{"id":5018,"date":"2016-03-27T21:39:40","date_gmt":"2016-03-27T20:39:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=5018"},"modified":"2025-03-18T16:59:07","modified_gmt":"2025-03-18T15:59:07","slug":"le-metafore-dellintegrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2016\/03\/27\/le-metafore-dellintegrazione\/","title":{"rendered":"Le metafore dell\u2019integrazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5018?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png?w=960&#038;ssl=1\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><span class=\"pdfprnt-button-title pdfprnt-button-pdf-title\">PDF<\/span><\/a><\/div><p id=\"d946\" class=\"pw-post-body-paragraph mi mj fq mk b gt ml mm mn gw mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">[<a href=\"https:\/\/www.deviantart.com\/sawjpsart-proj\/art\/The-Mosque-of-Islamic-Center-135690160\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foto da qui<\/a>]<\/p>\n<p class=\"pw-post-body-paragraph mi mj fq mk b gt ml mm mn gw mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">Vi sar\u00e0 capitato di leggere la <a class=\"af ne\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/16_marzo_24\/moschee-d-alema-propone-otto-mille-scoppia-polemica-f5353b46-f1e8-11e5-8e82-ccf80e9a48c0.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener ugc nofollow\">dichiarazione recente<\/a>\u00a0di Massimo D\u2019Alema su attentati e immigrazione (\u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 articolata delle trascrizioni stringate che si trovano in giro, perci\u00f2 \u00e8 utile ascoltarsela\u00a0<a class=\"af ne\" href=\"http:\/\/www.radio1.rai.it\/dl\/portaleRadio\/media\/ContentItem-7d131e8a-9e91-40db-99b3-a25b2ff06afb.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener ugc nofollow\">nel podcast di Radio Anch\u2019io<\/a>: puntata del 24\/3\/2016, dal minuto 14 della parte I).<br \/>\nL\u2019ex ministro degli esteri dice cose particolarmente istruttive nel dibattito sulla questione, perch\u00e9 secondo me sono l\u2019esempio di come continuamente premesse fallaci neutralizzano delle buone idee. Sono anche un esempio di come, al di l\u00e0 della forma e qualche volta delle intenzioni, il discorso dei politici xenofobi e quello dei democratici su convivenza e immigrazione non si differenzi granch\u00e9.<br \/>\nD\u2019Alema dipinge un bel quadro ma lo mette dentro una cornice vecchia. E curiosamente non si accorge che quella cornice non \u00e8 abbastanza grande da contenere il quadro: se vuoi quel quadro, tocca metterci una cornice adeguata; se invece vuoi tenerti quella a tutti i costi, allora forse dovresti ridimensionare le aspettative su cosa ci metti dentro.<\/p>\n<p id=\"b269\" class=\"pw-post-body-paragraph mi mj fq mk b gt ml mm mn gw mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00c8 persino scontato che sulle questioni che riguardano il rapporto con le culture che bussano alle porte (e che, come a Parigi e a Bruxelles, dentro alle porte delle citt\u00e0 europee sono entrate da un pezzo), non esistono soluzioni semplici n\u00e9 rapide. Qualunque proposta sar\u00e0 difettosa, qualunque cornice sar\u00e0 imperfetta e qualunque parete su cui appendere il quadro sar\u00e0 di un colore almeno inadeguato. Ma questa non \u00e8 una buona ragione per perseverare in premesse che finora hanno solo ristretto i limiti entro cui trovare qualcosa di utile da fare. Insomma, non conosciamo ancora soluzioni perfette (e meno ancora le conosco io), ma siamo ormai almeno in grado di identificare alcune premesse che generano azioni sommamente imperfette.