{"id":4701,"date":"2019-06-09T11:45:43","date_gmt":"2019-06-09T10:45:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=4701"},"modified":"2025-03-07T14:22:47","modified_gmt":"2025-03-07T13:22:47","slug":"larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/","title":{"rendered":"L\u2019arte del cambiamento. <br>Gli hamburger, le cornici <br>e il rock and roll"},"content":{"rendered":"\r\n<p><em>(Relazione tenuta a Torino, 25 maggio 2019, per il 30\u00b0 anniversario della nascita dell&#8217;Istituto Change)<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image\">\r\n<figure id=\"attachment_4721\" aria-describedby=\"caption-attachment-4721\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4721\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/home-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?fit=1199%2C807&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1199,807\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"home\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?fit=300%2C202&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?fit=960%2C646&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-4721\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?fit=1024%2C689\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?w=1199&amp;ssl=1 1199w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?resize=300%2C202&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?resize=768%2C517&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/home.png?resize=1024%2C689&amp;ssl=1 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4721\" class=\"wp-caption-text\">La prima delle mie slide proiettate<\/figcaption><\/figure>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Soltanto dopo che ho proposto a <strong>Silvana Quadrino<\/strong> e a <strong>Mauro Doglio<\/strong> il titolo della mia relazione, ho scoperto che era anche il titolo di un libro famoso!<br \/>Allora ho aggiunto il sottotitolo che vedete. Ho controllato: non l\u2019ha usato nessun altro.<br \/>Grazie a <strong>Change<\/strong> di avermi chiamato a parlare oggi, in una ricorrenza cos\u00ec importante. Ho penso che la cosa migliore per celebrare questo trentesimo compleanno fosse partire dal nome con cui fu battezzata la creatura trenta anni fa.<br \/>Cos\u00ec ho scelto di seguire il filo della parola \u201ccambiamento\u201d: e ora vi racconto cosa mi \u00e8 venuto in mente seguendo la traccia di questa parola, che contiene l\u2019origine e il senso di quello che tutti noi cerchiamo di fare ogni giorno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Fu per pi\u00f9 di una ragione se tanti anni fa, dopo qualche anno di riflessione successiva agli studi universitari e ad alcuni passaggi di vita che mi richiesero di prendermi del tempo per pensarci, decisi che avrei svolto la mia professione nella cornice della teoria <strong>sistemica<\/strong>.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La prima era che non volevo impegnarmi in qualche altro tipo di religione, e alcune delle parrocchie teoriche che mi si presentavano avevano tutta l\u2019aria di richiedere una posizione di fede. Alcuni cultori mi sembravano dei sacerdoti custodi di qualche genere di verit\u00e0 da iniziati.<br \/>La seconda \u00e8 che ero affascinato dai videoregistratori. Non erano cos\u00ec diffusi allora. Mi riferisco all\u2019attrezzatura classica degli studi di terapia familiare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4702\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?fit=490%2C1080&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"490,1080\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"60967605_10219390855071322_855556450276081664_o\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?fit=136%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?fit=465%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-4702\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?fit=465%2C1024\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?w=490&amp;ssl=1 490w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?resize=136%2C300&amp;ssl=1 136w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/60967605_10219390855071322_855556450276081664_o.jpg?resize=465%2C1024&amp;ssl=1 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Infine, avevo l\u2019impressione che la sistemica avesse un pensiero originale sul <strong>cambiamento<\/strong>. Era spesso un pensiero decisamente controintuitivo, ma mi sembrava pi\u00f9 complesso e convincente di altri. Ad esempio, ero abituato a pensare che per cambiare qualcosa fosse