{"id":5055,"date":"2024-08-15T10:48:43","date_gmt":"2024-08-15T09:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=5055"},"modified":"2025-04-14T15:16:00","modified_gmt":"2025-04-14T14:16:00","slug":"io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/","title":{"rendered":"\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5055?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png?w=960&#038;ssl=1\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">PDF<\/span><\/a><\/div><h3 style=\"text-align: center;\">La paura sar\u00e0 anche figlia dell\u2019ignoranza ma, per quanto tu riesca a spostare in avanti il confine delle cose che conosci, oltre quel confine ci sar\u00e0 sempre qualcos\u2019altro.<br \/>\n<strong>(Gi\u00e0 pubblicato su Ibridamenti)<\/strong><\/h3>\n<p data-selectable-paragraph=\"\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5056\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/stopinva\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?fit=960%2C539&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"960,539\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"stopinva\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?fit=300%2C168&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?fit=960%2C539&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5056\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?resize=960%2C539&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?w=960&amp;ssl=1 960w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stopinva.webp?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"3dca\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">Rilassatevi: nessuno di noi pu\u00f2 ritenersi libero dalla <strong class=\"mr ga\">paura<\/strong> e dal <strong class=\"mr ga\">pregiudizio.<\/strong><br \/>\nLa prima, nei millenni, ha avuto un ruolo insostituibile nel conservare la pellaccia ai nostri progenitori, e ce l\u2019ha oggi nel salvarla a noi guidandoci nel rapporto con tutto quello che ci \u00e8 sconosciuto e che ci si presenta per la prima volta. Il secondo \u00e8 ineliminabile (come si fa a non avere un <em class=\"nl\">pre-giudizio<\/em>, un\u2019aspettativa, anche se un po\u2019 rigida, di quello che non abbiamo mai visto e che stiamo per conoscere?) e tutto sommato ha una sua utilit\u00e0 nell\u2019aiutarci a costruire mappe della realt\u00e0 per trovare sollievo da un grado eccessivo di disorientamento. Come sa chiunque abbia vissuto prima del navigatore satellitare, senza mappe tanto lontano non si va. Certo, mappe che siano abbastanza flessibili da modificarsi a mano a mano che del territorio sappiamo qualcosa di pi\u00f9: altrimenti cessano di essere utili e diventano un impiccio di cui, peraltro, si fa fatica a liberarsi. Il pregiudizio, quando si \u00e8 fatto rigido ed \u00e8 diventato un <em class=\"nl\">fatto,<\/em> diventa piuttosto impermeabile all\u2019esperienza. Non se ne fa attraversare, non si modifica per effetto di quella: anzi, tende ad agire su quella per renderla coerente con se stesso.<\/p>\n<p id=\"7a32\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">Ma insomma, a parte gradi di irrigidimento pi\u00f9 o meno patologici, nessuno si senta escluso: paura e pregiudizi ci riguardano tutti.<br \/>\nTalmente ci riguardano che \u2014 lo cita <strong class=\"mr ga\">Joanna Bourke<\/strong> nella sua <em class=\"nl\">Storia della paura<\/em> \u2014 l\u2019arcidiacono <strong class=\"mr ga\">R.H. Charles<\/strong> ammise che s\u00ec, la scienza ci ha liberato dalle paure del pensiero magico, anche religioso: ma ci ha lasciato nuove paure che per tutto il corso della vita non ci lasciano soli.<br \/>\nInsomma, la paura sar\u00e0 anche figlia dell\u2019ignoranza ma, per quanto tu riesca a spostare in avanti il confine delle cose che conosci, oltre quel confine ci sar\u00e0 sempre qualcos\u2019altro.<br \/>\nOra, che la paura sia una compagna necessaria non vuol dire che sia uno stato del tutto razionale: e nessuno le chiederebbe di darsi dei limiti ragionevoli, dato il suo carattere di dispositivo salvavita. Davanti al pericolo il nostro organismo opera, certo, una valutazione pi\u00f9 dettagliata possibile di quel che ha davanti, ma nel tempo in cui consideri la possibilit\u00e0 che il felino abbia intenzioni amichevoli, quello potrebbe averti fatto a brandelli. E dal punto di vista evolutivo \u00e8 meglio qualche falso positivo che finire sbranati.<br \/>\nUna delle manifestazioni fisiologiche della paura \u2014 lo spalancare gli occhi \u2014 permette di avere una pi\u00f9 ampia visuale per valutare il pericolo, ma credo anche per fare un rapido censimento delle vie di fuga. Qualche domanda in pi\u00f9 \u00e8 meglio farsela in un momento in cui saremo pi\u00f9 al sicuro.<br \/>\nE dunque: avere paura di quello che \u00e8 diverso e sconosciuto \u00e8 normale, persino utile. Il mondo non si divide certo fra quelli che hanno paura del nuovo e quelli che gli si buttano fra le braccia. Ma di sicuro hanno conseguenze molto diverse il considerare la paura come una guida per esplorare il mondo e il negarla attribuendo ad altri la colpa del nostro disorientamento: \u201cnon sono io che provo fatica a misurarmi con la diversit\u00e0, sei tu che sei mostruoso\u201d.<br \/>\nPerch\u00e9 la paura non la si ammette volentieri. Insomma, la fa a sua volta <strong class=\"mr ga\">paura.<\/strong> Aggiungete pure che mostrarla allo sconosciuto, la paura, ci rende ancora pi\u00f9 vulnerabili: se lui capisce che ho paura, capisce anche che sono pi\u00f9 debole di lui.<\/p>\n<p id=\"0ebc\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">I sistemi che gli uomini si sono inventati per negoziare con la paura della paura hanno raggiunto vette di mostruosa creativit\u00e0. Sistemi di credenze e teorie pseudoscientifiche hanno avuto la funzione di esternalizzare le ragioni della paura. Il razzismo, oltre ad essere quella deplorevole predisposizione che sappiamo verso il diverso, \u00e8 stato uno sgangherato delirio scientifico prima e un atroce progetto politico poi. L\u2019idea alla base era che gli esseri umani siano classificabili per <strong class=\"mr ga\">razze,<\/strong> e che per ragioni <em class=\"nl\">naturali<\/em>alcune di esse siano oggettivamente <strong class=\"mr ga\">inferiori<\/strong> ad altre. Cio\u00e8: non sono io che ho paura, sei tu che sei <em class=\"nl\">per natura<\/em> diverso, inferiore, degenerato, pericoloso. E non protestare perch\u00e9 \u00e8 la scienza a certificarlo. Ecco saldato il conto con la paura.