{"id":4650,"date":"2018-12-18T22:02:37","date_gmt":"2018-12-18T21:02:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=4650"},"modified":"2025-03-22T18:59:48","modified_gmt":"2025-03-22T17:59:48","slug":"musica-trap-e-capri-espiatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/","title":{"rendered":"Musica trap e capri espiatori"},"content":{"rendered":"\r\n<p><i>Questo \u00e8 il testo di una nota che ho pubblicato sul mio profilo Facebook qualche giorno dopo la tragedia della discoteca di Corinaldo. Ho voluto dire la mia su un aspetto del dibattito dei giorni successivi che mi sembrava tragicamente fuori fuoco: non solo rispetto alla disgrazia immane che aveva prodotto sei vittime, ma anche rispetto a un&#8217;analisi ragionevole dei fenomeni dell&#8217;aggregazione giovanile di questi anni.<\/i><br \/><i>Quella nota \u00e8\u00a0stata molto condivisa, anche da parecchi colleghi: questo mi ha convinto a riproporla anche qui, in un contesto che dovrebbe essere di riflessione sui temi delle relazioni.<\/i><\/p>\r\n<hr \/>\r\n<p>A proposito della vicenda disgraziata di Ancona ho assistito a un dibattito che mescolava molti argomenti. Dibattito che \u00e8 iniziato quando, come al solito, non si sapeva ancora bene cosa fosse successo a monte della morte di alcune persone in una discoteca.<\/p>\r\n<p>Dal Sole 24Ore apprendo che la notizia della vendita di biglietti di molto eccedenti la capienza della sala \u00e8 nata dal fatto che un genitore ha dichiarato di avere il numero 1350: ma che i biglietti effettivamente staccati \u2014 magari in prevendite differenti \u2014 avessero una numerazione consecutiva potrebbe essere un\u2019interpretazione ingenua dei fatti del primo che ha raccolto la testimonianza. Ma mi pare che su questo non ci sia alcuna certezza e, se non \u00e8 emerso nel frattempo qualcosa che ancora non so, quella della prevendita eccessiva \u00e8 al massimo un\u2019ipotesi non verificata.<\/p>\r\n<p>Tutto quello che mi pare di aver capito \u00e8 che nella calca qualcuno ha tirato fuori dello spray irritante, ma non a scopo difensivo, e che il panico ha fatto il resto. Si sa ben poco, e forse c\u2019\u00e8 poco da sapere: forse la tragedia si \u00e8 innescata per un singolo comportamento stupido, giacch\u00e9 spesso la stupidit\u00e0 ha conseguenze moltiplicate per un milione. Ma siccome non c\u2019\u00e8 fatto di cronaca che non abbia il suo bel cattivo da mettere in croce, stavolta il cattivo era servito su un piatto d\u2019argento, l\u2019unico che avesse una faccia (e che faccia, peraltro!). <br \/>Del cattivo ha tutti i tratti. Che non fosse nemmeno presente sul luogo della tragedia \u00e8 irrilevante, tanto che l\u2019occasione finita in tragedia \u00e8 stata raccontata al principio come un suo \u201cconcerto\u201d. Invece anche qui le informazioni si imbrogliano: di sicuro non c\u2019era nessun concerto, ma una semplice apparizione di un personaggio celebre (come un tempo andava di moda con i tizi del Grande Fratello), annunciato da giorni, nel mezzo di una serata in discoteca. Ma quello che abbiamo capito \u00e8 che Sfera, all\u2019ora in cui sarebbe dovuto apparire, in realt\u00e0 stava apparendo in un altro locale a cento chilometri di distanza da quello. E anche qui le informazioni si fanno incerte: il cantante aveva giocato sporco e aveva preso due impegni non conciliabili, costringendo alle ore piccole centinaia di minorenni? Oppure \u00e8 l\u2019organizzatore ad aver giocato sporco e ad aver promesso quello che non poteva mantenere?<\/p>\r\n<figure class=\"wp-block-image\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"4660\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/sfera-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?fit=801%2C521&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"801,521\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"sfera\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?fit=300%2C195&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?fit=801%2C521&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-4660\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?resize=450%2C293&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?w=801&amp;ssl=1 801w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?resize=300%2C195&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sfera-1.png?resize=768%2C500&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/figure>\r\n<p>La cosa di cui si \u00e8 parlato di pi\u00f9, perch\u00e9 la sappiamo come certa, non ha un legame diretto con la tragedia di Corinaldo: il fatto che Sfera scriva testi odiosi e sessisti. Nel corto circuito dell\u2019indignazione, questo dato \u00e8 stato in qualche modo collegato alle vittime, diventando perlomeno una concausa della disgrazia. Prima di iniziare ad argomentare (\u00e8 avvilente dover fare questa premessa, ma siamo persone di mondo e sappiamo come poi va a finire), annuncio che non risponder\u00f2 cortesemente a chi volesse accusarmi di simpatia per la visione del mondo del cantante in questione.<\/p>\r\n<p>Al primo momento mi ha colpito l\u2019apparente ingenuit\u00e0 di quanti, commentando un testo di Sfera, hanno manifestato il loro sdegno per il fatto che gli adolescenti ricevano in pasto cose che parlano in modo piuttosto efferato di sesso e droga. Sembrava che fossero spariti dalla storia Lou Reed, Jim Carroll, met\u00e0 del punk, un quarto del blues e non so quante tonnellate di dischi assortiti, e che un cantante italiano, sconosciuto fino a un attimo prima, si fosse inventato un genere infarcendo di vizi e depravazioni varie i versi delle sue canzoni.<\/p>\r\n<p>Mi ha colpito anche l\u2019argomento, smaccatamente off topic ma ugualmente insistente, che i brani di Sfera siano di qualit\u00e0 musicale irrisoria.