necessario esercitare una <strong>forza<\/strong> e che questa forza dovesse essere proporzionata all\u2019entit\u00e0 del cambiamento atteso. <br \/>Il buon senso lo prescrive: se non riesci a muoverlo spingi di pi\u00f9; se non riesci a convincere, insisti; se non riesci a farti sentire parla pi\u00f9 forte; se una soluzione non funziona, \u00e8 perch\u00e9 hai provato solo una volta; se non funziona la seconda, devi provare con la terza. Se nemmeno quella vale, allora la quarta, la quinta, la sesta, fino a che non funzioner\u00e0. Come dire: <em>\u201cmore of the same\u201d<\/em>, cio\u00e8 ancora di pi\u00f9 della stessa cosa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Frequentavo da studente di psicologia lo studio di un <strong>terapeuta<\/strong> della famiglia, con un piccolo gruppo di professionisti curiosi di quel modo di lavorare. A ripensarci oggi, credo che avesse un approccio un po\u2019 na\u00eff e poco ortodosso, ma erano anni in cui si faceva esperimenti, spesso intrecciando le nuove idee con la propria pratica abituale, dopo aver letto i nuovi libri che venivano dai pionieri italiani e non.<br \/>Lui, appunto, aveva un videoregistratore. E aveva lo <strong>specchio<\/strong> unidirezionale, e quel gruppetto di professionisti che frequentavano il suo studio per provare quello strano tipo di cura psicologica che usciva dal confessionale e si trasformava in una conversazione allargata a un certo numero di conversanti e anche di testimoni.<br \/>Allora capitava, pi\u00f9 di quanto accade oggi, che una volta che un terapeuta aveva dato appuntamento a una famiglia che lo aveva consultato (per un figlio che andava male a scuola o che combinava qualcosa di insopportabile in casa), si presentasse. Arrivava la madre (educare i figli, molto pi\u00f9 di oggi, era roba da mamme), il piccolo mostro e i fratelli. Il pap\u00e0 aveva da lavorare.<br \/>Invece di trovare irritante quell\u2019assenza, come succedeva a me, il terapeuta rideva. E magari metteva nel cerchio una sedia vuota e diceva alla famiglia che quello era il pap\u00e0.<br \/>Ma la cosa che mi faceva uscire di senno era che passavamo un pomeriggio a scrivere una <strong>lettera<\/strong> da spedire all\u2019assente o da consegnare ai congiunti affinch\u00e9 gliela recapitassero. Io mi aspettavo che scrivessimo tutte le buone ragioni per cui un padre dovrebbe anche lui occuparsi delle cure dei bambini, e che gli spiegassimo quanto sarebbe stato prezioso, giusto e importante che anche lui facesse lo sforzo di essere presente all\u2019appuntamento successivo.<br \/>Invece nella lettera c\u2019era scritto che restare a casa era una decisione saggia e sacrosanta, e che con la sua assenza il padre ci stava mostrando quanto fosse difficile per lui partecipare a quelle discussioni. Lo ringraziavamo per lo sforzo e aggiungevamo che, certamente, sarebbe stato importante averlo l\u00ec con noi ma che nondimeno avremmo accettato la sua decisione fino a quando lui, e soltanto lui, avesse deciso di venire, perch\u00e9 con il suo silenzio stava evidentemente cercando di salvare qualcosa che era importante per tutti. Non risparmiavamo parole di lode e <strong>apprezzamento<\/strong>.<br \/>E la volta dopo, beh: il pap\u00e0 si presentava alla seduta insieme alla famiglia! Ed era molto ben intenzionato a far sentire la sua voce. Parlava, raccontava, ci squadernava il suo punto di vista sul figlio, la moglie, la scuola, il mondo e tutto quanto.<br \/>Lo diceva prima Silvana Quadrino: serve un\u2019idea di cosa attiva un cambiamento; non basta dire \u201c<strong>fate<\/strong> questo\u201d, \u201c<strong>non fate<\/strong> quest\u2019altro\u201d.<br \/>Cos\u00ec io pensavo che se fare lo psicologo era quella roba l\u00ec, beh, era quello che avrei voluto fare tutta la vita. O almeno: che avrei voluto fare tutta la vita se non fossi riuscito a realizzare qualcuno dei miei sogni artistici. Tutto sommato mi pareva la cosa pi\u00f9 creativa che si potesse fare senza una chitarra in mano.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Un attimo: probabilmente state pensando che era un modo per certi aspetti deplorevole di aiutare le persone. Che era <strong>manipolatorio<\/strong> e strategico, e che certamente esistono modi migliori di rendersi utili. E infatti col tempo quelli che fanno il mio mestiere hanno deciso di avere magari qualche successo in meno ma di giocare pi\u00f9 pulito: a carte scoperte e senza trucchi.