<br \/>\nIl razzismo, dichiarato o strisciante, \u00e8 oggi diffuso in una misura che pu\u00f2 essere variamente valutata, ma esiste, e assolve ancora a quella funzione di scavare un fosso fra noi e quello che ci spaventa.<br \/>\nMa, dal momento che la paura non si dichiara tanto volentieri, chi ha una posizione razzista tende a non ammetterlo. Nelle conversazioni pubbliche, chiunque stia per dichiarare una posizione ostile o discriminatoria verso un\u2019etnia, o per proporre una punizione crudele per gli appartenenti, in quanto tali, a un\u2019altra cultura, inizier\u00e0 il proprio discorso dichiarando \u201cio non sono razzista, ma\u2026\u201d.<br \/>\nPerch\u00e9 nel frattempo l\u2019appellativo \u201crazzista\u201d si \u00e8 portato appresso una pi\u00f9 o meno generalizzata condanna morale, ma soprattutto uno strascico di connotazione antisociale. E nessuno che faccia appello all\u2019ordine o alla salvaguardia del decoro contro i barbari vuole essere preso per un qualche tipo di antisociale o disadattato, anzi. Cos\u00ec nemmeno la paura della paura (il razzismo) pu\u00f2 essere denunciata. \u00c8 la <strong class=\"mr ga\">vergogna<\/strong> della paura della paura.<br \/>\nIl razzista che dice di non esserlo non \u00e8 propriamente un razzista inconsapevole: \u00e8 un razzista <strong class=\"mr ga\">egodistonico.<\/strong> Cio\u00e8 sa di esserlo, ma questo lo fa sentire in imbarazzo.<\/p>\n<p id=\"bc14\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">Il razzista cos\u00ec si sentir\u00e0 libero di dividere il mondo in macrocategorie ed assegner\u00e0 giudizi di valore, o auspicher\u00e0 destini diversi, ai membri di quelle categorie per il solo fatto di essere membri di quelle categorie, ma si rifiuter\u00e0 di ammettere che la posizione che sta assumendo ha un nome, che \u00e8 <em class=\"nl\">razzismo.<\/em> Nessuno vuole provare la vergogna della paura della paura.<br \/>\nChe poi uno potrebbe dire: \u201crazzista non ti piace? Facciamo <em class=\"nl\">xenofobo,<\/em> allora? No, perch\u00e9 la <em class=\"nl\">xenofobia<\/em>, per quanto pesante di valenze negative, non porta con s\u00e9 tutta l\u2019eredit\u00e0 orribile che il razzismo porta con s\u00e9. Ci stai?\u201d. Peggio ancora, perch\u00e9 la parola porta in s\u00e9, ancora pi\u00f9 esplicita, la traccia della paura (\u201c-fobia\u201d).<br \/>\nSe accusato di razzismo, il razzista egodistonico tender\u00e0 piuttosto a rimbalzare l\u2019accusa sugli oggetti della sua paura (\u201csono loro che sono razzisti nei miei confronti!\u201d) o sull\u2019interlocutore (\u201cse mi dici cos\u00ec sei tu il razzista\u201d), al prezzo di uno scivolamento di senso del termine \u201crazzista\u201d.<\/p>\n<p data-selectable-paragraph=\"\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5057\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/stortiamerigo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?fit=640%2C480&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"640,480\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"stortiamerigo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?fit=640%2C480&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-5057 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?resize=368%2C276&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?w=640&amp;ssl=1 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/stortiamerigo.webp?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a><\/p>\n<p id=\"3550\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">In \u201cAudace colpo dei soliti ignoti\u201d di Nanni Loy, un certo Storti Amerigo, preso in una retata di sospettati dell\u2019assalto al Totocalcio, in questura si difendeva giurando che quella domenica era stato in tutt\u2019altro posto:<br \/>\n\u201cLo domandi a don Evaristo. Io domenica stavo alla prima comunione della mia nipotina.\u201d<br \/>\nIl maresciallo ribatte, ironico: \u201cTu, Storti Amerigo, sempre alle prime comunioni vai. Sei molto credente\u2026\u201d<br \/>\nE lui, piccato: \u201cIo s\u00ec! \u00c8 lei che <em class=\"nl\">nun \u00e8 credente a quello che dico<\/em>!\u201d<\/p>\n<p id=\"c269\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">La commedia italiana conosceva i suoi polli. Storti Amerigo restituisce l\u2019accusa distorcendo il senso di <em class=\"nl\">credente,<\/em> come il razzista che ti dice \u201cil vero razzista sei tu\u201d e pretende che \u201crazzista\u201d definisca chi critica un\u2019altra persona. Non gioca con le parole, non bara, e lo slittamento non ha nessuno scopo retorico consapevole: \u00e8 che per il razzista egodistonico le parole e i significati sono un po\u2019 come il mondo intorno: un caos indistinto e spaventoso.<br \/>\nCos\u00ec, per carit\u00e0 di patria, nessuno ribatte: \u201cma che caspita stai dicendo? Io ho detto che sostieni scemenze indifendibili, mica che fai parte di una razza inferiore\u201d, perch\u00e9 sembra che entrare in una discussione con lo Zingarelli in mano sia incompatibile con qualche forma di <em class=\"nl\">fair play<\/em>. Fa tanto professorone di sinistra, pare.<\/p>\n<p id=\"06d9\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">\u201cIo non sono razzista, ma i Rom sono tutti ladri\u201d \u00e8 come dire alla ragazza con cui ci stai provando: \u201cDavvero, non sono sposato, se non ci credi chiedilo a mia moglie\u201d. La paura fa fare i salti mortali, la paura della paura i doppi salti mortali e la vergogna della paura della paura ti costringe pure all\u2019avvitamento.<br \/>\nCerto, le vicissitudini della paura per ciascuno seguono vie che sono gi\u00e0 spianate da questioni autobiografiche e psicologiche. Fra chi storce il naso passando davanti a un kebab e chi ammazza un uomo perch\u00e9 \u00e8 nero ci passa un mare (pi\u00f9 cupo e tempestoso a mano a mano che ci si sposta verso l\u2019ammazzatore). Ciascuno di noi ha una propria esperienza, pi\u00f9 o meno destabilizzante o pi\u00f9 o meno rassicurante, dell\u2019alterit\u00e0, e ciascuno di noi si \u00e8 sentito, nella vita, sufficientemente protetto dall\u2019ignoto o, al contrario, abbandonato alla minaccia vera o presunta del nuovo, da parte di chi ci aspettavamo ci facesse da schermo. Con tutte le possibilit\u00e0 intermedie fra questi estremi.