{"id":5516,"date":"2014-08-13T17:41:07","date_gmt":"2014-08-13T16:41:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=5516"},"modified":"2025-03-07T14:04:05","modified_gmt":"2025-03-07T13:04:05","slug":"la-marzano-tata-lucia-e-le-terribili-semplificazioni-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2014\/08\/13\/la-marzano-tata-lucia-e-le-terribili-semplificazioni-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Michela Marzano, Tata Lucia e le \u201cterribili semplificazioni\u201d (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5516?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png?w=960&#038;ssl=1\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">PDF<\/span><\/a><\/div><p>Riprendo il discorso <a title=\"La Marzano, Tata Lucia e le \u201cterribili semplificazioni\u201d (prima parte)\" href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2014\/08\/11\/michela-marzano-tata-lucia-e-le-terribili-semplificazioni-prima-parte\/\">iniziato qui<\/a>, dove commentavo la notizia di una <strong>proposta di legge<\/strong> punitiva nei confronti di siti che esaltano i comportamenti anoressici, e spiegavo che le soluzioni indicate, sebbene di forte attrattiva per chi condivida l&#8217;indignazione verso certe comunicazioni, mi appaiono complicare il problema anzich\u00e9 risolverlo.<br \/>\nHo preso a prestito l&#8217;espressione <strong>&#8220;terribili semplificatori&#8221;<\/strong> dello storico Jacob Burckhardt, che usava questa espressione per pronosticare l&#8217;avvento di personaggi che avrebbero offerto diagnosi e soluzioni e di facile consenso ai grandi problemi, con tanti saluti alla ragionevolezza e alla comprensione del mondo.<br \/>\nIo, per capirci, non penso che sia per forza una &#8220;terribile semplificazione&#8221; il cercare soluzioni rapide a problemi complessi, e non penso che la complessit\u00e0 coincida necessariamente con processi lunghi e laboriosi.<br \/>\nPer esempio, certe volte uno sguardo complesso ti porta a scoprire che un problema \u00e8 insolubile perch\u00e9 nel tuo modo di guardarlo fai qualcosa che lo blinda dentro certi limiti. Nel momento in cui scopri che il problema \u00e8 il modo in cui guardi, pu\u00f2 accadere qualcosa che semplifica parecchio, e con una certa rapidit\u00e0, il quadro della situazione.<!--more--><br \/>\nScriveva tempo fa sul <strong>&#8220;Fatto Quotidiano&#8221;<\/strong> Pierfrancesco Pellizzetti che:<\/p>\n<blockquote><p>i terribili semplificatori spiegano che la politica non \u00e8 \u201cun lento trapanare tavole dure\u201d (Max Weber), bens\u00ec trovata che risolve tutto in un opl\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-13719 \" src=\"http:\/\/massimogiuliani.files.wordpress.com\/2014\/08\/nonfate.jpg?w=193&#038;resize=281%2C437\" alt=\"nonfate\" width=\"281\" height=\"437\" \/>Io penso invece che, se l&#8217;effetto delle &#8220;terribili semplificazioni&#8221; \u00e8 talvolta\u00a0quello di farla troppo facile, altrettanto spesso sia quello di cercare soluzioni pi\u00f9 lunghe e faticose del necessario, di assecondare\u00a0il senso\u00a0comune che\u00a0fa coincidere il complesso col complicato. E penso anzi che un pensiero complesso sia capace talvolta di\u00a0aprire vie agevoli alle soluzioni. Insomma: non credo che\u00a0il complesso richieda di fare &#8220;pi\u00f9 cose&#8221; o &#8220;trapanare tavole dure&#8221;; semplicemente, richiede\u00a0di pensare diversamente, di cercare\u00a0un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 e qualche volta di guardare quello che abbiamo sotto il naso, che \u00e8 a portata di mano ma semplicemente non \u00e8 previsto nel nostro modo di impostare quel problema.<br \/>\nInsomma, dicevo nel post precedente che c&#8217;\u00e8 questo e-book che si chiama <strong>&#8220;Non fate i bravi&#8221;<\/strong>, che prende quel personaggio televisivo che risponde al nome di <strong>Tata Lucia<\/strong> come un emblema di questo pensiero semplificato. Per cui la felicit\u00e0 si ottiene facendo la &#8220;cosa giusta&#8221;, le relazioni umane sono questione di &#8220;gestire&#8221; qualcun altro e i problemi complessi si risolvono con due o tre buoni consigli.