<br \/>Molti di noi hanno abbandonato l\u2019ebbrezza di camminare sul filo del <strong>paradosso<\/strong>. Qualcun altro quell\u2019ebbrezza l\u2019ha conservata seguendo quello che un nostro maestro ci raccomandava pochi anni prima di morire: fate queste cose paradossali solo se ci credete veramente.<br \/>Se \u00e8 necessario dire a un padre che non c\u2019\u00e8 che in realt\u00e0 in quel modo sta salvando la famiglia, bisogna che ne siamo convinti. Altrimenti si fa altro, perch\u00e9 dire cose che non si pensano mina un rapporto di fiducia, e soprattutto non \u00e8 corretto.<br \/>Sembra un richiamo a crescere e ad abbandonare i <strong>giochi<\/strong> dell\u2019infanzia. In realt\u00e0 \u00e8 un invito a credere sempre di pi\u00f9 in quei giochi. Se quando dico a qualcuno che con la sua assenza manifesta il suo amore, o che il suo sintomo \u00e8 una storia eroica, devo provare io per primo a crederci, allora non sto pi\u00f9 facendo un intervento strategico su un\u2019altra persona: sto agendo per cambiare il mio punto di vista. Per cambiare <em>me<\/em>.<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/slide2-e1739976174917.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5349\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/slide2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/slide2-e1739999199854.png?fit=600%2C409&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"600,409\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"slide2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/slide2-e1739999199854.png?fit=300%2C204&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/slide2-e1739999199854.png?fit=960%2C654&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-5349 \" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/slide2-e1739999199854.png?resize=476%2C324&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"476\" height=\"324\" \/><\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Era un invito totalmente coerente con l\u2019insegnamento <strong>batesoniano<\/strong>: consisteva nell\u2019abbandonare gli eccessi manipolativi della finalit\u00e0 cosciente, nel lasciarsi alle spalle l\u2019idea antiecologica per la quale \u00e8 possibile \u2014 o buono, o comunque utile \u2014 agire per modificare intenzionalmente l\u2019altro, e nell\u2019entrare con tutte le scarpe nel processo. Nel sentirci completamente parte di quello, anzich\u00e9 agenti esterni col potere di cambiarlo nel modo che pi\u00f9 ci piace. E confidare, con <strong>Heinz von Foerster<\/strong>, che il cambiamento \u00e8 una caratteristica dei sistemi viventi. Vivere \u00e8 cambiare. Se si lascia un sistema libero di essere s\u00e9 stesso, la cosa pi\u00f9 naturale che quel sistema pu\u00f2 fare \u00e8 cambiare.<br \/>Dicevo che mi attirava il pensiero sistemico perch\u00e9 mi pareva che avesse una teoria del cambiamento. Avere una teoria del cambiamento significa per esempio darsi una ragione del fatto che certi cambiamenti sembrano avvenire per gradi, con un lavoro lento e fiducioso, ed altri invece per un \u201cclic\u201d, come un salto di gradino anzich\u00e9 una salita faticosa.<br \/>Tanti anni fa lavoravo come psicologo consulente in una <strong>comunit\u00e0<\/strong> per tossicodipendenti. Era una comunit\u00e0 un po\u2019 particolare: ospitava coppie di persone che si erano conosciute in mezzo alla droga, si erano messe insieme e avevano messo su famiglia. Qualche volta in comunit\u00e0 con loro c\u2019erano i bambini, che avevano educatori che pensavano a loro, potevano andare a scuola e passare del tempo di buona qualit\u00e0 con mamma e pap\u00e0, avendo finalmente la consolazione di vederli dare una riorganizzata alla propria vita e occuparsi della loro.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Un giorno mi trovo in \u00e9quipe con gli operatori che mi parlano di Salvatore, marito di Savina e padre di due bambini che passano tutto il tempo con la madre: Salvatore non accetta di assumersi responsabilit\u00e0, \u00e8 un adolescente mai cresciuto e non vuole saperne di sentirsi un adulto e un padre di famiglia. Savina sempre pi\u00f9 cerca conforto nei propri genitori e pensa che il giorno in cui usciranno dalla comunit\u00e0 loro saranno il punto di riferimento principale per lei e i suoi bambini. Salvatore protesta tutte le volte che la sua compagna prospetta questo futuro ma (tutti sono d\u2019accordo su questo) non fa nulla per farle cambiare idea.