<br \/>\nMa i giochi, come per fortuna spesso accade, non si chiudono l\u00ec una volta per tutte. Sapersi portatori di quella paura, lasciarsi destabilizzare e restare in ascolto di quello che l\u2019altro ci sollecita \u00e8 sempre un buon modo di proteggersi. Chi proprio non vuole destabilizzarsi reifica quella differenza, che cos\u00ec non \u00e8 pi\u00f9 una relazione fra me e l\u2019altro: diventa una <em class=\"nl\">cosa,<\/em> e quella <em class=\"nl\">cosa<\/em> va cancellata perch\u00e9 \u00e8 insopportabile.<br \/>\nIl cantautore Gianmaria Testa parlava di \u201c <em class=\"nl\">quel razzismo istintivo che hanno perfino i bambini, che \u00e8 il razzismo verso una qualche diversit\u00e0. (\u2026) Me lo spiego benissimo quello degli italiani, compreso il mio senso di fastidio, qualche volta. Me lo spiego, ma non lo accetto, sono due cose diverse: me lo spiego, ma penso che non sia giusto averlo e che bisogna contrastarlo in qualche modo\u201d<\/em>. Lo riconosceva in se stesso, quel senso di disorientamento, e riconosceva la necessit\u00e0 di contrastarlo. E per contrastarlo cercava di conoscerlo meglio. Questo gli permetteva di scrivere <a class=\"af nn\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5utD6Qtkrow\" target=\"_blank\" rel=\"noopener ugc nofollow\">canzoni bellissime<\/a> che parlano di <a class=\"af nn\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mQDAyCcRtBw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener ugc nofollow\">migranti<\/a>.<\/p>\n<p id=\"6026\" class=\"pw-post-body-paragraph mp mq fq mr b gt ms mt mu gw mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">Il razzista egodistonico si rassicura nella propria fortezza antipaura e ti rimbalza da l\u00ec qualunque accusa. Non sono razzista, sei tu che sei <em class=\"nl\">buonista,<\/em>sono loro che sono africani, siete voi che ce l\u2019avete con chi difende solo la sacralit\u00e0 delle tradizioni.<br \/>\nMa pare cos\u00ec inammissibile ammettere di covare il razzismo nel proprio seno, che non solo il razzista, ma nemmeno tanti di quelli che gli stanno intorno amano vederlo per quello che \u00e8 e chiamarlo per nome. Le parole si possono usare a cazzo, ma guai a usarle quando servono. Politici nazionali e locali cianciano di \u201crazzismo contro gli italiani\u201d, ma Il Tempo non riesce a dire che uno che d\u00e0 della \u201cscimmia africana\u201d a una donna nera, e che si vanta di lanciare noccioline agli immigrati, \u00e8 un <strong class=\"mr ga\">razzista.<\/strong> Ieri titolava un pezzo: \u201cE se a Fermo non \u00e8 stato razzismo?\u201d. E il pezzo cominciava cos\u00ec: \u201cL\u2019unica cosa certa sono gli insulti alla coppia di nigeriani\u201d. Riecco il salto mortale e l\u2019avvitamento. <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5059\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/iltempo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?fit=539%2C344&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"539,344\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"iltempo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?fit=300%2C191&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?fit=539%2C344&amp;ssl=1\" class=\" wp-image-5059 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?resize=367%2C234&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?w=539&amp;ssl=1 539w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/iltempo.webp?resize=300%2C191&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px\" \/><\/a><br \/>\nNella vicenda di Fermo quegli insulti sono esattamente l\u2019elemento che ne connota la matrice, e si pu\u00f2 discutere di ematomi, del palo, del pugno e del marciapiede, ma non si pu\u00f2 discutere del fatto che tutto comincia con degli insulti razzisti. Ma come si fa a mettere in fila quelle due frasi e far finta di non sentire nessuno stridore? Non ridevo tanto da quando Gigi Proietti cantava \u201cSon contento di morire, ma mi dispiace\u201d, ma qui ho riso per poco. Cos\u2019altro deve fare, oltre a insultare un africano per il fatto che \u00e8 africano? Bisogna proprio che vada in giro col cappuccio bianco a impiccare immigrati, per riconoscere un razzista?<\/p>\n<p>Dicevo, il modo in cui gestiamo le nostre paure c\u2019entra con la nostra storia. Ma il fatto di avere una storia non ci rende irresponsabili, anzi. La storia definisce alcuni margini entro i quali possiamo esercitare la nostra responsabilit\u00e0. E quello spazio di responsabilit\u00e0, per quanto sottile, c\u2019\u00e8 sempre. Per non dire della responsabilit\u00e0 verso le generazioni pi\u00f9 giovani, che hanno pi\u00f9 tempo di noi per costruirsi una mappa del mondo che preveda la possibilit\u00e0 di numerosi modi dell\u2019esistenza. Oltre a fornire loro opportunit\u00e0 di contatto con la differenza e di goderne, quello che si pu\u00f2 fare \u2014 come insegnanti, genitori, educatori, adulti che passano di l\u00ec \u2014 \u00e8 condividere il rispetto per la loro, di differenza, e aiutarli ad esserne felici.