<\/p>\n<p id=\"d5c4\" class=\"pw-post-body-paragraph mi mj fq mk b gt ml mm mn gw mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">La cornice, dunque (\u00e8 da quella che deriva l\u2019ambiguit\u00e0 della sua proposta): D\u2019Alema dice una cosa che appare ovvia, e che nella sua ovviet\u00e0 continua a imporsi anche nei discorsi di quelli da cui non vorresti aspettartela. \u201cQuesto mondo musulmano che vive in Europa, in parte notevole\u00a0<em class=\"nf\">non si \u00e8 integrato<\/em>\u00a0in Europa.\u201d<br \/>\nLa metafora dell\u2019\u00a0<em class=\"nf\">integrazione<\/em>\u00a0nel dibattito su immigrazione e rapporti con culture \u201cospiti\u201d non \u00e8 priva di conseguenze.\u00a0<em class=\"nf\">Integrare<\/em>\u00a0ha a che fare con\u00a0<em class=\"nf\">integro<\/em>: \u00e8 rendere\u00a0<em class=\"nf\">intero<\/em>\u00a0e\u00a0<em class=\"nf\">tutt\u2019uno<\/em>. Sull\u2019edizione online del dizionario Treccani \u00e8 innanzitutto \u201cCompletare, rendere intero o perfetto, supplendo a ci\u00f2 che manca o aggiungendo quanto \u00e8 utile e necessario per una maggiore validit\u00e0, efficienza, funzionalit\u00e0\u201d; e poi (attenzione, perch\u00e9 \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante): \u201cFar entrare, incorporare un elemento nuovo (cosa o persona) in un insieme, in un tutto, cos\u00ec che ne costituisca parte integrante e si fonda con esso\u201d.<br \/>\nParlare di\u00a0<em class=\"nf\">integrazione<\/em>\u00a0a proposito di come regolare i nostri rapporti con le culture che bussano alle nostre porte, comporta di conseguenza che esse vadano considerate incomplete: ma se \u00e8 chiaro che chi cerca qualcosa in un altro posto ne \u00e8 manchevole, considerarlo per questo difettoso e imperfetto\u00a0<em class=\"nf\">tout court<\/em>\u00a0\u00e8 una estensione indebita. Ancora, integrarsi diventa un\u2019operazione lineare (attiva o passiva) attraverso la quale chi \u00e8 incompleto si completa.\u00a0<em class=\"nf\">Loro<\/em>\u00a0si integrano. O, peggio,\u00a0<em class=\"nf\">noi<\/em>\u00a0li integriamo. Non \u00e8 difficilissimo cogliere che un\u2019integrazione \u2014 qualunque cosa si intenda con questo termine \u2014 operata da un soggetto nei confronti di un altro definisce un rapporto di potere. \u00c8 un\u2019azione unidirezionale e non reciproca, e dunque stabilisce una differenza incolmabile al di l\u00e0 dell\u2019intenzione di creare parit\u00e0 e dialogo.<br \/>\n\u00c8 possibile che D\u2019Alema non condivida un\u2019idea di integrazione come assimilazione dell\u2019immigrato nelle regole e nello stile di vita del nativo: e per\u00f2 in quell\u2019\u00a0<em class=\"nf\">integrarsi<\/em>\u00a0resta la traccia di una azione unidirezionale. Che sia il forte a imporla al debole, o che sia quest\u2019ultimo che la compie su di s\u00e9 per risparmiare la fatica a quell\u2019altro, non fa molta differenza.<\/p>\n<p id=\"d9c3\" class=\"pw-post-body-paragraph mi mj fq mk b gt ml mm mn gw mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">\u00c8 probabile che buona parte del dibattito sulla cosiddetta\u00a0<em class=\"nf\">integrazione<\/em>\u00a0costituisca, chiss\u00e0 quanto involontariamente, un dispositivo di autorit\u00e0. Nel momento stesso in cui parliamo di\u00a0<em class=\"nf\">integrazione<\/em>\u00a0esercitiamo una posizione di potere. (Vedi\u00a0<a class=\"af ne\" href=\"http:\/\/www.macchiatoinchiostro.it\/i-giovedi-della-rive-gauche\/i-giovedi-della-rive-gauche-maurizio-bettini-contro-le-radici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener ugc nofollow\">Maurizio Bettini<\/a>, che dice qualcosa di simile sulla metafora delle radici).<br \/>\nE allora si capisce che, se gi\u00e0 parlando di risolvere le disparit\u00e0 le rendiamo ancora pi\u00f9 definitive, siamo chiusi in qualche tipo di circolo vizioso.