<br \/>\nOra potete scegliere di abbandonare la lettura di questo post e andare a scaricare l&#8217;e-book, oppure arrivare alla fine e poi andare a procuravelo. Fate come volete ma leggetelo. Quello che dovete sapere \u00e8 che si preleva dal sito <strong>Psychiatryonline<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.psychiatryonline.it\/node\/5111\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a questa pagina<\/a>, \u00e8 curato da\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/clobosfera.com\/\">Claudia Boscolo<\/a><\/strong>, ha la\u00a0prefazione di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/maddalena.mapelli?fref=ts\">Maddalena Mapelli<\/a><\/strong>\u00a0ed \u00e8 <strong>gratis.<\/strong><\/p>\n<p>Ecco, non avendo mai visto il programma di Tata Lucia sono andato a cercare informazioni su Youtube. Ho cominciato dalle interviste al personaggio, che, circondato di bambini perfettamente adeguati che rispondono in impeccabile\u00a0unisono alle domande del presentatore, d\u00e0 consigli e racconta storie di infanzia ribelle (davvero? Anche la Tata \u00e8 stata una bambina <strong>rompicoglioni<\/strong>? S\u00ec, a confermare ancora una volta la teoria che per capire le cose &#8220;devi esserci passato&#8221;).<\/p>\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"600\" height=\"330\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RrrMAK9tGVE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span>\n<p>Sono andato a cercarmi anche le puntate della serie televisiva. Ne ho presa una a caso per farmi un&#8217;idea. Giuro: a caso. Dunque non pensate che mi sia messo a cercare a bella posta quella che pi\u00f9 si prestasse a fare le pulci.<br \/>\nHo preso il video di una puntata su una famiglia milanese con mamma italiana, pap\u00e0 brasiliano e quattro figli da tre a dodici anni. Scene di ordinaria quotidianit\u00e0: i ragazzini che fanno casino, litigano, si sfidano, se ne dicono di cotte e di crude. Nessun rischio per l&#8217;incolumit\u00e0, ma chiunque converrebbe che\u00a0sono per lo meno rumorosi.<br \/>\n\u00c8 chiaro che quando prendiamo per buona quella narrazione decidiamo di partecipare a un gioco. Non \u00e8 la realt\u00e0, \u00e8 una costruzione alla quale accordiamo il nostro consenso. Di solito nelle nostre case non c&#8217;\u00e8 una troupe televisiva a riprendere i figli in condizioni &#8220;normali&#8221;. Se ci fosse, quella condizioni non sarebbero pi\u00f9 normali. Dunque assistiamo a quelle interazioni facendo finta che\u00a0la presenza di un certo numero di telecamere e di teleoperatori non abbia nessun effetto sul comprensibile\u00a0esibizionismo di questi quattro ragazzini. E facciamo anche finta che quello che vediamo non sia un montaggio sapiente ad uso televisivo di sequenza selezionate fra un certo numero di ore di riprese. Facciamo che non sia\u00a0uno show televisivo, ma la vita vera. A queste condizioni, il gioco funziona.<br \/>\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-13743\" src=\"http:\/\/massimogiuliani.files.wordpress.com\/2014\/08\/tatalucia.jpg?w=191&#038;resize=284%2C445\" alt=\"Tata Lucia\" width=\"284\" height=\"445\" \/>Per inciso: sorvolando su\u00a0questa ovviet\u00e0, ci avevano venduto la prima stagione del &#8220;Grande Fratello&#8221; come uno spregiudicato esperimento sociologico: avremmo assistito alle &#8220;naturali&#8221; interazioni di un certo numero di individui in una condizione estrema, come essere isolati\u00a0tutti insieme in una casa. Vabb\u00e8.<br \/>\nPer stare al gioco dobbiamo dunque rinunciare a una certa quota di complessit\u00e0 e accettare una drastica semplificazione: quello che vediamo\u00a0sono le cose, indipendentemente da chi le guarda e ce le racconta. E quello che guardiamo\u00a0non lo guardiamo\u00a0dentro una cornice che determina cosa vedere. Quattro ragazzini di et\u00e0 diverse che ridono, si azzuffano, si contendono attenzioni e giochi, nella cornice di un programma TV su come disciplinare i figli, diventano un <strong>&#8220;problema da gestire&#8221;<\/strong>.