<br \/>\nMa il modo in cui possiamo esercitare quella responsabilit\u00e0 nei confronti di noi stessi credo consista nel non rinunciare a prendere confidenza con le nostre, di paure. A conoscerle, a considerare l\u2019influenza che esercitano sul nostro rapporto con l\u2019altro. Ad aver presente che la tendenza a difenderci da quello che ci \u00e8 poco familiare ci appartiene, e la possibilit\u00e0 che lavori contro di noi e contro il prossimo \u00e8 sempre concreta. E con questa consapevolezza \u2014 con la consapevolezza cio\u00e8 che il razzista non \u00e8 una specie di marziano, ma uno che ha risolto <em class=\"nl\">malissimo<\/em> un problema che affrontiamo anche noi \u2014 non desistere dal rispondere colpo su colpo a tutte le provocazioni e le prepotenze ispirate e nutrite dalla paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La paura sar\u00e0 anche figlia dell\u2019ignoranza ma, per quanto tu riesca a spostare in avanti il confine delle cose che conosci, oltre quel confine ci sar\u00e0 sempre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6110,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_awef_post_faq_schema":[],"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[360,13],"tags":[88,287],"class_list":["post-5055","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-disseminazioni","category-societa","tag-ibridamenti","tag-razzismo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico - Psicoterapia (e altre metafore)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico - Psicoterapia (e altre metafore)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"PDFLa paura sar\u00e0 anche figlia dell\u2019ignoranza ma, per quanto tu riesca a spostare in avanti il confine delle cose che conosci, oltre quel confine ci sar\u00e0 sempre qualcos\u2019altro. (Gi\u00e0 pubblicato su Ibridamenti) Rilassatevi: nessuno di noi pu\u00f2 ritenersi libero dalla paura e dal pregiudizio. La prima, nei millenni, ha avuto un ruolo insostituibile nel conservare la pellaccia ai nostri progenitori, e ce l\u2019ha oggi nel salvarla a noi guidandoci nel rapporto con tutto quello che ci \u00e8 sconosciuto e che ci si presenta per la prima volta. Il secondo \u00e8 ineliminabile (come si fa a non avere un pre-giudizio, un\u2019aspettativa, anche se un po\u2019 rigida, di quello che non abbiamo mai visto e che stiamo per conoscere?) e tutto sommato ha una sua utilit\u00e0 nell\u2019aiutarci a costruire mappe della realt\u00e0 per trovare sollievo da un grado eccessivo di disorientamento. Come sa chiunque abbia vissuto prima del navigatore satellitare, senza mappe tanto lontano non si va. Certo, mappe che siano abbastanza flessibili da modificarsi a mano a mano che del territorio sappiamo qualcosa di pi\u00f9: altrimenti cessano di essere utili e diventano un impiccio di cui, peraltro, si fa fatica a liberarsi. Il pregiudizio, quando si \u00e8 fatto rigido ed \u00e8 diventato un fatto, diventa piuttosto impermeabile all\u2019esperienza. Non se ne fa attraversare, non si modifica per effetto di quella: anzi, tende ad agire su quella per renderla coerente con se stesso. Ma insomma, a parte gradi di irrigidimento pi\u00f9 o meno patologici, nessuno si senta escluso: paura e pregiudizi ci riguardano tutti. Talmente ci riguardano che \u2014 lo cita Joanna Bourke nella sua Storia della paura \u2014 l\u2019arcidiacono R.H. Charles ammise che s\u00ec, la scienza ci ha liberato dalle paure del pensiero magico, anche religioso: ma ci ha lasciato nuove paure che per tutto il corso della vita non ci lasciano soli. Insomma, la paura sar\u00e0 anche figlia dell\u2019ignoranza ma, per quanto tu riesca a spostare in avanti il confine delle cose che conosci, oltre quel confine ci sar\u00e0 sempre qualcos\u2019altro. Ora, che la paura sia una compagna necessaria non vuol dire che sia uno stato del tutto razionale: e nessuno le chiederebbe di darsi dei limiti ragionevoli, dato il suo carattere di dispositivo salvavita. Davanti al pericolo il nostro organismo opera, certo, una valutazione pi\u00f9 dettagliata possibile di quel che ha davanti, ma nel tempo in cui consideri la possibilit\u00e0 che il felino abbia intenzioni amichevoli, quello potrebbe averti fatto a brandelli. E dal punto di vista evolutivo \u00e8 meglio qualche falso positivo che finire sbranati. Una delle manifestazioni fisiologiche della paura \u2014 lo spalancare gli occhi \u2014 permette di avere una pi\u00f9 ampia visuale per valutare il pericolo, ma credo anche per fare un rapido censimento delle vie di fuga. Qualche domanda in pi\u00f9 \u00e8 meglio farsela in un momento in cui saremo pi\u00f9 al sicuro. E dunque: avere paura di quello che \u00e8 diverso e sconosciuto \u00e8 normale, persino utile. Il mondo non si divide certo fra quelli che hanno paura del nuovo e quelli che gli si buttano fra le braccia. Ma di sicuro hanno conseguenze molto diverse il considerare la paura come una guida per esplorare il mondo e il negarla attribuendo ad altri la colpa del nostro disorientamento: \u201cnon sono io che provo fatica a misurarmi con la diversit\u00e0, sei tu che sei mostruoso\u201d. Perch\u00e9 la paura non la si ammette volentieri. Insomma, la fa a sua volta paura. Aggiungete pure che mostrarla allo sconosciuto, la paura, ci rende ancora pi\u00f9 vulnerabili: se lui capisce che ho paura, capisce anche che sono pi\u00f9 debole di lui. I sistemi che gli uomini si sono inventati per negoziare con la paura della paura hanno raggiunto vette di mostruosa creativit\u00e0. Sistemi di credenze e teorie pseudoscientifiche hanno avuto la funzione di esternalizzare le ragioni della paura. Il razzismo, oltre ad essere quella deplorevole predisposizione che sappiamo verso il diverso, \u00e8 stato uno sgangherato delirio scientifico prima e un atroce progetto politico poi. L\u2019idea alla base era che gli esseri umani siano classificabili per razze, e che per ragioni naturalialcune di esse siano oggettivamente inferiori ad altre. Cio\u00e8: non sono io che ho paura, sei tu che sei per natura diverso, inferiore, degenerato, pericoloso. E non protestare perch\u00e9 \u00e8 la scienza a certificarlo. Ecco saldato il conto con la paura. Il razzismo, dichiarato o strisciante, \u00e8 oggi diffuso in una misura che pu\u00f2 essere variamente valutata, ma esiste, e assolve ancora a quella funzione di scavare un fosso fra noi e quello che ci spaventa. Ma, dal momento che la paura non si dichiara tanto volentieri, chi ha una posizione razzista tende a non ammetterlo. Nelle conversazioni pubbliche, chiunque stia per dichiarare una posizione ostile o discriminatoria verso un\u2019etnia, o per proporre una punizione crudele per gli appartenenti, in quanto tali, a un\u2019altra cultura, inizier\u00e0 il proprio discorso dichiarando \u201cio non sono razzista, ma\u2026\u201d. Perch\u00e9 nel frattempo l\u2019appellativo \u201crazzista\u201d si \u00e8 portato appresso una pi\u00f9 o meno generalizzata condanna morale, ma soprattutto uno strascico di connotazione antisociale. E nessuno che faccia appello all\u2019ordine o alla salvaguardia del decoro contro i barbari vuole essere preso per un qualche tipo di antisociale o disadattato, anzi. Cos\u00ec