<br \/>\nFaccio notare che, a parte una trascurabile questione di stile (alla Meloni si gonfiano le vene del collo, mentre D\u2019Alema lo dice col suo noto\u00a0<em class=\"nf\">aplomb),<\/em>\u00a0l\u2019argomento \u00e8 lo stesso che d\u00e0 forma a gran parte della retorica xenofoba. \u201cPi\u00f9 polenta, meno cous cous\u201d \u00e8 la variante solo un filo pi\u00f9 grossolana di \u201cSe vieni a casa mia devi rispettare le mie leggi\u201d, che \u00e8 un\u2019ovviet\u00e0 usata a scopo contundente. \u201cLe leggi vanno rispettate\u201d: e grazie al cavolo. Solo che le leggi non servono a proteggere\u00a0<em class=\"nf\">noi<\/em>\u00a0da qualche\u00a0<em class=\"nf\">loro<\/em>, ma a permettere alle persone di vivere insieme in un modo pi\u00f9 accettabile possibile. Certo che chi viene da un altro posto deve rispettare le leggi, esattamente come chi ci \u00e8 nato.<br \/>\nFateci caso, ma in virt\u00f9 della sua incontrovertibilit\u00e0 (chi affermerebbe che non \u00e8 vero che le leggi vanno rispettate?) questo luogo comune pervade i discorsi di Salvini e quelli di uomini e donne di buona volont\u00e0. Al primo gli viene il sangue agli occhi, ai secondi no, ma sempre quello \u00e8.<br \/>\nPerch\u00e9 se sfugge che di qua e di l\u00e0 la metafora \u00e8 quella (\u201cquesta \u00e8 casa mia, chi \u00e8 nato in un altro paese \u00e8 ospite\u201d), la differenza fra destra e sinistra \u00e8 una questione di buoni sentimenti, o al pi\u00f9 una questione estetica.<br \/>\nA parte che nemmeno presa alla lettera, quella storia di casa mia e dell\u2019ospite \u00e8 vera. Una sera invitammo a cena un amico senza sapere che era vegetariano: la cosa buffa fu che siccome veniva da un paese straniero, avevamo concentrato tutta l\u2019attenzione su cosa potesse apprezzare della nostra cucina, o su come potevamo rispettare i gusti del suo paese di provenienza. Eppure il solco fra la nostra cultura gastronomica e la sua non passava per niente lungo i confini geografici, ma ci separava allo stesso modo da molte persone della nostra citt\u00e0. Quello che rese comunque piacevole la compagnia non fu che lui e noi eravamo sottoposti alle stesse regole alimentari, ma che lui ebbe l\u2019ironia sufficiente a non farci pesare l\u2019incidente, e comunque apprezz\u00f2 parecchio i contorni.<br \/>\nDunque, nemmeno quando parlo di casa mia in senso letterale vale il principio \u201cse vieni da me, contano le mie regole\u201d (esiste l\u2019ospitalit\u00e0, accidenti, e condividiamo l\u2019idea che essere ospitali sia un buon modo per prendere il meglio dalle relazioni coi nostri simili). Ancor meno quando dico\u00a0<em class=\"nf\">casa mia<\/em>\u00a0in senso metaforico. Il mio paese non \u00e8\u00a0<em class=\"nf\">casa mia<\/em>: semmai \u00e8 casa mia e di un sacco di altra gente, molta della quale non mi assomiglia per niente; al punto che quello che ci permette di stare vicini \u00e8 un certo grado di accettazione della differenza, non il fatto che alla mattina facciamo colazione alla stessa ora o che facciamo lo sformato come lo faceva la nonna. E se invece vogliamo parlare di leggi, non \u00e8 nemmeno vero che tutti le rispettano allo stesso modo solo perch\u00e9 sono le\u00a0<em class=\"nf\">nostre<\/em>\u00a0leggi.<br \/>\nNon so se ve ne siete accorti: non ci sono soltanto gli islamici che vogliono convincermi a suon di bombe che il mio stile di vita \u00e8 peccaminoso. C\u2019\u00e8 gente che forse incrocio tutti i giorni che pensa che io sia una specie di assassino sanguinario da rieducare perch\u00e9 mangio il pollo. C\u2019\u00e8 della gente che incontro per la strada che pensa che io sia un nemico delle nostre tradizioni, della famiglia, della civilt\u00e0, perch\u00e9 qualche volta penso che dovremmo immaginare forme di famiglia che finora non esistevano. Eccola,\u00a0<em class=\"nf\">casa mia<\/em>.