p>\n<p><em>Adolescence<\/em> gioca coi tuoi pregiudizi e te li mostra. Io dico che come psicologo anche questo piano mi interessa, almeno quanto quel colloquio, almeno quanto quella rappresentazione, che sia infedele o fedele (e non lo \u00e8), singolare o esemplare (e non lo \u00e8), dell&#8217;adolescenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La verosimiglianza di un personaggio non \u00e8 un valore in s\u00e9. 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