<br \/>\nCome che sia, la storia a cui assistiamo \u00e8 quella di una famiglia in cui i genitori soffrono per non riuscire a controllare la vivacit\u00e0 dei figli, con una madre stanca e preoccupata e un padre che quando il gioco si fa duro si rifugia nella sua stanza, in mezzo agli spartiti di musica brasiliana, ad esercitarsi nella pratica della chitarra.<\/p>\n<p>Uno stacco e siamo nel\u00a0quartier generale delle tate. Nel cortile irrorato da un raggio di sole, un certo numero di bambini giocano a palla, o sull&#8217;altalena, o sulla bicicletta. Vengono in mente i bambini dell&#8217;Isola che non c&#8217;\u00e8, bambini senza storia e senza famiglia che hanno trovato un luogo utopico dove pedalare e saltellare nella gioia, lontani dalle brutture del mondo, comprese mamme che urlano inutilmente, incapaci di &#8220;gestirli&#8221;.<br \/>\nMa suona la sirena e le tre tate si muovono in formazione a cuneo &#8211; la posa e il cipiglio da <strong>Charlie&#8217;s Angels<\/strong> &#8211;\u00a0per ritrovarsi a riunione intorno a un tavolo per l&#8217;assegnazione del caso. Tata Adriana &#8211; la pi\u00f9 giovane, con accento anglosassone &#8211; ha le idee chiare: \u00e8 un tipico problema di &#8220;mancanza di regole&#8221;. Dunque se ne occuper\u00e0 lei. (Nelle edizioni recenti del programma, alla protagonista si sono affiancate altre tate, esattamente secondo la regola delle fiction televisive in cui il numero dei personaggi intorno ai quali gira la storia deve crescere di stagione in stagione, per portare sempre novit\u00e0 per lo spettatore che segue da anni; un formato cos\u00ec blindato, poi, ha davvero bisogno di essere rinfrescato per essere sempre attraente).<br \/>\nAd ogni modo, tata Adriana viene accolta fra l&#8217;entusiasmo generale nella famiglia delle quattro pesti e svolge il suo periodo di &#8220;osservazione&#8221;, durante il quale fa cose come assistere in piedi, da un angolo della stanza, all&#8217;ora del pasto, scuotendo il capo e prendendo appunti. Al termine, esprime la sua diagnosi:\u00a0&#8220;In questa casa tutti si muovono come <strong>fantasmi<\/strong>, non interagiscono&#8221;. Che suona paradossale, proprio dopo che la tata ha prescritto a\u00a0tutta la famiglia\u00a0di fare &#8220;come se lei non ci fosse&#8221;, di fare le loro cose facendo finta di non notare la sua presenza. Nel gioco in cui le regole le fanno\u00a0le tate, a loro\u00a0\u00e8 lecito quello che per gli altri \u00e8 immorale o patologico\u00a0(&#8220;fare il fantasma&#8221;).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/massimogiuliani.files.wordpress.com\/2014\/08\/tata-adriana.png\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-13759\" src=\"http:\/\/massimogiuliani.files.wordpress.com\/2014\/08\/tata-adriana.png?w=300&#038;resize=425%2C234\" alt=\"tata Adriana\" width=\"425\" height=\"234\" \/><\/a>A questo punto la tata convoca i genitori per un briefing, e comunica loro di aver trovato una situazione piuttosto caotica, anzi una &#8220;disorganizzazione generale&#8221;. La mamma l&#8217;ascolta annuendo e conclude sconsolata: &#8220;S\u00ec, questo \u00e8 proprio\u00a0<strong>brasiliano<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Alt! Fermi tutti! Ma questa \u00e8 una storia bellissima! Due modelli di educazione, la complessit\u00e0 di una famiglia <strong>multiculturale<\/strong>, premesse e visioni del mondo diverse che si incontrano e qualche volta entrano in conflitto, insomma: ne pu\u00f2 uscire una grande puntata sull&#8217;ascolto reciproco e sull&#8217;accettazione della differenza. Grazie alle tate.<br \/>\nE invece, mentre non a caso la mamma appare sempre pi\u00f9 sicura di s\u00e9 e il pap\u00e0 sempre pi\u00f9 imbarazzato e all&#8217;angolo, la tata Adriana taglia corto: &#8220;eh s\u00ec, ma qui siamo in Italia&#8221; (detto peraltro con\u00a0delizioso accento britannico).<br \/>\nPerch\u00e9 la complessit\u00e0 \u00e8 bella, ci mancherebbe, ma la puntata dura tre quarti d&#8217;ora scarsi\u00a0e\u00a0la teletata efficiente ha sempre una risposta saggia: &#8220;qua siamo in Italia!