<\/p>\r\n<p>Che la musica \u201cdi quando eravamo giovani noi\u201d sia indiscutibilmente migliore \u00e8 argomento che nemmeno si discute. Si usa da generazioni ed \u00e8 vero per definizione. I miei genitori ritenevano che Gino Latilla fosse meglio di Bennato, io faccio confronti simili con i cantautori \u201cindie\u201d che sento dagli altoparlanti delle mie figlie, e penso che con la prossima generazione la storia andr\u00e0 avanti uguale, e che fosse cos\u00ec anche prima dei miei genitori.<\/p>\r\n<p>Ma io vorrei tenere fuori dalla discussione questo argomento. Ho un\u2019et\u00e0 che mi fa dire serenamente che le canzoni trap fanno riferimento a un linguaggio e a una estetica che non sono i miei: e giudicare un linguaggio secondo le regole del mio linguaggio \u00e8 scorretto. Anzi, rivendico il diritto di astenermi da qualunque giudizio artistico su questi cantanti.<\/p>\r\n<p>Nemmeno conosco bene quello che fa Sfera, se non per aver letto e ascoltato occasionalmente qualche suo testo. Qualcosa in pi\u00f9 saprei dire di un suo collega di genere musicale, Young Signorino, che mi \u00e8 capitato di ascoltare qualche volta di pi\u00f9 e del quale soprattutto ho guardato un\u2019intervista video. Mi ha dato l\u2019impressione di non essere uno scemo, tutt\u2019altro. Nell\u2019intervista raccontava del divorzio da un produttore che non condivideva certe sue scelte. Ne ho ricavato l\u2019idea di un circuito di ragazzi che in qualche modo si affidano a mentori senza storia e senza cultura \u2014 la cultura del genere musicale di cui si parla, o limitrofi \u2014, improvvisati e poco capaci di ascoltare. In quel video Signorino parlava del rapporto fallimentare coi genitori, e credo ne parlasse con lucida consapevolezza. Trovavo delle coincidenze fra quel rapporto fallito e quello col produttore. Da entrambi i rapporti si era allontanato perch\u00e9 sembrava \u2014 lo dico con le parole mie \u2014 non aver trovato uno spazio di accoglienza.<\/p>\r\n<p>Lo sentivo parlare della sua vita con un sentimento che non so definire diversamente che un <span class=\"_4yxp\">dolore tranquillo<\/span>. Tranquillo e consapevole. Anche lui con una quantit\u00e0 di tatuaggi mal fatti e caoticamente disposti nelle parti pi\u00f9 in vista del corpo.<\/p>\r\n<p>Ma questo commento non ha niente a che vedere con lo spessore artistico. Nella discussione di questi giorni peraltro, si intrecciano tanto da rendere impossibile sbrogliarli il giudizio estetico e quello morale. Si dice che i versi di Sfera non siano proprio educativi, anzi che siano evidentemente diseducativi. Ecco l\u2019argomento per cui l\u2019arte (e uso questa parola sapendo di scandalizzare qualcuno: ma mettiamoci dentro anche la cattiva arte, e anche quella pessima) debba avere una funzione pedagogica \u00e8 un argomento ingenuo. L\u2019arte non serve per insegnare. L\u2019arte \u00e8 una cosa che succede e che d\u00e0 voce a quello che succede l\u00e0 fuori. In certi fortunati casi quello che c\u2019\u00e8 l\u00e0 fuori lo vede prima di altri. Ma non pu\u00f2 rendere alcolista un ragazzo, o tossicodipendente, o dissoluto. Io ho amato molto la musica e i libri di Jim Carroll senza essere mai stato e senza mai diventare dipendente da droghe. C\u2019\u00e8 un equivoco piuttosto buffo in tutto questo, un equivoco di cui ricordo che soffrivo quando i miei giudicavano i miei dischi e nel quale ora stiamo cadendo anche noi nei confronti dei pi\u00f9 giovani. Un equivoco fra livelli di significato, per cui ci allarmiamo quando un ragazzo si identifica con certi contenuti che riteniamo pericolosi: ma da sempre il fascino dell\u2019artista \u201cmaledetto\u201d non sta tanto nelle sostanze che si mette in corpo, quanto nel suo modo di valorizzare e dare senso a un disagio, a una paura, a un senso di esclusione. Come noi che ascoltavamo Tom Waits, chi ascolta Sfera (e per favore, \u00e8 chiaro a chiunque abbia voglia di capirlo che non sto facendo nessun confronto fra i due) non si immedesima tanto nella quantit\u00e0 di bottiglie di vino bevute o di amplessi consumati, quanto nella percezione di s\u00e9 come pi\u00f9 o meno profondamente, pi\u00f9 o meno irreversibilmente, distante ed altro dalla realt\u00e0 di chi ha voce in capitolo. Che poi qualcuno dia voce a quel senso di estraneit\u00e0 attraverso l\u2019alcol o le droghe o il sesso spinto e pericoloso, \u00e8 una questione che viene ben prima di Sfera, e che verosimilmente riguarda tanti cos\u00ec come riguarda lui.<\/p>\r\n<p>Credo che dovremmo serenamente prendere atto del fatto che quell\u2019universo esiste. Che fuori dalla porta di casa nostra esistono dolori che trovano quel modo di manifestarsi, che a poca distanza da noi scorrono alcol e vomito. Oppure l\u2019alternativa \u00e8 scacciare lontano chi ci porta quel mondo al di qua della soglia di casa.<\/p>\r\n<p>Certo, credo che abbia ragione anche un amico Facebook in una sua nota: attenzione a dire \u201c\u00e8 sempre stato cos\u00ec, \u00e8 una cosa vecchia\u201d, perch\u00e9 si perde di vista la specificit\u00e0 di questo fenomeno del quale, se non possiamo dire qualcosa a proposito dello spessore artistico, certo anche dai fatti di questi giorni possiamo dire che riguarda una questione culturale e generazionale non esigua.<br \/>Non \u00e8 la stessa cosa dei Sex Pistols, per dire. Se non nasce dal niente \u2014 nel senso che droga, sesso, misoginia, omofobia, non sono nuove nelle canzoni e non sono nuove nell\u2019espressione artistica, da assai prima anche del rock and roll \u2014 certamente, diciamolo, si presenta con un contorno particolarmente urticante anche per chi con quelle musiche ci \u00e8 cresciuto.