nemmeno la paura della paura (il razzismo) pu\u00f2 essere denunciata. \u00c8 la vergogna della paura della paura. Il razzista che dice di non esserlo non \u00e8 propriamente un razzista inconsapevole: \u00e8 un razzista egodistonico. Cio\u00e8 sa di esserlo, ma questo lo fa sentire in imbarazzo. Il razzista cos\u00ec si sentir\u00e0 libero di dividere il mondo in macrocategorie ed assegner\u00e0 giudizi di valore, o auspicher\u00e0 destini diversi, ai membri di quelle categorie per il solo fatto di essere membri di quelle categorie, ma si rifiuter\u00e0 di ammettere che la posizione che sta assumendo ha un nome, che \u00e8 razzismo. Nessuno vuole provare la vergogna della paura della paura. Che poi uno potrebbe dire: \u201crazzista non ti piace? Facciamo xenofobo, allora? No, perch\u00e9 la xenofobia, per quanto pesante di valenze negative, non porta con s\u00e9 tutta l\u2019eredit\u00e0 orribile che il razzismo porta con s\u00e9. Ci stai?\u201d. Peggio ancora, perch\u00e9 la parola porta in s\u00e9, ancora pi\u00f9 esplicita, la traccia della paura (\u201c-fobia\u201d). Se accusato di razzismo, il razzista egodistonico tender\u00e0 piuttosto a rimbalzare l\u2019accusa sugli oggetti della sua paura (\u201csono loro che sono razzisti nei miei confronti!\u201d) o sull\u2019interlocutore (\u201cse mi dici cos\u00ec sei tu il razzista\u201d), al prezzo di uno scivolamento di senso del termine \u201crazzista\u201d. In \u201cAudace colpo dei soliti ignoti\u201d di Nanni Loy, un certo Storti Amerigo, preso in una retata di sospettati dell\u2019assalto al Totocalcio, in questura si difendeva giurando che quella domenica era stato in tutt\u2019altro posto: \u201cLo domandi a don Evaristo. Io domenica stavo alla prima comunione della mia nipotina.\u201d Il maresciallo ribatte, ironico: \u201cTu, Storti Amerigo, sempre alle prime comunioni vai. Sei molto credente\u2026\u201d E lui, piccato: \u201cIo s\u00ec! \u00c8 lei che nun \u00e8 credente a quello che dico!\u201d La commedia italiana conosceva i suoi polli. Storti Amerigo restituisce l\u2019accusa distorcendo il senso di credente, come il razzista che ti dice \u201cil vero razzista sei tu\u201d e pretende che \u201crazzista\u201d definisca chi critica un\u2019altra persona. Non gioca con le parole, non bara, e lo slittamento non ha nessuno scopo retorico consapevole: \u00e8 che per il razzista egodistonico le parole e i significati sono un po\u2019 come il mondo intorno: un caos indistinto e spaventoso. Cos\u00ec, per carit\u00e0 di patria, nessuno ribatte: \u201cma che caspita stai dicendo? Io ho detto che sostieni scemenze indifendibili, mica che fai parte di una razza inferiore\u201d, perch\u00e9 sembra che entrare in una discussione con lo Zingarelli in mano sia incompatibile con qualche forma di fair play. Fa tanto professorone di sinistra, pare. \u201cIo non sono razzista, ma i Rom sono tutti ladri\u201d \u00e8 come dire alla ragazza con cui ci stai provando: \u201cDavvero, non sono sposato, se non ci credi chiedilo a mia moglie\u201d. La paura fa fare i salti mortali, la paura della paura i doppi salti mortali e la vergogna della paura della paura ti costringe pure all\u2019avvitamento. Certo, le vicissitudini della paura per ciascuno seguono vie che sono gi\u00e0 spianate da questioni autobiografiche e psicologiche. Fra chi storce il naso passando davanti a un kebab e chi ammazza un uomo perch\u00e9 \u00e8 nero ci passa un mare (pi\u00f9 cupo e tempestoso a mano a mano che ci si sposta verso l\u2019ammazzatore). Ciascuno di noi ha una propria esperienza, pi\u00f9 o meno destabilizzante o pi\u00f9 o meno rassicurante, dell\u2019alterit\u00e0, e ciascuno di noi si \u00e8 sentito, nella vita, sufficientemente protetto dall\u2019ignoto o, al contrario, abbandonato alla minaccia vera o presunta del nuovo, da parte di chi ci aspettavamo ci facesse da schermo. Con tutte le possibilit\u00e0 intermedie fra questi estremi. Ma i giochi, come per fortuna spesso accade, non si chiudono l\u00ec una volta per tutte. Sapersi portatori di quella paura, lasciarsi destabilizzare e restare in ascolto di quello che l\u2019altro ci sollecita \u00e8 sempre un buon modo di proteggersi. Chi proprio non vuole destabilizzarsi reifica quella differenza, che cos\u00ec non \u00e8 pi\u00f9 una relazione fra me e l\u2019altro: diventa una cosa, e quella cosa va cancellata perch\u00e9 \u00e8 insopportabile. Il cantautore Gianmaria Testa parlava di \u201c quel razzismo istintivo che hanno perfino i bambini, che \u00e8 il razzismo verso una qualche diversit\u00e0. (\u2026) Me lo spiego benissimo quello degli italiani, compreso il mio senso di fastidio, qualche volta. Me lo spiego, ma non lo accetto, sono due cose diverse: me lo spiego, ma penso che non sia giusto averlo e che bisogna contrastarlo in qualche modo\u201d. Lo riconosceva in se stesso, quel senso di disorientamento, e riconosceva la necessit\u00e0 di contrastarlo. E per contrastarlo cercava di conoscerlo meglio. Questo gli permetteva di scrivere canzoni bellissime che parlano di migranti. Il razzista egodistonico si rassicura nella propria fortezza antipaura e ti rimbalza da l\u00ec qualunque accusa. Non sono razzista, sei tu che sei buonista,sono loro che sono africani, siete voi che ce l\u2019avete con chi difende solo la sacralit\u00e0 delle tradizioni. Ma pare cos\u00ec inammissibile ammettere di covare il razzismo nel proprio seno, che non solo il razzista, ma nemmeno tanti di quelli che gli stanno intorno amano vederlo per quello che \u00e8 e chiamarlo per nome. Le parole si possono usare a cazzo, ma guai a usarle quando servono. Politici nazionali e locali cianciano di \u201crazzismo contro gli italiani\u201d, ma Il Tempo non riesce a dire che uno che d\u00e0 della \u201cscimmia africana\u201d a una donna nera, e che si vanta di lanciare noccioline agli immigrati, \u00e8 un razzista. Ieri titolava un pezzo: \u201cE se a Fermo non \u00e8 stato razzismo?