<br \/>\nDice: s\u00ec, ma quelli mica ammazzano. Va bene, ma non \u00e8 questo il punto. Il punto \u00e8 che non posso passare la vita a cercare di integrare gente che vuole integrare me. Non ne veniamo fuori. Dev\u2019esserci qualcosa di meglio da fare, quando ci incontriamo per strada.<\/p>\n<p id=\"58e4\" class=\"pw-post-body-paragraph mi mj fq mk b gt ml mm mn gw mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd fj bk\" data-selectable-paragraph=\"\">Comunque: se proprio non possiamo pi\u00f9 chiedere a destra e sinistra di rappresentare differenze radicali come era un tempo, io continuo a pensare che il minimo sindacale sia una differenza in alcune delle loro metafore costitutive. E per cominciare, la metafora di quel che \u00e8 mio e quel che \u00e8 tuo mi pare un buon punto di partenza per misurare le differenze. Il\u00a0<em class=\"nf\">mio<\/em>\u00a0paese non \u00e8\u00a0<em class=\"nf\">mio<\/em>\u00a0nello stesso senso in cui \u00e8\u00a0<em class=\"nf\">mio<\/em>\u00a0l\u2019appartamento del quale chiudo la porta la sera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5019\" aria-describedby=\"caption-attachment-5019\" style=\"width: 567px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5019\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2016\/03\/27\/le-metafore-dellintegrazione\/arabpress\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?fit=1168%2C789&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1168,789\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"arabpress\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?fit=300%2C203&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?fit=960%2C649&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-5019\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?resize=567%2C383&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?resize=1024%2C692&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?resize=768%2C519&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/arabpress.webp?w=1168&amp;ssl=1 1168w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5019\" class=\"wp-caption-text\">Foto da Arabpress.eu<\/figcaption><\/figure>\n<p>E per\u00f2, dicevo, nell&#8217;intervento di D&#8217;Alema c&#8217;\u00e8 anche una parte che procura una crisi di orticaria a Salvini, e perci\u00f2 vale l&#8217;attenzione. La trascrivo qua, ma occhio ai corsivi (miei, naturalmente), che rivelano\u00a0la metafora di cui sopra.<\/p>\n<blockquote><p>La domanda della giornalista: &#8220;Lei diceva quaranta milioni di musulmani in Europa; la sua idea sarebbe quella di <em>creare un Islam europeo<\/em>. Ci pu\u00f2 spiegare\u00a0meglio? \u00c8 un lavoro di lungo periodo&#8230;&#8221;.<br \/>\nLa risposta: &#8220;\u00c8 certamente un lavoro di lungo periodo, per\u00f2 vede, questo mondo musulmano che vive in Europa in parte notevole non si \u00e8 integrato in Europa. Lo abbiamo visto a Molenbeek: non i terroristi, ma la reazione della gente contro la polizia e contro i giornalisti. Il che vuol dire che intorno al terrorismo c&#8217;\u00e8 se non un&#8217;area di solidariet\u00e0, per\u00f2 di non ostilit\u00e0. Io credo che l&#8217;Europa dovrebbe fare una riflessione. Quale politica di convivenza noi facciamo? \u00c8 evidente che l&#8217;attuale situazione, qui, molto spesso queste persone vivono come comunit\u00e0 separate e legate ai paesi d&#8217;origine. \u00c8 qualcosa che li tiene separati dalla societ\u00e0 europea. Crea delle aree in cui \u00e8 pi\u00f9 facile che si infiltri la propaganda fondamentalista ed anche terrorista&#8221;.<br \/>\n&#8220;E come evitare che ci\u00f2 avvenga? Che il fondamentalismo diventi per molti attraente?