<br \/>Lo staff degli educatori \u00e8 sconfortato e condivide un senso di <strong>sconfitta<\/strong> unanime, anche perch\u00e9 la coppia \u00e8 in comunit\u00e0 da tempo ed \u00e8 giusto che presto esca per prendere una casa e fare la propria vita. Ma in che condizioni? E su che basi, e con quali probabilit\u00e0 di farcela? Tutti gli operatori vedono nero nel futuro di Salvatore e Savina. Questo mi colpisce, e dico a tutti che non mi era mai capitato di vederli cos\u00ec d\u2019accordo su un argomento qualunque. Qualcuno sorride e mi conferma che s\u00ec, tu ci conosci, non capita mai. <br \/>Rispondo meravigliato che Salvatore sembra talmente competente nel mostrarsi incompetente che sono tutti d\u2019accordo sul fatto che sia irrimediabilmente inadatto ad assumersi delle responsabilit\u00e0. Ma perch\u00e9, aggiungo, investire tanta energia in un\u2019abilit\u00e0 del genere? A che serve? A chi serve? Ci pensiamo su, gli operatori ripercorrono la storia di Salvatore e quella di Savina, fanno ipotesi, cercano di venirne a capo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Alla fine prendiamo una decisione. Gli operatori avranno un colloquio con la coppia. Diranno a Salvatore che hanno pensato che la sua ostentata <strong>incompetenza<\/strong> \u00e8 un dono che lui fa a Savina. Lui la conosce meglio di chiunque altro, e sa che lei si porta dietro tante ferite nel rapporto coi genitori. In passato si \u00e8 sentita abbandonata e rifiutata da loro e oggi li sta ritrovando. Li ama tanto e ha il desiderio che finalmente, dopo una vita in cui non si \u00e8 sentita vista, facciano qualcosa per lei. Cos\u00ec probabilmente Salvatore, spiegheranno loro gli educatori, si \u00e8 messo da parte e lascia che lei possa appoggiarsi a loro finch\u00e9 sente che ha bisogno di prendersi il suo risarcimento, anche attraverso le attenzioni e le risorse che dedicano ai nipotini. Dopo, probabilmente, Salvatore sar\u00e0 pronto a riprendersi il suo posto, ma \u00e8 abbastanza chiaro che ora sta lasciando tutto il campo a loro e che Savina sta usando bene questa opportunit\u00e0.<br \/>Mi riferiranno la settimana dopo che la coppia ha ascoltato il messaggio senza commentare. Ma alla domenica \u00e8 successo un fatto che li fa sentire molto eccitati. Era il giorno mensile in cui la comunit\u00e0 riceve i genitori degli utenti. <br \/>La madre e il padre di Savina hanno preso da parte la donna e le hanno ribadito che quando usciranno di l\u00ec lei potr\u00e0 contare sulla loro presenza e il loro supporto per s\u00e9 e per i figli. A quel punto \u00e8 intervenuto Salvatore: \u201cSavina \u00e8 mia moglie; grazie di tutto, siete stati davvero generosi e ci avete dato un grande aiuto; ve ne sar\u00f2 sempre riconoscente, ma ora per lei e per i bambini ci sono io\u201d.<br \/>I due ospiti erano sorpresi. Il padre ha guardato Savina e le ha detto: \u201cma lo senti, questo cretino? Cosa sta dicendo?\u201d.<br \/>Savina ha guardato Salvatore, poi si \u00e8 rivolta al padre: \u201cNo pap\u00e0, ha ragione. Grazie di tutto, ma ora siamo una <strong>famiglia<\/strong>\u201d.<br \/>Dopo quel giorno la presenza di Salvatore in famiglia e in comunit\u00e0 prese un\u2019altra piega, Savina cominci\u00f2 a coinvolgerlo e di l\u00ec a poco la famiglia prese la propria strada.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sar\u00e0 per quella vecchia storia che le mele non cadono lontano dall\u2019albero, ma due anni dopo avrei ritrovato in comunit\u00e0 un giovane nipote di Salvatore. Si present\u00f2 e mi disse che lo zio lo aveva avvertito che nei primi giorni di comunit\u00e0 avrebbe incontrato me per i colloqui di valutazione. Fu una bellissima occasione per un <strong>follow up<\/strong> non cercato: mi disse che Salvatore lavorava, che la famiglia stava bene, i bambini crescevano e tutto procedeva per il meglio.<br \/>Bene, tanti anni fa un sistemico avrebbe descritto questa storia come il risultato di un intervento <strong>strategico<\/strong>. Ma io oggi posso dire che, al contrario, quello che \u00e8 successo \u00e8 stato possibile anche perch\u00e9 un gruppo di persone ha lavorato su di s\u00e9 e ha <strong>modificato<\/strong> il proprio punto di vista. Non soltanto ha modificato il proprio punto di vista su Salvatore e ha deciso di vederlo come un uomo che faceva cose che avevano un senso; ha accettato di mettere momentaneamente fra parentesi una propria premessa costitutiva, persino, cio\u00e8 quella per cui la \u201ccompetenza\u201d \u00e8 il prodotto di un lungo percorso di crescita sotto la guida di altre persone, pi\u00f9 esperte e competenti. E aveva accettato di considerare la \u201ccompetenza\u201d come una storia che delle persone raccontano su altre persone. Un gioco linguistico.<br \/>\u00c8 quello che la cibernetica del secondo ordine ci indica come il solo cambiamento possibile: il <strong>cambiamento del cambiamento<\/strong>. Cambiare il modo di cambiare.