<br \/>Ho visto un video di Red Ronnie particolarmente istruttivo al riguardo. Ora, se vi ricordate come mi ricordo io che Red Ronnie \u00e8 nato giornalisticamente col punk e non con coi tour di \u201cViva la Gente\u201d, fa ancora pi\u00f9 impressione la sua presa di posizione. Ma in particolare, a un certo punto, stigmatizza l\u2019apparizione di Sfera sul palco con due Rolex ai polsi come \u201cuno schiaffo alla miseria\u201d. Dunque prendiamo atto che esibire un Rolex in pubblico \u00e8 uno schiaffo alla miseria. Ma siccome n\u00e9 il Rolex, n\u00e9 la miseria le ha inventate Sfera, dobbiamo metterci d\u2019accordo su un dettaglio: non dovrebbe essere lui il nostro bersaglio, ma quello che mette in scena, e che precede di parecchio persino la sua nascita.<\/p>\r\n<p>Ecco, questo mi pare l\u2019elemento disturbante che si aggiunge all\u2019esibizionismo sessista dei testi di questi ragazzi: l\u2019esibizione di uno status dal quale erano ovviamente esclusi e il modo in cui lo sbattono in faccia allo spettatore dicendo: ora ce l\u2019ho anch\u2019io. Il Rolex. E le stanze d\u2019albergo. E le donne pi\u00f9 disponbili. Due per volta, persino.<\/p>\r\n<p>\u00c8 ingenuo leggere i Rolex di Sfera come una esibizione del \u201csuo\u201d lusso, di segni e feticci \u201csuoi\u201d. \u00c8 evidente che quello sfoggio rimanda a idoli di cui si appropria e che svuota completamente del senso originario. Da oggi puoi essere un milionario col Rolex, ma hai l\u2019orologio di Sfera Ebbasta.<br \/>Come nei tanti e diversi microcontesti delle famiglie, l\u2019adolescente restituisce deformata l\u2019immagine di quello che ha intorno. E come in quei contesti, gli adulti lo guardano come il paziente, lo strano, il diverso.<\/p>\r\n<p>Allora, detto in altro modo, quello che sto descrivendo \u00e8 n\u00e9 pi\u00f9 e n\u00e9 meno un processo di creazione del capro espiatorio. Un personaggio di cui i pi\u00f9 non conoscevano l\u2019esistenza fino all\u2019altro ieri \u00e8 diventato il simbolo e il colpevole del vuoto di una generazione. Per il sollievo di chi cade dal pero e domanda: ma che, le canzoni degli adolescenti parlano pure di droga??<\/p>\r\n<p>Un capro espiatorio, attenzione, che si offre intenzionalmente per quel ruolo. Se un elemento che pesa sulla scelta del capro espiatorio \u00e8 spesso il fatto di essere esteticamente \u201caltro\u201d o addirittura ripugnante (non in assoluto: secondo i canoni di un certo contesto), il modo in cui i ragazzi della trap si conciano e in cui si disegnano la pelle ci fa domandare quale tipo di orrore della non-esistenza porti a cercare di rendersi visibile come il pi\u00f9 brutto del reame.<\/p>\r\n<p>Ma non \u00e8 tutto. Come notava Costanza, gli adolescenti ci guardano e ci ascoltano mentre dibattiamo di loro e di tutte queste cose. E non sono sicuro che quello a cui hanno assistito in questi giorni sia particolarmente edificante.<\/p>\r\n<p>Per \u201cadolescenza\u201d intendiamo, pi\u00f9 o meno convenzionalmente, una fase della vita in cui si concentrano una serie di eventi evolutivi complicati. Complicati per chi li vive e complicati per chi si aggira nei paraggi. Non sempre nella stessa misura, non sempre con le stesse modalit\u00e0, ma insomma non \u00e8 il paradiso. \u00c8 una fase che identifichiamo per convenzione, dicevo, ma la convenzione si basa su un dato ricorrente e di natura prima di tutto biologica. E per\u00f2, come in tanti altri casi, la biologia esiste dentro un contesto culturale e dentro una rete di conversazioni. Conversazioni \u2014 da quelle informali a quelle \u201cesperte\u201d \u2014 che descrivono gli adolescenti come esseri incomprensibili che ascoltano musica orrenda e che sono governati dagli ormoni e da moti irrazionali.<\/p>\r\n<p>E io credo che, in questo momento disgraziato, mentre deploravamo il cinismo di certi adulti che sfruttano la loro presunta debolezza, ancora una volta non abbiamo rinunciato all\u2019occasione di renderli oggetto senza voce dei nostri discorsi. Li abbiamo dipinti come degli scemi eterodiretti che ascoltano musica deplorevole. Abbiamo giudicato una parte del loro mondo sul quale non abbiamo provato nemmeno a fare una domanda. Abbiamo arbitrariamente giudicato il loro linguaggio e le loro vite sulla base del nostro linguaggio e delle nostre vite.<\/p>\r\n<p>Ecco, fatti come questo approfondiscono ancora di pi\u00f9 il solco fra gli adulti e i ragazzi. Quel mondo incomprensibile e a volte odioso che raccontiamo quando parliamo di adolescenti, lo costruiamo in parte anche attraverso queste conversazioni. Il solco fra adulti e giovani \u00e8 quella cosa che si allarga quando parliamo del solco fra gli adulti e i giovani, e quando pretendiamo di parlarne sempre dal nostro punto di vista di soggetti e rendendo loro oggetti raccontati da noi. Crediamo di descrivere la realt\u00e0 e invece la facciamo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 il testo di una nota che ho pubblicato sul mio profilo Facebook qualche giorno dopo la tragedia della discoteca di Corinaldo. 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Dal Sole 24Ore apprendo che la notizia della vendita di biglietti di molto eccedenti la capienza della sala \u00e8 nata dal fatto che un genitore ha dichiarato di avere il numero 1350: ma che i biglietti effettivamente staccati \u2014 magari in prevendite differenti \u2014 avessero una numerazione consecutiva potrebbe essere un\u2019interpretazione ingenua dei fatti del primo che ha raccolto la testimonianza. Ma mi pare che su questo non ci sia alcuna certezza e, se non \u00e8 emerso nel frattempo qualcosa che ancora non so, quella della prevendita eccessiva \u00e8 al massimo un\u2019ipotesi non verificata. Tutto quello che mi pare di aver capito \u00e8 che nella calca qualcuno ha tirato fuori dello spray irritante, ma non a scopo difensivo, e che il panico ha fatto il resto. Si sa ben poco, e forse c\u2019\u00e8 poco da sapere: forse la tragedia si \u00e8 innescata per un