&#8221;<br \/>\n&#8220;Io vorrei che queste persone si sentissero a tutti gli effetti cittadini europei, preferirei che potessero costruire le loro moschee come si costruiscono le chiese, certo col denaro pubblico. In Italia c&#8217;\u00e8 l&#8217;otto per mille per la Chiesa cattolica, ma c&#8217;\u00e8 un milione di musulmani che non sono riconosciuti, con i quali noi non abbiamo un&#8217;intesa, diciamo. Anche perch\u00e9 <em>l&#8217;Islam europeo potrebbe essere un Islam pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 moderno<\/em> di quello fondamentalista che viene da certi paesi d&#8217;origine. Se il centro islamico lo costruisce l&#8217;Arabia Saudita, il predicatore salafita lo mandano loro&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ora, l&#8217;immagine\u00a0di D&#8217;Alema, o chi per lui, che rifonda l&#8217;Islam su base europea e nomina imam e predicatori fa sorridere un po&#8217;. Ancora una volta, la premessa \u00e8 che il peggio dell&#8217;Islam si neutralizza se noi europei lo sostituiamo con un Islam buono e fatto in casa nostra. \u00c8 sempre la vecchia premessa di tipo etnocentrico che sta alla base della storia dell&#8217;<em>integrazione<\/em>. Figlia legittima di quella premessa \u00e8 anche l&#8217;idea di\u00a0occuparsi della libert\u00e0 di culto degli islamici in Europa come antidoto alla violenza. Il fatto \u00e8 che \u00e8 giusto che le persone abbiano un posto dove ritrovarsi a pregare perch\u00e9 \u00e8 giusto e basta. Non per disintossicare i loro culti dagli elementi eventualmente ostili, ma perch\u00e9 dev&#8217;essere\u00a0un diritto di tutti quelli che lo vogliano. E, se nel discorso di D&#8217;Alema facciamo la tara delle premesse etnocentriche, fallaci e dimostrate\u00a0dannose, un&#8217;idea non autoritaria\u00a0e non lineare\u00a0di integrazione parte anche da qui: da quando accettiamo di uscire la mattina e di trovare il panorama della nostra citt\u00e0 un po&#8217; modificato dalla presenza di una moschea.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;idea altrettanto semplificata che quella etnocentrica che condiziona i pensieri e i discorsi sulla cosiddetta <em>integrazione<\/em>: che la convivenza sia una specie di rinuncia continua alle proprie risorse e alle proprie premesse. Che come ogni forma di progresso, l&#8217;<em>integrazione<\/em>\u00a0richieda di rinunciare a un po&#8217; di s\u00e9 e del proprio passato, nella ricerca continua di nuove coerenze da costruire e nella costante rinegoziazione dei modi di essere. Questa stessa premessa nutre i fantasmi che leghisti ed etnocentrici vari producono nei loro\u00a0peggiori incubi notturni e che di giorno diffondono: &#8220;vi piace un mondo in cui dovete adattarvi continuamente a questa gente che arriva da lontano e che non parla, non pensa, non si comporta, non vive come voi? Vi sta bene che, tempo qualche generazione, diventerete tutti islamici?&#8221;<br \/>\nSembra che a destra e a sinistra\u00a0non\u00a0si riesca a uscire dall&#8217;idea che convivere significhi che una o tutt&#8217;e due le parti debbano tendere sempre pi\u00f9 verso un punto di incontro mediano, magari fino a che una sia\u00a0definitivamente attratta e <em>integrata<\/em>\u00a0dall&#8217;altra.<\/p>\n<p>Ecco: io non penso che il mio paese\u00a0sia <em>casa mia<\/em>. Penso che sia un\u00a0<em>villaggio<\/em>. Penso che in questo villaggio ci siano case diverse, di forme diverse, che si aggiungono a mano a mano che altra gente si unisce\u00a0al villaggio. Penso che un villaggio abbia delle regole che garantiscono che le persone possano mettere casa le une vicine alle altre, e penso che ogni casa del villaggio abbia delle regole sue e delle tradizioni che normano altre aree della vita. Perch\u00e9 ciascuna di quelle case \u00e8 <em>integra,<\/em> \u00e8 <em>completa<\/em>. Ciascuna di quelle case ospita nativi, e tutti gli abitanti del villaggio sono accomunati dalla condizione di essere nativi della cultura dalla quale sono formati e della casa che abitano.