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Se vuoi cambiare il mondo cambia te stesso, pare dicesse <strong>Socrate<\/strong>. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo, diceva <strong>Gandhi<\/strong>. Non pensavano a Salvatore e a quel gruppo di educatori coraggiosi, ma quella storia \u00e8 un bell\u2019esempio di cambiamento che parte dall\u2019osservatore. Non sei <strong>separato<\/strong> da un sistema tanto da poter agire su di esso; puoi stare in relazione, giocare, interagire, provare a incuriosirti, cambiare posizione e stare a vedere cosa succede. Solo lui decider\u00e0 cosa farsene della tua presenza.<br \/>L\u2019arte del cambiamento, dunque, dalla pratica di trasformare i sistemi diventa una pratica dell\u2019incertezza e dell\u2019agire su s\u00e9 stessi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dicevo poco fa di un\u2019altra questione rilevante che emerge dalla storia di Salvatore, Savina e i loro operatori.<br \/>La sistemica si \u00e8 occupata con un certo puntiglio dei modi in cui a volte un cambiamento si presenta cos\u00ec, praticamente <strong>improvviso<\/strong>. Come un salto di stato anzich\u00e9 un lungo percorso <strong>graduale<\/strong>. <br \/>Una comunit\u00e0 di recupero \u00e8 per definizione il luogo del cambiamento continuo e graduale: ma quella volta fummo testimoni di un cambiamento discontinuo, un cambiamento di stato generato da un cambiamento di contesto. Cambiano le regole, cambia la <strong>cornice<\/strong>, e insieme cambia il comportamento delle persone e il modo in cui si compongono le une con le altre.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n-e1739998872857.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4707\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n-e1739998872857.jpg?fit=600%2C338&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"600,338\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n-e1739998872857.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n-e1739998872857.jpg?fit=600%2C338&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-4707\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/61340781_10217168438197082_6225348065243430912_n-e1739998872857.jpg?resize=500%2C282&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"282\" \/><\/a><\/p>\r\n<p>Oggi possiamo dire che la dimensione del cambiamento improvviso non \u00e8 alternativa al quella del cambiamento incrementale ed evolutivo (questo era anche il punto di vista di Varela), ma fra le cose che mi attrassero verso lo studio delle discipline sistemiche c\u2019era la scoperta che un cambiamento di cornice poteva spalancare ampie possibilit\u00e0 di nuove realt\u00e0 da contemplare.<br \/>Credo c\u2019entrasse col fatto che da bambino ero cresciuto in mezzo ai dischi di musica classica, e mi portavano ad ascoltare concerti in cui se applaudivi alla fine di un movimento il direttore ti fulminava con lo sguardo e i vicini di sedia ti maledicevano. Potevi esprimere la tua gratitudine solo pi\u00f9 in l\u00e0, alla fine. Cominciavo anche a conoscere quella cultura che diceva \u201cvogliamo tutto e subito\u201d, una realt\u00e0 fatta di <strong>canzoni<\/strong> che in tre minuti ti dischiudevano un mondo. Qualcuno dice: ti cambiavano la vita, e chi ci \u00e8 passato sa che non \u00e8 una esagerazione.<br \/>Il tempo del cambiamento, dunque. Ma la questione \u00e8: sarebbe arrivato quel cambiamento a cui assistemmo in quella comunit\u00e0, se non dentro quel percorso e quel contesto? Il tempo breve e sorprendente di quello scatto di orgoglio di Salvatore in che modo si coordinava col tempo lento e continuo della comunit\u00e0? A quel momento glorioso come un <strong>assolo<\/strong> di chitarra, avremmo assistito se non nella cornice di quel cammino lungo come la sinfonia n. 3 in Re minore di Mahler?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per dirla tutta, anche quella musica che era apparsa all\u2019improvviso nelle vite della generazione che mi aveva preceduto e che aveva cos\u00ec influenzato anche la mia, era stata vissuta come una specie di rivoluzione, un <strong>salto<\/strong> vertiginoso di mondi e di stili di vita. Eppure di quanti passi meno visibili verso il cambiamento, sia dal punto di vista musicale che da quello sociale e culturale, c\u2019era stato bisogno per arrivare l\u00ec?<br \/>Quanta <strong>storia<\/strong> quelle canzoni di tre minuti contenevano in s\u00e9? Poteva nascere qualcosa del genere senza tutto quello che le ha precedute?