singolo comportamento stupido, giacch\u00e9 spesso la stupidit\u00e0 ha conseguenze moltiplicate per un milione. Ma siccome non c\u2019\u00e8 fatto di cronaca che non abbia il suo bel cattivo da mettere in croce, stavolta il cattivo era servito su un piatto d\u2019argento, l\u2019unico che avesse una faccia (e che faccia, peraltro!). Del cattivo ha tutti i tratti. Che non fosse nemmeno presente sul luogo della tragedia \u00e8 irrilevante, tanto che l\u2019occasione finita in tragedia \u00e8 stata raccontata al principio come un suo \u201cconcerto\u201d. Invece anche qui le informazioni si imbrogliano: di sicuro non c\u2019era nessun concerto, ma una semplice apparizione di un personaggio celebre (come un tempo andava di moda con i tizi del Grande Fratello), annunciato da giorni, nel mezzo di una serata in discoteca. Ma quello che abbiamo capito \u00e8 che Sfera, all\u2019ora in cui sarebbe dovuto apparire, in realt\u00e0 stava apparendo in un altro locale a cento chilometri di distanza da quello. E anche qui le informazioni si fanno incerte: il cantante aveva giocato sporco e aveva preso due impegni non conciliabili, costringendo alle ore piccole centinaia di minorenni? Oppure \u00e8 l\u2019organizzatore ad aver giocato sporco e ad aver promesso quello che non poteva mantenere? La cosa di cui si \u00e8 parlato di pi\u00f9, perch\u00e9 la sappiamo come certa, non ha un legame diretto con la tragedia di Corinaldo: il fatto che Sfera scriva testi odiosi e sessisti. Nel corto circuito dell\u2019indignazione, questo dato \u00e8 stato in qualche modo collegato alle vittime, diventando perlomeno una concausa della disgrazia. Prima di iniziare ad argomentare (\u00e8 avvilente dover fare questa premessa, ma siamo persone di mondo e sappiamo come poi va a finire), annuncio che non risponder\u00f2 cortesemente a chi volesse accusarmi di simpatia per la visione del mondo del cantante in questione. Al primo momento mi ha colpito l\u2019apparente ingenuit\u00e0 di quanti, commentando un testo di Sfera, hanno manifestato il loro sdegno per il fatto che gli adolescenti ricevano in pasto cose che parlano in modo piuttosto efferato di sesso e droga. Sembrava che fossero spariti dalla storia Lou Reed, Jim Carroll, met\u00e0 del punk, un quarto del blues e non so quante tonnellate di dischi assortiti, e che un cantante italiano, sconosciuto fino a un attimo prima, si fosse inventato un genere infarcendo di vizi e depravazioni varie i versi delle sue canzoni. Mi ha colpito anche l\u2019argomento, smaccatamente off topic ma ugualmente insistente, che i brani di Sfera siano di qualit\u00e0 musicale irrisoria. Che la musica \u201cdi quando eravamo giovani noi\u201d sia indiscutibilmente migliore \u00e8 argomento che nemmeno si discute. Si usa da generazioni ed \u00e8 vero per definizione. I miei genitori ritenevano che Gino Latilla fosse meglio di Bennato, io faccio confronti simili con i cantautori \u201cindie\u201d che sento dagli altoparlanti delle mie figlie, e penso che con la prossima generazione la storia andr\u00e0 avanti uguale, e che fosse cos\u00ec anche prima dei miei genitori. Ma io vorrei tenere fuori dalla discussione questo argomento. Ho un\u2019et\u00e0 che mi fa dire serenamente che le canzoni trap fanno riferimento a un linguaggio e a una estetica che non sono i miei: e giudicare un linguaggio secondo le regole del mio linguaggio \u00e8 scorretto. Anzi, rivendico il diritto di astenermi da qualunque giudizio artistico su questi cantanti. Nemmeno conosco bene quello che fa Sfera, se non per aver letto e ascoltato occasionalmente qualche suo testo. Qualcosa in pi\u00f9 saprei dire di un suo collega di genere musicale, Young Signorino, che mi \u00e8 capitato di ascoltare qualche volta di pi\u00f9 e del quale soprattutto ho guardato un\u2019intervista video. Mi ha dato l\u2019impressione di non essere uno scemo, tutt\u2019altro. Nell\u2019intervista raccontava del divorzio da un produttore che non condivideva certe sue scelte. Ne ho ricavato l\u2019idea di un circuito di ragazzi che in qualche modo si affidano a mentori senza storia e senza cultura \u2014 la cultura del genere musicale di cui si parla, o limitrofi \u2014, improvvisati e poco capaci di ascoltare. In quel video Signorino parlava del rapporto fallimentare coi genitori, e credo ne parlasse con lucida consapevolezza. Trovavo delle coincidenze fra quel rapporto fallito e quello col produttore. Da entrambi i rapporti si era allontanato perch\u00e9 sembrava \u2014 lo dico con le parole mie \u2014 non aver trovato uno spazio di accoglienza. Lo sentivo parlare della sua vita con un sentimento che non so definire diversamente che un dolore tranquillo. Tranquillo e consapevole. Anche lui con una quantit\u00e0 di tatuaggi mal fatti e caoticamente disposti nelle parti pi\u00f9 in vista del corpo. Ma questo commento non ha niente a che vedere con lo spessore artistico. Nella discussione di questi giorni peraltro, si intrecciano tanto da rendere impossibile sbrogliarli il giudizio estetico e quello morale. Si dice che i versi di Sfera non siano proprio educativi, anzi che siano evidentemente diseducativi. Ecco l\u2019argomento per cui l\u2019arte (e uso questa parola sapendo di scandalizzare qualcuno: ma mettiamoci dentro anche la cattiva arte, e anche quella pessima) debba avere una funzione pedagogica \u00e8 un argomento ingenuo. L\u2019arte non serve per insegnare. L\u2019arte \u00e8 una cosa che succede e che d\u00e0 voce a quello che succede l\u00e0 fuori. In certi fortunati casi quello che c\u2019\u00e8 l\u00e0 fuori lo vede prima di altri. Ma non pu\u00f2 rendere alcolista un ragazzo, o tossicodipendente, o dissoluto. Io ho amato molto la musica e i libri di Jim Carroll senza essere mai stato e senza mai diventare dipendente da droghe. C\u2019\u00e8 un equivoco