&#8221;, il pap\u00e0 dovrebbe capirlo meglio e fare il piacere di integrarsi, e tutto il resto son solo complicazioni inopportune.<\/p>\n<p>Il seguito della puntata continua fra istruzioni della tata ai genitori e ai figli, prescrizioni di nuove &#8220;regole&#8221;: pi\u00f9 rispetto, pi\u00f9 abbracci, eccetera (la premessa, anche questa piuttosto semplice, \u00e8 che le persone facciano delle cose semplicemente perch\u00e9 gli <strong>dici<\/strong> di farle), fino alla trovata conclusiva: se il pap\u00e0 usa la musica per appartarsi e sfuggire a una situazione che non sa come gestire (ancora pi\u00f9 ridotto all&#8217;angolo, probabilmente, dopo la sentenza &#8220;qui siamo in Italia&#8221;), perch\u00e9 non fare in modo che proprio la musica diventi un punto di <strong>incontro<\/strong> con i figli? Che non \u00e8 per niente una brutta idea: che questi ragazzi possano conoscere qualcosa di pi\u00f9 del mondo del pap\u00e0, quel mondo che\u00a0trova spazio solo dietro il buco di quella chiave, quel mondo che forse conoscono poco e che li riguarda tanto.<br \/>\nCos\u00ec si organizza un concerto: si trova un basso elettrico, l&#8217;oratorio ci metter\u00e0 la sala e il pubblico, la tata presenter\u00e0 la serata.<br \/>\nIl pap\u00e0 suoner\u00e0 la sua chitarra finalmente fuori dalla sua stanza, e i ragazzi\u00a0lo accompagneranno e canteranno che ne so, &#8220;La ragazza di Ipanema&#8221; o qualche canzone di Chico Buarque o di qualcun altro.<br \/>\nNiente di tutto questo. Si canta &#8220;La canzone del sole&#8221; di Battisti e il pap\u00e0 suona il tamburello, ch\u00e9 d&#8217;altra parte\u00a0&#8220;qui siamo in Italia&#8221;!<\/p>\n<p>Ecco, l&#8217;ho presa alla lontana perch\u00e9 volevo segnalarvi questo e-book, <strong>&#8220;Non fate i bravi&#8221;<\/strong>, ma una recensione\u00a0vera non potevo farvela perch\u00e9 una parte degli autori li amo perdutamente da quasi sempre, e per gli altri &#8211; che non conosco personalmente &#8211; vale la propriet\u00e0 transitiva.<br \/>\nPer\u00f2 ve lo consiglio perch\u00e9 mi pare un buon modo di contrastare la semplificazione dominante, la voglia di normalizzazione: non limitandosi a criticarla, come magari ho fatto io in questi due post, ma partendo da tata Lucia per farla diventare un ipertesto, per complessificare il discorso e moltiplicarlo in tante direzioni possibili.<br \/>\nLo potete scaricare in <strong>pdf<\/strong> (i singoli capitoli) o in <strong>epub<\/strong> (tutto intero) <a href=\"http:\/\/www.psychiatryonline.it\/node\/5111\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da qui<\/a>! Buona lettura!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo il discorso iniziato qui, dove commentavo la notizia di una proposta di legge punitiva nei confronti di siti che esaltano i comportamenti anoressici, e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5517,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_awef_post_faq_schema":[],"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[262,13],"tags":[88,289],"class_list":["post-5516","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicazione-media","category-societa","tag-ibridamenti","tag-non-fate-i-bravi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Michela Marzano, Tata Lucia e le \u201cterribili semplificazioni\u201d (seconda parte) - Psicoterapia (e altre metafore)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2014\/08\/13\/la-marzano-tata-lucia-e-le-terribili-semplificazioni-seconda-parte\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Michela Marzano, Tata Lucia e le \u201cterribili semplificazioni\u201d (seconda parte) - Psicoterapia (e altre metafore)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"PDFRiprendo il discorso iniziato qui, dove commentavo la notizia di una proposta di legge punitiva nei confronti di siti che esaltano i comportamenti anoressici, e spiegavo che le soluzioni indicate, sebbene di forte attrattiva per chi condivida l&#8217;indignazione verso certe comunicazioni, mi appaiono complicare il problema anzich\u00e9 risolverlo. 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