\u201d. E il pezzo cominciava cos\u00ec: \u201cL\u2019unica cosa certa sono gli insulti alla coppia di nigeriani\u201d. Riecco il salto mortale e l\u2019avvitamento. Nella vicenda di Fermo quegli insulti sono esattamente l\u2019elemento che ne connota la matrice, e si pu\u00f2 discutere di ematomi, del palo, del pugno e del marciapiede, ma non si pu\u00f2 discutere del fatto che tutto comincia con degli insulti razzisti. Ma come si fa a mettere in fila quelle due frasi e far finta di non sentire nessuno stridore? Non ridevo tanto da quando Gigi Proietti cantava \u201cSon contento di morire, ma mi dispiace\u201d, ma qui ho riso per poco. Cos\u2019altro deve fare, oltre a insultare un africano per il fatto che \u00e8 africano? Bisogna proprio che vada in giro col cappuccio bianco a impiccare immigrati, per riconoscere un razzista? Dicevo, il modo in cui gestiamo le nostre paure c\u2019entra con la nostra storia. Ma il fatto di avere una storia non ci rende irresponsabili, anzi. La storia definisce alcuni margini entro i quali possiamo esercitare la nostra responsabilit\u00e0. E quello spazio di responsabilit\u00e0, per quanto sottile, c\u2019\u00e8 sempre. Per non dire della responsabilit\u00e0 verso le generazioni pi\u00f9 giovani, che hanno pi\u00f9 tempo di noi per costruirsi una mappa del mondo che preveda la possibilit\u00e0 di numerosi modi dell\u2019esistenza. Oltre a fornire loro opportunit\u00e0 di contatto con la differenza e di goderne, quello che si pu\u00f2 fare \u2014 come insegnanti, genitori, educatori, adulti che passano di l\u00ec \u2014 \u00e8 condividere il rispetto per la loro, di differenza, e aiutarli ad esserne felici. Ma il modo in cui possiamo esercitare quella responsabilit\u00e0 nei confronti di noi stessi credo consista nel non rinunciare a prendere confidenza con le nostre, di paure. A conoscerle, a considerare l\u2019influenza che esercitano sul nostro rapporto con l\u2019altro. Ad aver presente che la tendenza a difenderci da quello che ci \u00e8 poco familiare ci appartiene, e la possibilit\u00e0 che lavori contro di noi e contro il prossimo \u00e8 sempre concreta. E con questa consapevolezza \u2014 con la consapevolezza cio\u00e8 che il razzista non \u00e8 una specie di marziano, ma uno che ha risolto malissimo un problema che affrontiamo anche noi \u2014 non desistere dal rispondere colpo su colpo a tutte le provocazioni e le prepotenze ispirate e nutrite dalla paura.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Psicoterapia (e altre metafore)\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-08-15T09:48:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-04-14T14:16:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/uvi.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"900\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Massimo Giuliani\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Massimo Giuliani\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/\"},\"author\":{\"name\":\"Massimo Giuliani\",\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/#\/schema\/person\/96a7c25951bd3e6361e04bef144dd920\"},\"headline\":\"\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico\",\"datePublished\":\"2024-08-15T09:48:43+00:00\",\"dateModified\":\"2025-04-14T14:16:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/\"},\"wordCount\":2127,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/#\/schema\/person\/96a7c25951bd3e6361e04bef144dd920\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/uvi.jpg?fit=900%2C600&ssl=1\",\"keywords\":[\"Ibridamenti\",\"razzismo\"],\"articleSection\":[\"Disseminazioni\",\"Societ\u00e0\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/\",\"url\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/\",\"name\":\"\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico - 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(Gi\u00e0 pubblicato su Ibridamenti) Rilassatevi: nessuno di noi pu\u00f2 ritenersi libero dalla paura e dal pregiudizio. La prima, nei millenni, ha avuto un ruolo insostituibile nel conservare la pellaccia ai nostri progenitori, e ce l\u2019ha oggi nel salvarla a noi guidandoci nel rapporto con tutto quello che ci \u00e8 sconosciuto e che ci si presenta per la prima volta. Il secondo \u00e8 ineliminabile (come si fa a non avere un pre-giudizio, un\u2019aspettativa, anche se un po\u2019 rigida, di quello che non abbiamo mai visto e che stiamo per conoscere?) e tutto sommato ha una sua utilit\u00e0 nell\u2019aiutarci a costruire mappe della realt\u00e0 per trovare sollievo da un grado eccessivo di disorientamento. Come sa chiunque abbia vissuto prima del navigatore satellitare, senza mappe tanto lontano non si va. Certo, mappe che siano abbastanza flessibili da modificarsi a mano a mano che del territorio sappiamo qualcosa di pi\u00f9: altrimenti cessano di essere utili e diventano un impiccio di cui, peraltro, si fa fatica a liberarsi. Il pregiudizio, quando si \u00e8 fatto rigido ed \u00e8 diventato un fatto, diventa piuttosto impermeabile all\u2019esperienza. Non se ne fa attraversare, non si modifica per effetto di quella: anzi, tende ad agire su quella per renderla coerente con se stesso. Ma insomma, a parte gradi di irrigidimento pi\u00f9 o meno patologici, nessuno si senta escluso: paura e pregiudizi ci riguardano tutti. Talmente ci riguardano che \u2014 lo cita Joanna Bourke nella sua Storia della paura \u2014 l\u2019arcidiacono R.H. Charles ammise che s\u00ec, la scienza ci ha liberato dalle paure del pensiero magico, anche religioso: ma ci ha lasciato nuove paure che per tutto il corso della vita non ci lasciano soli. Insomma, la paura sar\u00e0 anche figlia dell\u2019ignoranza ma, per quanto tu riesca a spostare in avanti il confine delle cose che conosci, oltre quel confine ci sar\u00e0 sempre qualcos\u2019altro. Ora, che la paura sia una compagna necessaria non vuol dire che sia uno stato del tutto razionale: e nessuno le chiederebbe di darsi dei limiti ragionevoli, dato il suo carattere di dispositivo salvavita. Davanti al pericolo il nostro organismo opera, certo, una valutazione pi\u00f9 dettagliata possibile di quel che ha davanti, ma nel tempo in cui consideri la possibilit\u00e0 che il felino abbia intenzioni amichevoli, quello potrebbe averti fatto a brandelli. E dal punto di vista evolutivo \u00e8 meglio qualche falso positivo che finire sbranati. Una delle manifestazioni fisiologiche della paura \u2014 lo spalancare gli occhi \u2014 permette di avere una pi\u00f9 ampia visuale per valutare il pericolo, ma credo anche per fare un rapido censimento delle vie