piuttosto buffo in tutto questo, un equivoco di cui ricordo che soffrivo quando i miei giudicavano i miei dischi e nel quale ora stiamo cadendo anche noi nei confronti dei pi\u00f9 giovani. Un equivoco fra livelli di significato, per cui ci allarmiamo quando un ragazzo si identifica con certi contenuti che riteniamo pericolosi: ma da sempre il fascino dell\u2019artista \u201cmaledetto\u201d non sta tanto nelle sostanze che si mette in corpo, quanto nel suo modo di valorizzare e dare senso a un disagio, a una paura, a un senso di esclusione. Come noi che ascoltavamo Tom Waits, chi ascolta Sfera (e per favore, \u00e8 chiaro a chiunque abbia voglia di capirlo che non sto facendo nessun confronto fra i due) non si immedesima tanto nella quantit\u00e0 di bottiglie di vino bevute o di amplessi consumati, quanto nella percezione di s\u00e9 come pi\u00f9 o meno profondamente, pi\u00f9 o meno irreversibilmente, distante ed altro dalla realt\u00e0 di chi ha voce in capitolo. Che poi qualcuno dia voce a quel senso di estraneit\u00e0 attraverso l\u2019alcol o le droghe o il sesso spinto e pericoloso, \u00e8 una questione che viene ben prima di Sfera, e che verosimilmente riguarda tanti cos\u00ec come riguarda lui. Credo che dovremmo serenamente prendere atto del fatto che quell\u2019universo esiste. Che fuori dalla porta di casa nostra esistono dolori che trovano quel modo di manifestarsi, che a poca distanza da noi scorrono alcol e vomito. Oppure l\u2019alternativa \u00e8 scacciare lontano chi ci porta quel mondo al di qua della soglia di casa. Certo, credo che abbia ragione anche un amico Facebook in una sua nota: attenzione a dire \u201c\u00e8 sempre stato cos\u00ec, \u00e8 una cosa vecchia\u201d, perch\u00e9 si perde di vista la specificit\u00e0 di questo fenomeno del quale, se non possiamo dire qualcosa a proposito dello spessore artistico, certo anche dai fatti di questi giorni possiamo dire che riguarda una questione culturale e generazionale non esigua.Non \u00e8 la stessa cosa dei Sex Pistols, per dire. Se non nasce dal niente \u2014 nel senso che droga, sesso, misoginia, omofobia, non sono nuove nelle canzoni e non sono nuove nell\u2019espressione artistica, da assai prima anche del rock and roll \u2014 certamente, diciamolo, si presenta con un contorno particolarmente urticante anche per chi con quelle musiche ci \u00e8 cresciuto.Ho visto un video di Red Ronnie particolarmente istruttivo al riguardo. Ora, se vi ricordate come mi ricordo io che Red Ronnie \u00e8 nato giornalisticamente col punk e non con coi tour di \u201cViva la Gente\u201d, fa ancora pi\u00f9 impressione la sua presa di posizione. Ma in particolare, a un certo punto, stigmatizza l\u2019apparizione di Sfera sul palco con due Rolex ai polsi come \u201cuno schiaffo alla miseria\u201d. Dunque prendiamo atto che esibire un Rolex in pubblico \u00e8 uno schiaffo alla miseria. Ma siccome n\u00e9 il Rolex, n\u00e9 la miseria le ha inventate Sfera, dobbiamo metterci d\u2019accordo su un dettaglio: non dovrebbe essere lui il nostro bersaglio, ma quello che mette in scena, e che precede di parecchio persino la sua nascita. Ecco, questo mi pare l\u2019elemento disturbante che si aggiunge all\u2019esibizionismo sessista dei testi di questi ragazzi: l\u2019esibizione di uno status dal quale erano ovviamente esclusi e il modo in cui lo sbattono in faccia allo spettatore dicendo: ora ce l\u2019ho anch\u2019io. Il Rolex. E le stanze d\u2019albergo. E le donne pi\u00f9 disponbili. Due per volta, persino. \u00c8 ingenuo leggere i Rolex di Sfera come una esibizione del \u201csuo\u201d lusso, di segni e feticci \u201csuoi\u201d. \u00c8 evidente che quello sfoggio rimanda a idoli di cui si appropria e che svuota completamente del senso originario. Da oggi puoi essere un milionario col Rolex, ma hai l\u2019orologio di Sfera Ebbasta.Come nei tanti e diversi microcontesti delle famiglie, l\u2019adolescente restituisce deformata l\u2019immagine di quello che ha intorno. E come in quei contesti, gli adulti lo guardano come il paziente, lo strano, il diverso. Allora, detto in altro modo, quello che sto descrivendo \u00e8 n\u00e9 pi\u00f9 e n\u00e9 meno un processo di creazione del capro espiatorio. Un personaggio di cui i pi\u00f9 non conoscevano l\u2019esistenza fino all\u2019altro ieri \u00e8 diventato il simbolo e il colpevole del vuoto di una generazione. Per il sollievo di chi cade dal pero e domanda: ma che, le canzoni degli adolescenti parlano pure di droga?? Un capro espiatorio, attenzione, che si offre intenzionalmente per quel ruolo. Se un elemento che pesa sulla scelta del capro espiatorio \u00e8 spesso il fatto di essere esteticamente \u201caltro\u201d o addirittura ripugnante (non in assoluto: secondo i canoni di un certo contesto), il modo in cui i ragazzi della trap si conciano e in cui si disegnano la pelle ci fa domandare quale tipo di orrore della non-esistenza porti a cercare di rendersi visibile come il pi\u00f9 brutto del reame. Ma non \u00e8 tutto. Come notava Costanza, gli adolescenti ci guardano e ci ascoltano mentre dibattiamo di loro e di tutte queste cose. E non sono sicuro che quello a cui hanno assistito in questi giorni sia particolarmente edificante. Per \u201cadolescenza\u201d intendiamo, pi\u00f9 o meno convenzionalmente, una fase della vita in cui si concentrano una serie di eventi evolutivi complicati. Complicati per chi li vive e complicati per chi si aggira nei paraggi. Non sempre nella stessa misura, non sempre con le stesse modalit\u00e0, ma insomma non \u00e8 il paradiso. \u00c8 una fase che identifichiamo per convenzione, dicevo, ma la convenzione si basa su un dato ricorrente e di natura prima di tutto biologica. E per\u00f2, come in tanti altri casi, la biologia esiste dentro un contesto culturale e dentro una rete di