<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/pentola-e1739999151259.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4717\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/pentola\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/pentola-e1739999151259.jpg?fit=490%2C327&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"490,327\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"pentola\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/pentola-e1739999151259.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/pentola-e1739999151259.jpg?fit=490%2C327&amp;ssl=1\" class=\"alignleft  wp-image-4717\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/pentola-e1739999151259.jpg?resize=460%2C307&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"460\" height=\"307\" \/><\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Allora qualche volta facciamo esperienza di cambiamenti lunghi e graduali. Altre volte di cambiamenti improvvisi innescati da un salto di contesto, da un cambio di paradigma. Altre volte ancora di capovolgimenti radicali che per\u00f2 fioriscono dopo una serie meno evidente di passaggi e di cambiamenti <strong>incrementali<\/strong>.<br \/>Una pentola d\u2019acqua sul fuoco ci mostrer\u00e0 in un momento \u201cx\u201d un cambiamento di stato sulla superficie del liquido: un attimo prima non bolliva; un attimo dopo s\u00ec. Ma quello che non vediamo \u00e8 che prima di andare da novantanove a cento gradi c\u2019\u00e8 stato un momento in cui l\u2019acqua \u00e8 passata da novantotto a novantanove; e prima ancora, da novantasette a novantotto; e prima da novantasei a novantasette e cos\u00ec via a ritroso. E anche una volta superati i cento gradi, non lascer\u00e0 subito il posto al vapore: per un certo periodo esister\u00e0 nel doppio stato di acqua e vapore.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Pensare al cambiamento in questi termini \u00e8 affascinante. Il cambiamento graduale \u00e8 la prova del nostro essere sistemi sostanzialmente <strong>autonomi<\/strong>, autoreferenziali, non soggetti alla volont\u00e0 di manipolazione di un altro, e in definitiva liberi. Il cambiamento discontinuo, invece, \u00e8 quello che rende conto della <strong>connessione<\/strong> col resto del mondo. Del fatto che non siamo soli, vorrei dire.<br \/>Ecco, credo che alla fine il tema del cambiamento mi suoni cos\u00ec attraente perch\u00e9 pensare al cambiamento vuol dire muoversi fra questi due poli. L\u2019essere con gli altri e l\u2019essere liberi. Che poi \u00e8 come dire: il vincolo e la possibilit\u00e0.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La ragione per cui oggi un pensiero sul cambiamento mi sembra necessario sta nel fatto che di quel genere di cambiamento che viene da un salto di <strong>paradigma<\/strong> abbiamo un gran bisogno. Perch\u00e9 \u00e8 un cambiamento forte ma lieve. Oggi che assistiamo a uno scontro incessante di forze uguali e contrarie, oggi in cui il dibattito in tutti i campi sembra un defatigante e inutile \u201cmore of the same\u201d, il tipo di cambiamento di cui avremmo bisogno \u00e8 <strong>radicale<\/strong> e <strong>gentile<\/strong>. Un ribaltamento, ma pacifico. Una rottura di una cornice, un salto di paradigma, una ristrutturazione cognitiva come quella che permise agli educatori della comunit\u00e0 di connotare positivamente l\u2019immobilit\u00e0 di Salvatore.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>C\u2019\u00e8 un signore negli Stati Uniti che \u00e8 da un po\u2019 di tempo una delle mie fonti di ispirazione. Si chiama <strong>George Lakoff<\/strong>, ed \u00e8 uno psicologo cognitivo che dopo aver scritto delle cose di importanza capitale sulla metafora nel linguaggio, si dedica a studiare metafore e cornici nella comunicazione politica. Per esempio, ha spiegato ai politici americani perch\u00e9 una certa parte non riusciva a vincere: non ci riusciva perch\u00e9 continuava a rispondere all\u2019avversario dentro la cornice da lui scelta. Uno sterile <em>\u201cmore of the same\u201d<\/em>, un continuo \u201csiamo pi\u00f9 bravi noi\u201d che non aveva possibilit\u00e0 di avere la meglio: perch\u00e9 vince non chi spinge di pi\u00f9, ma chi definisce l\u2019agenda: cio\u00e8 chi sceglie la <strong>cornice<\/strong>.<br \/>Per essere cambiamento devi cambiare cornice. Oppure entri dentro la cornice del problema per romperla, non per farla tua.<br \/>Tutta la storia di <strong>Silvana Quadrino<\/strong> e <strong>Giorgio Bert<\/strong> \u00e8 entrare nelle cornici preesistenti \u2014 istituzionali, contestuali, scientifiche \u2014 e cambiarle da dentro.