<br \/>\nSe non vi piace il villaggio, trovate pure un&#8217;altra metafora. Ma basta, davvero basta, con quella storia di <em>casa mia<\/em>. Fate solo un favore a Salvini.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/massimogiuliani.files.wordpress.com\/2016\/03\/20100521_6652.jpg\" rel=\"attachment wp-att-15215\"><br \/>\n<\/a>E basta con la storia dell&#8217;<em>integrazione<\/em>. \u00c8 un&#8217;altra bufala, quella che l&#8217;unico modo di stare vicini sia rendere tutti &#8220;nativi&#8221;. \u00c8 una bufala che porta acqua al mulino degli xenofobi: tanto che, guardacaso, alla proposta di D&#8217;Alema Salvini risponde pronto: &#8220;Allora imponiamo pure il velo alle nostre ragazze a scuola!&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5436\" aria-describedby=\"caption-attachment-5436\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/bwpearce-scaled-e1740040407854.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5436\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2016\/03\/27\/le-metafore-dellintegrazione\/bwpearce\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/bwpearce-scaled-e1740040407854.jpg?fit=900%2C603&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"900,603\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D200&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1274439065&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;170&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"bwpearce\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/bwpearce-scaled-e1740040407854.jpg?fit=300%2C201&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/bwpearce-scaled-e1740040407854.jpg?fit=960%2C642&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-5436\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/bwpearce-scaled-e1740040407854.jpg?resize=450%2C301&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"301\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5436\" class=\"wp-caption-text\">W. Barnett Pearce<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HvME-Y5A3Og\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Barnett Pearce<\/strong><\/a>\u00a0rintracciava, soprattutto nelle pratiche di cura, alcuni tentativi circoscritti ma riusciti di mettere in pratica forme di comunicazione cosmopolita. Lo scriveva nel 1989: oggi, anche grazie alla sua riflessione e alla sua influenza nel campo dell&#8217;intervento sociale, molti di noi conoscono contesti in cui ogni giorno persone immigrate e persone native si incontrano e si raccontano, accomunate dalla necessit\u00e0 vitale\u00a0di trovare propri simili che ascoltino la loro storia e la riconoscano. Dove il raccontarsi non solo non \u00e8 limitato, ma anzi \u00e8 incoraggiato proprio dal fatto di essere diversi. Luoghi dove, grazie a tante persone che lavorano non per prevenire la nascita di terroristi &#8211; ma perch\u00e9 sono, siamo umani &#8211; individui nati in posti diversi esercitano una <em>eloquenza sociale<\/em>\u00a0anzich\u00e9 l&#8217;<em>eloquenza retorica<\/em>\u00a0che vuole persuadere chi ha una prospettiva differente. Esperienze in cui alla coerenza e alla regolarit\u00e0 del panorama si preferisce sperimentare possibilit\u00e0\u00a0di coordinare modi diversi di stare al mondo. In quei contesti si lavora ogni giorno perch\u00e9 la comunicazione cosmopolita non si riduca a una multiculturalit\u00e0 in cui le\u00a0diverse <em>case<\/em>\u00a0si chiudono nel loro ambito e non comunicano.