di fuga. Qualche domanda in pi\u00f9 \u00e8 meglio farsela in un momento in cui saremo pi\u00f9 al sicuro. E dunque: avere paura di quello che \u00e8 diverso e sconosciuto \u00e8 normale, persino utile. Il mondo non si divide certo fra quelli che hanno paura del nuovo e quelli che gli si buttano fra le braccia. Ma di sicuro hanno conseguenze molto diverse il considerare la paura come una guida per esplorare il mondo e il negarla attribuendo ad altri la colpa del nostro disorientamento: \u201cnon sono io che provo fatica a misurarmi con la diversit\u00e0, sei tu che sei mostruoso\u201d. Perch\u00e9 la paura non la si ammette volentieri. Insomma, la fa a sua volta paura. Aggiungete pure che mostrarla allo sconosciuto, la paura, ci rende ancora pi\u00f9 vulnerabili: se lui capisce che ho paura, capisce anche che sono pi\u00f9 debole di lui. I sistemi che gli uomini si sono inventati per negoziare con la paura della paura hanno raggiunto vette di mostruosa creativit\u00e0. Sistemi di credenze e teorie pseudoscientifiche hanno avuto la funzione di esternalizzare le ragioni della paura. Il razzismo, oltre ad essere quella deplorevole predisposizione che sappiamo verso il diverso, \u00e8 stato uno sgangherato delirio scientifico prima e un atroce progetto politico poi. L\u2019idea alla base era che gli esseri umani siano classificabili per razze, e che per ragioni naturalialcune di esse siano oggettivamente inferiori ad altre. Cio\u00e8: non sono io che ho paura, sei tu che sei per natura diverso, inferiore, degenerato, pericoloso. E non protestare perch\u00e9 \u00e8 la scienza a certificarlo. Ecco saldato il conto con la paura. Il razzismo, dichiarato o strisciante, \u00e8 oggi diffuso in una misura che pu\u00f2 essere variamente valutata, ma esiste, e assolve ancora a quella funzione di scavare un fosso fra noi e quello che ci spaventa. Ma, dal momento che la paura non si dichiara tanto volentieri, chi ha una posizione razzista tende a non ammetterlo. Nelle conversazioni pubbliche, chiunque stia per dichiarare una posizione ostile o discriminatoria verso un\u2019etnia, o per proporre una punizione crudele per gli appartenenti, in quanto tali, a un\u2019altra cultura, inizier\u00e0 il proprio discorso dichiarando \u201cio non sono razzista, ma\u2026\u201d. Perch\u00e9 nel frattempo l\u2019appellativo \u201crazzista\u201d si \u00e8 portato appresso una pi\u00f9 o meno generalizzata condanna morale, ma soprattutto uno strascico di connotazione antisociale. E nessuno che faccia appello all\u2019ordine o alla salvaguardia del decoro contro i barbari vuole essere preso per un qualche tipo di antisociale o disadattato, anzi. Cos\u00ec nemmeno la paura della paura (il razzismo) pu\u00f2 essere denunciata. \u00c8 la vergogna della paura della paura. Il razzista che dice di non esserlo non \u00e8 propriamente un razzista inconsapevole: \u00e8 un razzista egodistonico. Cio\u00e8 sa di esserlo, ma questo lo fa sentire in imbarazzo. Il razzista cos\u00ec si sentir\u00e0 libero di dividere il mondo in macrocategorie ed assegner\u00e0 giudizi di valore, o auspicher\u00e0 destini diversi, ai membri di quelle categorie per il solo fatto di essere membri di quelle categorie, ma si rifiuter\u00e0 di ammettere che la posizione che sta assumendo ha un nome, che \u00e8 razzismo. Nessuno vuole provare la vergogna della paura della paura. Che poi uno potrebbe dire: \u201crazzista non ti piace? Facciamo xenofobo, allora? No, perch\u00e9 la xenofobia, per quanto pesante di valenze negative, non porta con s\u00e9 tutta l\u2019eredit\u00e0 orribile che il razzismo porta con s\u00e9. Ci stai?\u201d. Peggio ancora, perch\u00e9 la parola porta in s\u00e9, ancora pi\u00f9 esplicita, la traccia della paura (\u201c-fobia\u201d). Se accusato di razzismo, il razzista egodistonico tender\u00e0 piuttosto a rimbalzare l\u2019accusa sugli oggetti della sua paura (\u201csono loro che sono razzisti nei miei confronti!\u201d) o sull\u2019interlocutore (\u201cse mi dici cos\u00ec sei tu il razzista\u201d), al prezzo di uno scivolamento di senso del termine \u201crazzista\u201d. In \u201cAudace colpo dei soliti ignoti\u201d di Nanni Loy, un certo Storti Amerigo, preso in una retata di sospettati dell\u2019assalto al Totocalcio, in questura si difendeva giurando che quella domenica era stato in tutt\u2019altro posto: \u201cLo domandi a don Evaristo. Io domenica stavo alla prima comunione della mia nipotina.\u201d Il maresciallo ribatte, ironico: \u201cTu, Storti Amerigo, sempre alle prime comunioni vai. Sei molto credente\u2026\u201d E lui, piccato: \u201cIo s\u00ec! \u00c8 lei che nun \u00e8 credente a quello che dico!\u201d La commedia italiana conosceva i suoi polli. Storti Amerigo restituisce l\u2019accusa distorcendo il senso di credente, come il razzista che ti dice \u201cil vero razzista sei tu\u201d e pretende che \u201crazzista\u201d definisca chi critica un\u2019altra persona. Non gioca con le parole, non bara, e lo slittamento non ha nessuno scopo retorico consapevole: \u00e8 che per il razzista egodistonico le parole e i significati sono un po\u2019 come il mondo intorno: un caos indistinto e spaventoso. Cos\u00ec, per carit\u00e0 di patria, nessuno ribatte: \u201cma che caspita stai dicendo? Io ho detto che sostieni scemenze indifendibili, mica che fai parte di una razza inferiore\u201d, perch\u00e9 sembra che entrare in una discussione con lo Zingarelli in mano sia incompatibile con qualche forma di fair play. Fa tanto professorone di sinistra, pare. \u201cIo non sono razzista, ma i Rom sono tutti ladri\u201d \u00e8 come dire alla ragazza con cui ci stai provando: \u201cDavvero, non sono sposato, se non ci credi chiedilo a mia moglie\u201d. La paura fa fare i salti mortali, la paura della paura i doppi salti mortali e la vergogna della paura della paura ti costringe pure all\u2019avvitamento. Certo, le vicissitudini della paura per ciascuno seguono vie che sono gi\u00e0 spianate da questioni autobiografiche e psicologiche. Fra chi storce il naso passando davanti a un kebab e chi ammazza un uomo perch\u00e9 \u00e8 nero ci passa un mare (pi\u00f9 cupo e tempestoso a mano a mano che ci si sposta verso l\u2019ammazzatore). Ciascuno di noi ha una propria esperienza, pi\u00f9 o meno destabilizzante o pi\u00f9 