<br \/>Ecco, il punto di vista di Lakoff \u00e8 molto utile per capire come mai qui da noi certi cambiamenti che aspettiamo sembrano impossibili. Sembra che cambiare cornice sia pi\u00f9 difficile che stare in quella che c\u2019\u00e8. <br \/>Penso alla comunicazione politica. <br \/>Se il tuo avversario dice \u201csicurezza, sicurezza, sicurezza!\u201d, tu non puoi rispondere \u201csicurezza, sicurezza, sicurezza!\u201d. Magari puoi spiegare perch\u00e9 saremmo tutti pi\u00f9 sicuri in citt\u00e0 pi\u00f9 ospitali, in periferie pi\u00f9 vivibili, in luoghi dove si favorisce l\u2019aggregazione invece che la frammentazione. <br \/>Se il tuo avversario dice \u201cio ho bloccato mille migranti\u201d, tu non rispondi \u201ce io allora ne ho bloccati mille e uno!\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Ma quello che non capisce la politica lo capisce la comunicazione pubblicitaria. Guardate come il cambiamento sia parente dell\u2019<strong>umorismo<\/strong>. Cambiamento, umorismo, ironia, sono tutti figli della capacit\u00e0 di pensare per cornici.<br \/>Qualche tempo fa la filiale francese di McDonald\u2019s aveva finanziato uno spot pubblicitario dentro una campagna \u201ccomparativa\u201d, cio\u00e8 praticamente diretta a screditare la concorrenza. <br \/>C\u2019\u00e8 una squadra di operai lungo una strada nel verde che monta un enorme cartellone stradale con la pubblicit\u00e0 del pi\u00f9 vicino Burger King (la concorrenza). La situazione \u00e8 surreale, il cartello \u00e8 alto decine di metri e pieno di incomprensibili indicazioni stradali, perch\u00e9 il locale \u00e8 a 258 chilometri. Accanto a quello, un cartello di McDonald\u2019s (pi\u00f9 piccolo e ad altezza di finestrino dell\u2019auto) dice che a soli cinque chilometri c\u2019\u00e8 il prossimo McDrive.<\/p>\r\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Directional billboard  #McDriveKing\" width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VMjRSnokms8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\r\n<p>Lo spot si conclude con il claim: \u201ccon pi\u00f9 di mille locali McDonald\u2019s \u00e8 pi\u00f9 vicino a te.\u201d<br \/>Pochi giorni dopo Burger King usc\u00ec col suo spot in risposta. L\u2019inizio dello spot \u00e8\u2026 lo spot di McDonald\u2019s! Ma si vede il seguito della storia: passa davanti ai due cartelloni un\u2019utilitaria con un uomo e una donna. L\u2019auto arriva al vicino McDrive. Il guidatore apre il finestrino e alla gentile cameriera che domanda \u201ccosa desiderate?\u201d, risponde \u201cun caff\u00e8\u201d. \u201cPiccolo o grande?\u201d, domanda lei. \u201cGrande\u201d, dice lui con uno sguardo complice alla compagna di viaggio. \u201cAbbiamo molta strada da fare\u201d. E ripartono verso il Burger King, mentre in primo piano appare lo slogan \u201cGrazie McDonald\u2019s per essere ovunque\u201d. <br \/>Lo spot termina coi due, seduti al Burger King, 253 chilometri pi\u00f9 avanti, a gustarsi l\u2019hamburger mentre dicono cose tipo \u201cmmh, non era poi cos\u00ec lontano\u201d.<\/p>\r\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Burger King vs McDonald&#039;s Commercial\" width=\"960\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qvh8uT68hFQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\r\n<p>Ora, spero si veda la grazia e la <strong>genialit\u00e0<\/strong> di questo genere di comunicazione. Il \u201cbuono\u201d contro il \u201ccattivo\u201d non si lamenta, non rivendica, non si mette in competizione: sceglie di giocare lo stesso gioco dell\u2019avversario ma solo per sabotarlo da dentro. Non dice \u201cnon \u00e8 vero, siamo vicini anche noi\u201d; non dice nemmeno \u201cs\u00ec, \u00e8 vero, siamo lontani, ma vuoi mettere quanto \u00e8 buono il nostro panino?\u201d. Fa una cosa molto pi\u00f9 intelligente: <strong>usa<\/strong> il messaggio di McDonald\u2019s ma in realt\u00e0 lo <strong>sovverte<\/strong>. Perch\u00e9 sposta il focus su una cosa che per le persone \u00e8 importante, ma che il colosso non aveva considerato: e cio\u00e8 che un hamburger deve essere buono. Il rivale scende nello stesso campo ma si insinua in uno spazio che, per eccessiva sicurezza, l\u2019arrogante major ha lasciato non presidiato: mostra due clienti che scelgono di affrontare tutta quella strada per mangiare un hamburger <em>pi\u00f9 buono<\/em>. Non dice che lo \u00e8: lo mostra. E questo fa la differenza. Tutto con una leggerezza che conquista il pubblico perch\u00e9 fa della propria debolezza la propria forza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Stare \u201cdentro\u201d, ma starci a modo proprio, \u00e8 una posizione <strong>ironica<\/strong>. L\u2019ironia sta \u201cdentro\u201d: magari non si sporca le mani, ma le scarpe s\u00ec.