<br \/>\nSempre di pi\u00f9 altri\u00a0studiosi (come di recente <a href=\"http:\/\/www.cortiledeigentili.com\/intervista-a-angela-taraborrelli-cose-il-cosmopolitismo-riflessioni-storico-politiche-di-una-filosofa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Angela Taraborrelli<\/a>) immaginano le forme e i modi di una governance cosmopolita. Si tratta naturalmente di un progetto di vertiginosa complessit\u00e0. Ma se non si comincia a rinunciare a metafore fuorvianti nella nostra comunicazione quotidiana, qualunque passo successivo \u00e8 impossibile.<br \/>\nLa prospettiva cosmopolita prevede che\u00a0g<span class=\"a\">li altri siano de\ufb01niti tutti <em>simili<\/em>, tutti <em>nativi<\/em>: non <\/span><span class=\"a\">condividono le stesse risorse e la stessa memoria, ma ciascuno di loro \u00e8 formato dalla\u00a0<\/span><span class=\"a\">propria cultura, ciascuno \u00e8 diverso da chiunque altro e possiede\u00a0chia<\/span><span class=\"a\">vi di lettura della realt\u00e0 assolutamente uniche. La comunicazione cosmopolita non mette\u00a0a rischio le risorse e l&#8217;identit\u00e0 dei partecipanti,\u00a0<\/span><span class=\"a\">dal momento che prevede\u00a0la possibilit\u00e0 e la coesistenza di storie alternative. \u00c8 una comunicazione\u00a0che pi\u00f9 che garantire\u00a0<em>coerenza<\/em>\u00a0fra i partecipanti predilige\u00a0il <em>coordinamento<\/em> dei diversi modi di costruire coerenza. Dunque nessuno \u00e8 costretto a <em>integrarsi<\/em> e l&#8217;incontro non richiede qualche forma di adattamento all&#8217;altro. Le persone non stanno insieme perch\u00e9 sono simili: stanno insieme perch\u00e9 sono differenti.<\/span><\/p>\n<p>Allora, io penso che dovremmo costruire le moschee esattamente come costruiamo le chiese (ne costruiamo poche, in effetti, ne abbiamo gi\u00e0 tante in eredit\u00e0). Non perch\u00e9 altrimenti\u00a0tiriamo su terroristi: riconoscere che le persone hanno diritti non\u00a0\u00e8 prevenzione, \u00e8 solo il minimo indispensabile. \u00c8 non farlo, che genera separazione e odio. Penso che\u00a0ascoltare\u00a0i diversi desideri delle persone e impegnarsi perch\u00e9 siano soddisfatti (coi soldi delle tasse, s\u00ec: non \u00e8 che per andare a bombardare usiamo quelli del Monopoli) sia una forma necessaria di eloquenza sociale.<br \/>\nPenso che\u00a0coordinarsi sia accettare di vedere modificarsi\u00a0il panorama.\u00a0Penso che\u00a0sia tenersi strette le proprie\u00a0chiese, i propri\u00a0bar, i propri\u00a0cinema e i propri\u00a0luoghi di vita e pensare nello stesso tempo che le stesse risorse (anche economiche) che li producono e tengono in piedi possano essere al servizio di luoghi di culto e di ritrovo diversi. \u00c8 tenere magari alti e ben in vista i crocifissi, rivendicarne l&#8217;esposizione se si vuole, ma conservare\u00a0nello stesso tempo la consapevolezza che essi sono segni dentro una variet\u00e0 di segni alcuni dei quali\u00a0hanno altrettanta\u00a0importanza\u00a0per altri esseri umani.\u00a0Penso che sia\u00a0comprendere\u00a0e\u00a0rendersi comprensibili, senza necessariamente cambiare il proprio modo di credere.<\/p>\n<p>\u00c8 una strada difficile e lunga,\u00a0da far tremare. Proprio perch\u00e9 in questo campo strade facili non ce ne sono, sarebbe gi\u00e0 tanto se almeno abbandonassimo metafore vecchie e dimostratesi dannose.<br \/>\nBuona Pasqua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 persino scontato che sulle questioni che riguardano il rapporto con le culture che bussano alle porte (e che, come a Parigi e a Bruxelles, dentro alle porte delle citt\u00e0 europee sono entrate da un pezzo), non esistono soluzioni semplici n\u00e9 rapide. 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