o meno rassicurante, dell\u2019alterit\u00e0, e ciascuno di noi si \u00e8 sentito, nella vita, sufficientemente protetto dall\u2019ignoto o, al contrario, abbandonato alla minaccia vera o presunta del nuovo, da parte di chi ci aspettavamo ci facesse da schermo. Con tutte le possibilit\u00e0 intermedie fra questi estremi. Ma i giochi, come per fortuna spesso accade, non si chiudono l\u00ec una volta per tutte. Sapersi portatori di quella paura, lasciarsi destabilizzare e restare in ascolto di quello che l\u2019altro ci sollecita \u00e8 sempre un buon modo di proteggersi. Chi proprio non vuole destabilizzarsi reifica quella differenza, che cos\u00ec non \u00e8 pi\u00f9 una relazione fra me e l\u2019altro: diventa una cosa, e quella cosa va cancellata perch\u00e9 \u00e8 insopportabile. Il cantautore Gianmaria Testa parlava di \u201c quel razzismo istintivo che hanno perfino i bambini, che \u00e8 il razzismo verso una qualche diversit\u00e0. (\u2026) Me lo spiego benissimo quello degli italiani, compreso il mio senso di fastidio, qualche volta. Me lo spiego, ma non lo accetto, sono due cose diverse: me lo spiego, ma penso che non sia giusto averlo e che bisogna contrastarlo in qualche modo\u201d. Lo riconosceva in se stesso, quel senso di disorientamento, e riconosceva la necessit\u00e0 di contrastarlo. E per contrastarlo cercava di conoscerlo meglio. Questo gli permetteva di scrivere canzoni bellissime che parlano di migranti. Il razzista egodistonico si rassicura nella propria fortezza antipaura e ti rimbalza da l\u00ec qualunque accusa. Non sono razzista, sei tu che sei buonista,sono loro che sono africani, siete voi che ce l\u2019avete con chi difende solo la sacralit\u00e0 delle tradizioni. Ma pare cos\u00ec inammissibile ammettere di covare il razzismo nel proprio seno, che non solo il razzista, ma nemmeno tanti di quelli che gli stanno intorno amano vederlo per quello che \u00e8 e chiamarlo per nome. Le parole si possono usare a cazzo, ma guai a usarle quando servono. Politici nazionali e locali cianciano di \u201crazzismo contro gli italiani\u201d, ma Il Tempo non riesce a dire che uno che d\u00e0 della \u201cscimmia africana\u201d a una donna nera, e che si vanta di lanciare noccioline agli immigrati, \u00e8 un razzista. Ieri titolava un pezzo: \u201cE se a Fermo non \u00e8 stato razzismo?\u201d. E il pezzo cominciava cos\u00ec: \u201cL\u2019unica cosa certa sono gli insulti alla coppia di nigeriani\u201d. Riecco il salto mortale e l\u2019avvitamento. Nella vicenda di Fermo quegli insulti sono esattamente l\u2019elemento che ne connota la matrice, e si pu\u00f2 discutere di ematomi, del palo, del pugno e del marciapiede, ma non si pu\u00f2 discutere del fatto che tutto comincia con degli insulti razzisti. Ma come si fa a mettere in fila quelle due frasi e far finta di non sentire nessuno stridore? Non ridevo tanto da quando Gigi Proietti cantava \u201cSon contento di morire, ma mi dispiace\u201d, ma qui ho riso per poco. Cos\u2019altro deve fare, oltre a insultare un africano per il fatto che \u00e8 africano? Bisogna proprio che vada in giro col cappuccio bianco a impiccare immigrati, per riconoscere un razzista? Dicevo, il modo in cui gestiamo le nostre paure c\u2019entra con la nostra storia. Ma il fatto di avere una storia non ci rende irresponsabili, anzi. La storia definisce alcuni margini entro i quali possiamo esercitare la nostra responsabilit\u00e0. E quello spazio di responsabilit\u00e0, per quanto sottile, c\u2019\u00e8 sempre. Per non dire della responsabilit\u00e0 verso le generazioni pi\u00f9 giovani, che hanno pi\u00f9 tempo di noi per costruirsi una mappa del mondo che preveda la possibilit\u00e0 di numerosi modi dell\u2019esistenza. Oltre a fornire loro opportunit\u00e0 di contatto con la differenza e di goderne, quello che si pu\u00f2 fare \u2014 come insegnanti, genitori, educatori, adulti che passano di l\u00ec \u2014 \u00e8 condividere il rispetto per la loro, di differenza, e aiutarli ad esserne felici. Ma il modo in cui possiamo esercitare quella responsabilit\u00e0 nei confronti di noi stessi credo consista nel non rinunciare a prendere confidenza con le nostre, di paure. A conoscerle, a considerare l\u2019influenza che esercitano sul nostro rapporto con l\u2019altro. Ad aver presente che la tendenza a difenderci da quello che ci \u00e8 poco familiare ci appartiene, e la possibilit\u00e0 che lavori contro di noi e contro il prossimo \u00e8 sempre concreta. E con questa consapevolezza \u2014 con la consapevolezza cio\u00e8 che il razzista non \u00e8 una specie di marziano, ma uno che ha risolto malissimo un problema che affrontiamo anche noi \u2014 non desistere dal rispondere colpo su colpo a tutte le provocazioni e le prepotenze ispirate e nutrite dalla paura.","og_url":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/","og_site_name":"Psicoterapia (e altre metafore)","article_published_time":"2024-08-15T09:48:43+00:00","article_modified_time":"2025-04-14T14:16:00+00:00","og_image":[{"width":900,"height":600,"url":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/uvi.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Massimo Giuliani","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Massimo Giuliani","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/"},"author":{"name":"Massimo Giuliani","@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/#\/schema\/person\/96a7c25951bd3e6361e04bef144dd920"},"headline":"\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico","datePublished":"2024-08-15T09:48:43+00:00","dateModified":"2025-04-14T14:16:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/"},"wordCount":2127,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/#\/schema\/person\/96a7c25951bd3e6361e04bef144dd920"},"image":{"@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/uvi.jpg?fit=900%2C600&ssl=1","keywords":["Ibridamenti","razzismo"],"articleSection":["Disseminazioni","Societ\u00e0"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/","url":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2024\/08\/15\/io-non-sono-razzista-ma-lintollerante-egodistonico\/","name":"\u201cIo non sono razzista, ma\u2026\u201d: l\u2019intollerante egodistonico - 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