conversazioni. Conversazioni \u2014 da quelle informali a quelle \u201cesperte\u201d \u2014 che descrivono gli adolescenti come esseri incomprensibili che ascoltano musica orrenda e che sono governati dagli ormoni e da moti irrazionali. E io credo che, in questo momento disgraziato, mentre deploravamo il cinismo di certi adulti che sfruttano la loro presunta debolezza, ancora una volta non abbiamo rinunciato all\u2019occasione di renderli oggetto senza voce dei nostri discorsi. Li abbiamo dipinti come degli scemi eterodiretti che ascoltano musica deplorevole. Abbiamo giudicato una parte del loro mondo sul quale non abbiamo provato nemmeno a fare una domanda. Abbiamo arbitrariamente giudicato il loro linguaggio e le loro vite sulla base del nostro linguaggio e delle nostre vite. Ecco, fatti come questo approfondiscono ancora di pi\u00f9 il solco fra gli adulti e i ragazzi. Quel mondo incomprensibile e a volte odioso che raccontiamo quando parliamo di adolescenti, lo costruiamo in parte anche attraverso queste conversazioni. Il solco fra adulti e giovani \u00e8 quella cosa che si allarga quando parliamo del solco fra gli adulti e i giovani, e quando pretendiamo di parlarne sempre dal nostro punto di vista di soggetti e rendendo loro oggetti raccontati da noi. Crediamo di descrivere la realt\u00e0 e invece la facciamo.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Psicoterapia (e altre metafore)\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-12-18T21:02:37+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-03-22T17:59:48+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sferaeb.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"800\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"533\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Massimo Giuliani\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Massimo Giuliani\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/\"},\"author\":{\"name\":\"Massimo Giuliani\",\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/#\/schema\/person\/96a7c25951bd3e6361e04bef144dd920\"},\"headline\":\"Musica trap e capri espiatori\",\"datePublished\":\"2018-12-18T21:02:37+00:00\",\"dateModified\":\"2025-03-22T17:59:48+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/\"},\"wordCount\":2294,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/#\/schema\/person\/96a7c25951bd3e6361e04bef144dd920\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sferaeb.jpg?fit=800%2C533&ssl=1\",\"keywords\":[\"capro espiatorio\",\"comunicazione\",\"media\",\"musica\",\"trap\"],\"articleSection\":[\"Societ\u00e0\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/\",\"url\":\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2018\/12\/18\/musica-trap-e-capri-espiatori\/\",\"name\":\"Musica trap e capri espiatori - 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Ho voluto dire la mia su un aspetto del dibattito dei giorni successivi che mi sembrava tragicamente fuori fuoco: non solo rispetto alla disgrazia immane che aveva prodotto sei vittime, ma anche rispetto a un&#8217;analisi ragionevole dei fenomeni dell&#8217;aggregazione giovanile di questi anni.Quella nota \u00e8\u00a0stata molto condivisa, anche da parecchi colleghi: questo mi ha convinto a riproporla anche qui, in un contesto che dovrebbe essere di riflessione sui temi delle relazioni. A proposito della vicenda disgraziata di Ancona ho assistito a un dibattito che mescolava molti argomenti. Dibattito che \u00e8 iniziato quando, come al solito, non si sapeva ancora bene cosa fosse successo a monte della morte di alcune persone in una discoteca. Dal Sole 24Ore apprendo che la notizia della vendita di biglietti di molto eccedenti la capienza della sala \u00e8 nata dal fatto che un genitore ha dichiarato di avere il numero 1350: ma che i biglietti effettivamente staccati \u2014 magari in prevendite differenti \u2014 avessero una numerazione consecutiva potrebbe essere un\u2019interpretazione ingenua dei fatti del primo che ha raccolto la testimonianza. Ma mi pare che su questo non ci sia alcuna certezza e, se non \u00e8 emerso nel frattempo qualcosa che ancora non so, quella della prevendita eccessiva \u00e8 al massimo un\u2019ipotesi non verificata. Tutto quello che mi pare di aver capito \u00e8 che nella calca qualcuno ha tirato fuori dello spray irritante, ma non a scopo difensivo, e che il panico ha fatto il resto. Si sa ben poco, e forse c\u2019\u00e8 poco da sapere: forse la tragedia si \u00e8 innescata per un singolo comportamento stupido, giacch\u00e9 spesso la stupidit\u00e0 ha conseguenze moltiplicate per un milione. Ma siccome non c\u2019\u00e8 fatto di cronaca che non abbia il suo bel cattivo da mettere in croce, stavolta il cattivo era servito su un piatto d\u2019argento, l\u2019unico che avesse una faccia (e che faccia, peraltro!). Del cattivo ha tutti i tratti. Che non fosse nemmeno presente sul luogo della tragedia \u00e8 irrilevante, tanto che l\u2019occasione finita in tragedia \u00e8 stata raccontata al principio come un suo \u201cconcerto\u201d. Invece anche qui le informazioni si imbrogliano: di sicuro non c\u2019era nessun concerto, ma una semplice apparizione di un personaggio celebre (come un tempo andava di moda con i tizi del Grande Fratello), annunciato da giorni, nel mezzo di una serata in discoteca. Ma quello che abbiamo capito \u00e8 che Sfera, all\u2019ora in cui sarebbe dovuto apparire, in realt\u00e0 stava apparendo in un altro locale a cento chilometri di distanza da quello. E anche qui le informazioni si fanno incerte: il cantante aveva giocato sporco e aveva preso due impegni non conciliabili, costringendo alle ore piccole centinaia di minorenni? Oppure \u00e8 l\u2019organizzatore ad aver giocato sporco e ad aver promesso quello che non poteva mantenere? La cosa di cui si \u00e8 parlato di pi\u00f9, perch\u00e9 la sappiamo come certa, non ha un legame diretto con la tragedia di Corinaldo: il fatto che Sfera scriva testi odiosi e sessisti. Nel corto circuito dell\u2019indignazione, questo dato \u00e8 stato in qualche modo collegato alle vittime, diventando perlomeno una concausa della disgrazia. Prima di iniziare ad argomentare (\u00e8 avvilente dover fare questa premessa, ma siamo persone di mondo e sappiamo come poi va a finire), annuncio che non risponder\u00f2 cortesemente a chi volesse accusarmi di simpatia per la visione del mondo del cantante in questione. Al primo momento mi ha colpito l\u2019apparente ingenuit\u00e0 di quanti, commentando un testo di Sfera, hanno manifestato il loro sdegno per il fatto che gli adolescenti ricevano in pasto cose che parlano in modo piuttosto efferato di sesso e droga. Sembrava che fossero spariti dalla storia Lou Reed, Jim Carroll, met\u00e0 del punk, un quarto del blues e non so quante tonnellate di dischi assortiti, e che un cantante italiano, sconosciuto fino a un attimo prima, si fosse inventato un genere infarcendo di vizi e depravazioni varie i versi delle sue canzoni. Mi ha colpito anche l\u2019argomento, smaccatamente off topic ma ugualmente insistente, che i brani di Sfera siano di qualit\u00e0 musicale irrisoria. Che la musica \u201cdi quando eravamo giovani noi\u201d sia indiscutibilmente migliore \u00e8 argomento che nemmeno si discute. Si usa da generazioni ed \u00e8 vero per definizione. I miei genitori ritenevano che Gino Latilla fosse meglio di Bennato, io faccio confronti simili con i cantautori \u201cindie\u201d che sento dagli altoparlanti delle mie figlie, e penso che con la prossima generazione la storia andr\u00e0 avanti uguale, e che fosse cos\u00ec anche prima dei miei genitori. Ma io vorrei tenere fuori dalla discussione questo argomento. Ho un\u2019et\u00e0 che mi fa dire serenamente che le canzoni trap fanno riferimento a un linguaggio e a una estetica che non sono i miei: e giudicare un linguaggio secondo le regole del mio linguaggio \u00e8 scorretto. Anzi, rivendico il diritto di astenermi da qualunque giudizio artistico su questi cantanti. Nemmeno conosco bene quello che fa Sfera, se non per aver letto e ascoltato occasionalmente qualche suo testo. Qualcosa in pi\u00f9 saprei dire di un suo collega di genere musicale, Young Signorino, che mi \u00e8 capitato di ascoltare qualche volta di pi\u00f9 e del quale soprattutto ho guardato un\u2019intervista video. Mi ha dato l\u2019impressione di non essere uno scemo, tutt\u2019altro. Nell\u2019intervista raccontava del divorzio da un produttore che non condivideva certe sue scelte. Ne ho ricavato l\u2019idea di un circuito di ragazzi che in qualche modo si affidano a mentori senza storia e senza cultura \u2014 la cultura del genere musicale di cui si parla, o limitrofi \u2014, improvvisati e poco capaci di ascoltare. In quel video Signorino parlava del rapporto fallimentare coi genitori, e credo ne parlasse con lucida consapevolezza. Trovavo delle coincidenze fra quel rapporto fallito e quello col produttore. Da entrambi i rapporti si era allontanato perch\u00e9 sembrava \u2014 lo dico con le parole mie \u2014 non aver trovato uno spazio di accoglienza. Lo sentivo parlare della sua vita con un sentimento che non so definire diversamente che un dolore tranquillo. Tranquillo e consapevole. Anche lui con una quantit\u00e0 di tatuaggi mal fatti e caoticamente disposti nelle parti pi\u00f9 in vista del corpo. Ma questo commento non ha niente a che vedere con lo spessore artistico. Nella discussione di questi giorni peraltro, si intrecciano tanto da rendere impossibile sbrogliarli il giudizio estetico e quello morale. Si dice che i versi di Sfera non siano proprio educativi, anzi che siano evidentemente diseducativi. Ecco l\u2019argomento per cui l\u2019arte (e uso questa parola sapendo di scandalizzare qualcuno: ma mettiamoci dentro anche la cattiva arte, e anche quella pessima) debba avere una funzione pedagogica \u00e8 un argomento ingenuo. L\u2019arte non serve per insegnare. L\u2019arte \u00e8 una cosa che succede e che d\u00e0 voce a quello che succede l\u00e0 fuori. In certi fortunati casi quello che c\u2019\u00e8 l\u00e0 fuori lo vede prima di altri. Ma non pu\u00f2 rendere alcolista un ragazzo, o tossicodipendente, o dissoluto. Io ho amato molto la musica e i libri di Jim Carroll senza essere mai stato e senza mai diventare dipendente da droghe. C\u2019\u00e8 un equivoco piuttosto buffo in tutto questo, un equivoco di cui ricordo che soffrivo quando i miei giudicavano i miei dischi e nel quale ora stiamo cadendo anche noi nei confronti dei pi\u00f9 giovani. Un equivoco fra livelli di significato, per cui ci allarmiamo quando un ragazzo si identifica con certi contenuti che riteniamo pericolosi: ma da sempre il fascino dell\u2019artista \u201cmaledetto\u201d non sta tanto nelle sostanze che si mette in corpo, quanto nel suo modo di valorizzare e dare senso a un disagio, a una paura, a un senso di esclusione. Come noi che ascoltavamo Tom Waits, chi ascolta Sfera (e per favore, \u00e8 chiaro a chiunque abbia voglia di capirlo che non sto facendo nessun confronto fra i due) non si immedesima tanto nella quantit\u00e0 di bottiglie di vino bevute o di amplessi consumati, quanto nella percezione di s\u00e9 come pi\u00f9 o meno profondamente, pi\u00f9 o meno irreversibilmente, distante ed altro dalla realt\u00e0 di chi ha voce in capitolo. Che poi qualcuno dia voce a quel senso di estraneit\u00e0 attraverso l\u2019alcol o le droghe o il sesso spinto e pericoloso, \u00e8 una questione che viene ben prima di Sfera, e che verosimilmente riguarda tanti cos\u00ec come riguarda lui. Credo che dovremmo serenamente prendere atto del fatto che quell\u2019universo esiste. Che fuori