<br \/>Io, nelle parole di questi tempi, di ironico ci trovo poco. Sarcastico, derisorio, caustico, mordace, s\u00ec. Ironico no.<br \/>C\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa da dire su questi tempi.<br \/>La nostra conoscenza dei sistemi dinamici ci mostra come, in quanto esseri viventi, viviamo costantemente fra un cambiamento che tende alla <strong>stabilit\u00e0<\/strong> \u2014 un cambiamento conservativo al servizio della conservazione dell\u2019identit\u00e0 \u2014 e un cambiamento trasformativo, che ci porta a nuovi livelli di funzionamento anche a costo di una fase di <strong>destrutturazione<\/strong>. Naturalmente il primo tipo di cambiamento \u00e8 quello prevalente, e talvolta diventa l\u2019unico cambiamento possibile. Una prevalenza della conservazione pu\u00f2 magari darci l\u2019apparenza di un grande movimento, di un caos in cui la realt\u00e0 appare sempre imprevedibile: eppure l\u2019aria si fa pesante e a un altro livello sentiamo che siamo prigionieri di un\u2019immobilit\u00e0 in cui il mondo gira sempre nello stesso verso e noi stiamo sempre pi\u00f9 male.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>\u201cCambiamento\u201d \u00e8 la parola che pi\u00f9 ricorre nella comunicazione. Chiunque voglia essere convincente lo nomina. Ma prima che di cambiamento, c\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019<em>idea<\/em> di cambiamento. E allora oggi vorrei augurare buon compleanno a <strong>Change<\/strong> e alzare il calice per brindare a tutti quelli che lavorano con in testa un\u2019idea complessa di cambiamento.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/torta-e1739998476449.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5394\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/torta\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/torta-e1739998991591.jpg?fit=620%2C592&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"620,592\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"torta\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/torta-e1739998991591.jpg?fit=300%2C287&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/torta-e1739998991591.jpg?fit=620%2C592&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-5394 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/torta-e1739998991591.jpg?resize=620%2C592&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"592\" \/><\/a><\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<div class=\"mceTemp\"><br \/>\r\n<figure id=\"attachment_5396\" aria-describedby=\"caption-attachment-5396\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/caterinaschiavon.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5396\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2019\/06\/09\/larte-del-cambiamento-gli-hamburger-le-cornici-e-il-rock-and-roll\/caterinaschiavon\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/caterinaschiavon-e1739999082974.jpg?fit=640%2C360&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"640,360\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"caterinaschiavon\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/caterinaschiavon-e1739999082974.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/caterinaschiavon-e1739999082974.jpg?fit=640%2C360&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-5396\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/caterinaschiavon.jpg?resize=640%2C360&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5396\" class=\"wp-caption-text\">Un altro momento del convegno: la relazione di Caterina Schiavon<\/figcaption><\/figure>\r\n<div class=\"mceTemp\">\u00a0<\/div>\r\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La relazione che ho tenuto a Torino, il 25 maggio 2019, per il 30\u00b0 anniversario della nascita dell\u2019Istituto Change.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5828,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_awef_post_faq_schema":[],"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[4,13],"tags":[278,257,279,193,191],"class_list":["post-4701","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dialoghi","category-societa","tag-cambiamento","tag-comunicazione","tag-istituto-change","tag-terapia-familiare","tag-terapia-sistemica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L\u2019arte del cambiamento. 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