dalla porta di casa nostra esistono dolori che trovano quel modo di manifestarsi, che a poca distanza da noi scorrono alcol e vomito. Oppure l\u2019alternativa \u00e8 scacciare lontano chi ci porta quel mondo al di qua della soglia di casa. Certo, credo che abbia ragione anche un amico Facebook in una sua nota: attenzione a dire \u201c\u00e8 sempre stato cos\u00ec, \u00e8 una cosa vecchia\u201d, perch\u00e9 si perde di vista la specificit\u00e0 di questo fenomeno del quale, se non possiamo dire qualcosa a proposito dello spessore artistico, certo anche dai fatti di questi giorni possiamo dire che riguarda una questione culturale e generazionale non esigua.Non \u00e8 la stessa cosa dei Sex Pistols, per dire. Se non nasce dal niente \u2014 nel senso che droga, sesso, misoginia, omofobia, non sono nuove nelle canzoni e non sono nuove nell\u2019espressione artistica, da assai prima anche del rock and roll \u2014 certamente, diciamolo, si presenta con un contorno particolarmente urticante anche per chi con quelle musiche ci \u00e8 cresciuto.Ho visto un video di Red Ronnie particolarmente istruttivo al riguardo. Ora, se vi ricordate come mi ricordo io che Red Ronnie \u00e8 nato giornalisticamente col punk e non con coi tour di \u201cViva la Gente\u201d, fa ancora pi\u00f9 impressione la sua presa di posizione. Ma in particolare, a un certo punto, stigmatizza l\u2019apparizione di Sfera sul palco con due Rolex ai polsi come \u201cuno schiaffo alla miseria\u201d. Dunque prendiamo atto che esibire un Rolex in pubblico \u00e8 uno schiaffo alla miseria. Ma siccome n\u00e9 il Rolex, n\u00e9 la miseria le ha inventate Sfera, dobbiamo metterci d\u2019accordo su un dettaglio: non dovrebbe essere lui il nostro bersaglio, ma quello che mette in scena, e che precede di parecchio persino la sua nascita. Ecco, questo mi pare l\u2019elemento disturbante che si aggiunge all\u2019esibizionismo sessista dei testi di questi ragazzi: l\u2019esibizione di uno status dal quale erano ovviamente esclusi e il modo in cui lo sbattono in faccia allo spettatore dicendo: ora ce l\u2019ho anch\u2019io. Il Rolex. E le stanze d\u2019albergo. E le donne pi\u00f9 disponbili. Due per volta, persino. \u00c8 ingenuo leggere i Rolex di Sfera come una esibizione del \u201csuo\u201d lusso, di segni e feticci \u201csuoi\u201d. \u00c8 evidente che quello sfoggio rimanda a idoli di cui si appropria e che svuota completamente del senso originario. Da oggi puoi essere un milionario col Rolex, ma hai l\u2019orologio di Sfera Ebbasta.Come nei tanti e diversi microcontesti delle famiglie, l\u2019adolescente restituisce deformata l\u2019immagine di quello che ha intorno. E come in quei contesti, gli adulti lo guardano come il paziente, lo strano, il diverso. Allora, detto in altro modo, quello che sto descrivendo \u00e8 n\u00e9 pi\u00f9 e n\u00e9 meno un processo di creazione del capro espiatorio. Un personaggio di cui i pi\u00f9 non conoscevano l\u2019esistenza fino all\u2019altro ieri \u00e8 diventato il simbolo e il colpevole del vuoto di una generazione. Per il sollievo di chi cade dal pero e domanda: ma che, le canzoni degli adolescenti parlano pure di droga?? Un capro espiatorio, attenzione, che si offre intenzionalmente per quel ruolo. Se un elemento che pesa sulla scelta del capro espiatorio \u00e8 spesso il fatto di essere esteticamente \u201caltro\u201d o addirittura ripugnante (non in assoluto: secondo i canoni di un certo contesto), il modo in cui i ragazzi della trap si conciano e in cui si disegnano la pelle ci fa domandare quale tipo di orrore della non-esistenza porti a cercare di rendersi visibile come il pi\u00f9 brutto del reame. Ma non \u00e8 tutto. Come notava Costanza, gli adolescenti ci guardano e ci ascoltano mentre dibattiamo di loro e di tutte queste cose. E non sono sicuro che quello a cui hanno assistito in questi giorni sia particolarmente edificante. Per \u201cadolescenza\u201d intendiamo, pi\u00f9 o meno convenzionalmente, una fase della vita in cui si concentrano una serie di eventi evolutivi complicati. Complicati per chi li vive e complicati per chi si aggira nei paraggi. Non sempre nella stessa misura, non sempre con le stesse modalit\u00e0, ma insomma non \u00e8 il paradiso. \u00c8 una fase che identifichiamo per convenzione, dicevo, ma la convenzione si basa su un dato ricorrente e di natura prima di tutto biologica. E per\u00f2, come in tanti altri casi, la biologia esiste dentro un contesto culturale e dentro una rete di conversazioni. Conversazioni \u2014 da quelle informali a quelle \u201cesperte\u201d \u2014 che descrivono gli adolescenti come esseri incomprensibili che ascoltano musica orrenda e che sono governati dagli ormoni e da moti irrazionali. E io credo che, in questo momento disgraziato, mentre deploravamo il cinismo di certi adulti che sfruttano la loro presunta debolezza, ancora una volta non abbiamo rinunciato all\u2019occasione di renderli oggetto senza voce dei nostri discorsi. Li abbiamo dipinti come degli scemi eterodiretti che ascoltano musica deplorevole. Abbiamo giudicato una parte del loro mondo sul quale non abbiamo provato nemmeno a fare una domanda. Abbiamo arbitrariamente giudicato il loro linguaggio e le loro vite sulla base del nostro linguaggio e delle nostre vite. Ecco, fatti come questo approfondiscono ancora di pi\u00f9 il solco fra gli adulti e i ragazzi. Quel mondo incomprensibile e a volte odioso che raccontiamo quando parliamo di adolescenti, lo costruiamo in parte anche attraverso queste conversazioni. Il solco fra adulti e giovani \u00e8 quella cosa che si allarga quando parliamo del solco fra gli adulti e i giovani, e quando pretendiamo di parlarne sempre dal nostro punto di vista di soggetti e rendendo loro oggetti raccontati da noi. 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