{"id":3072,"date":"2010-06-06T22:36:18","date_gmt":"2010-06-06T21:36:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/?p=3072"},"modified":"2025-03-07T14:34:50","modified_gmt":"2025-03-07T13:34:50","slug":"il-primo-terremoto-di-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2010\/06\/06\/il-primo-terremoto-di-internet\/","title":{"rendered":"Il primo terremoto di Internet"},"content":{"rendered":"<p><em>Grazie di cuore a <a href=\"http:\/\/explore.georgetown.edu\/people\/lb227\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Laura Benedetti<\/strong><\/a>, docente della Georgetown University di Washington, che ha reso possibile a L&#8217;Aquila &#8211;\u00a0il 4 e il 5 giugno 2010 &#8211;\u00a0il convegno <strong><a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/pdf\/dopo_la_caduta_flyer.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Dopo la caduta. Memoria e futuro&#8221;<\/a><\/strong>.<br \/>\nQuello che segue \u00e8 il testo del mio intervento, tenuto il pomeriggio di sabato 5 giugno (che\u00a0qui ricostruisco grazie agli appunti e alla memoria). Chi volesse, pu\u00f2 sfogliare la presentazione in Power Point qui di seguito. Grazie a tutti quelli che c&#8217;erano e a quelli che vorranno leggerlo.<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 1px solid #CCC; border-width: 1px; margin-bottom: 5px;\" src=\"\/\/www.slideshare.net\/slideshow\/embed_code\/key\/gopLeaCpitxgNU\" width=\"800\" height=\"600\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><span data-mce-type=\"bookmark\" style=\"display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;\" class=\"mce_SELRES_start\">\ufeff<\/span> <\/iframe><\/p>\n<div style=\"margin-bottom: 5px;\"><strong> <a title=\"L'Aquila: &quot;Il primo terremoto di internet&quot;\" href=\"\/\/www.slideshare.net\/massimoslide\/il-primo-terremoto-di-internet\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;Aquila: &#8220;Il primo terremoto di internet&#8221;<\/a> <\/strong> from <strong><a href=\"\/\/www.slideshare.net\/massimoslide\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Massimo Giuliani<\/a><\/strong><\/div>\n<p>Come ha detto chi mi ha presentato, sono psicologo; e in quanto tale, la mia materia sono le relazioni interpersonali; cos\u00ec mi interessa il modo in cui Internet, la grande rete \u201corizzontale\u201d, riconfigura le relazioni fra le persone e &#8211; privilegiando la dimensione orizzontale a quella verticale &#8211; fra esse e il potere: ad esempio, il potere di informare. Dal 6 aprile dell&#8217;anno scorso mi interessa dunque osservare il modo in cui il terremoto \u00e8 entrato in Internet, e il modo in cui Internet \u00e8 entrata nel terremoto.<br \/>\nDopo la sciagura, L\u2019Aquila \u00e8 diventata <strong>laboratorio<\/strong> di alcune rivoluzioni: parte di queste rumorose ed evidenti, altre pi\u00f9 <strong>silenziose<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>&#8211; Certamente la citt\u00e0 \u00e8 stata un laboratorio di un modello di intervento. Una tragedia sociale, culturale, identitaria \u00e8 stata ridotta a problema edilizio: gran parte della popolazione \u00e8 stata <strong>allontanata<\/strong> da casa per molti mesi (moltissimi sono tuttora lontani) per poter organizzare soluzioni quasi definitive che cambiano radicalmente e irreversibilmente il volto della citt\u00e0 e di un territorio.<\/p>\n<p>&#8211; Pi\u00f9 silenziosamente, \u00e8 stata il laboratorio di un nuovo vocabolario politico. Una rivoluzione discreta ma dall\u2019impatto importante. Le vecchie categorie di \u201cconsenso\u201d e \u201cdissenso\u201d hanno lasciato il posto a \u201cgratitudine\u201d e <strong>\u201cingratitudine\u201d<\/strong>, tanto da <a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/index.php\/2010\/05\/28\/il-dittatore-e-gli-ingrati-la-rivoluzione-discreta-delle-parole\/\">ribaltare<\/a> il rapporto fra cittadini e politica. Se la posizione dei cittadini \u00e8 connotata in senso morale, non sono pi\u00f9 soltanto questi che valutano e giudicano i politici, ma sempre pi\u00f9 spesso anche viceversa.<\/p>\n<p>&#8211; Infine, L\u2019Aquila si \u00e8 trovata al centro di una rivoluzione importante, alla quale sono stati dedicati alcuni titoli di giornali nelle prime ore (sul \u201cprimo terremoto di internet\u201d: sull\u2019informazione, sulle foto del terremoti, sugli appelli per gli sms da un euro&#8230;), ma di cui si \u00e8 ben presto rinunciato a valutare la portata, anche in termini di <strong>democrazia<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5641\" aria-describedby=\"caption-attachment-5641\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5641\" data-permalink=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/devita-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?fit=958%2C1442&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"958,1442\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"devita\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?fit=199%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?fit=680%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-5641\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?resize=450%2C677&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"677\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?w=958&amp;ssl=1 958w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?resize=680%2C1024&amp;ssl=1 680w, https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/devita.png?resize=768%2C1156&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5641\" class=\"wp-caption-text\">Sara De Vita, da &#8220;Macerie sulla pelle&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" class=\" \" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/c1.ac-images.myspacecdn.com\/images02\/97\/l_343368f82fe844b58a09026166d67608.jpg?w=300\" alt=\"\"  \/>Voglio illustrare questo passaggio con una foto scelta da una serie di scatti della fotografa romana <strong><a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/saradevita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sara De Vita<\/a><\/strong>, che \u00e8 stata anche lei protagonista di uno sguardo da internet su L\u2019Aquila: nei suoi scatti le fratture della terra sono in continuit\u00e0 con le fratture dell&#8217;anima, gli squarci dei muri con gli squarci <strong>autobiografici<\/strong>. E anche la Rete, essendo il luogo delle connessioni (quando navighiamo mettiamo in connessione dei testi; e per farlo dobbiamo saltare al di l\u00e0 di distanze e separazioni fra storie e testi) lo \u00e8 anche delle discontinuit\u00e0; delle continuit\u00e0 come delle fratture. Forse anche per questo \u00e8 diventata il luogo ideale per raccontare il terremoto.<br \/>\nDa parecchio tempo penso a L\u2019Aquila come a una citt\u00e0 ipertestuale. L\u2019Aquila \u00e8 stata disegnata anche dai terremoti, dalle sue fratture. L\u2019impressione che avevo sin da bambino nell\u2019entrare nella Basilica di <strong>S. Maria di Collemaggio<\/strong>, met\u00e0 tardomedievale, met\u00e0 barocca, era che in quella frattura c\u2019era il link fra due storie, fra due mondi.<\/p>\n<p>Una donna che vedo nel mio studio mi ha detto giorni fa, verso il termine di un periodo trascorso a conversare con me della sua vita: \u201cho deciso che voglio trovare un\u2019estetica della <strong>cicatrice<\/strong>\u201d. Le persone cercano spesso un modo di cancellare le cicatrici, e con esse il ricordo di una ferita. L\u2019Aquila nella sua storia ha trovato un\u2019estetica della cicatrice, ha dato un senso alle proprie fratture e a volte \u00e8 riuscita a farne la cifra della sua bellezza.<br \/>\nForse per questo L\u2019Aquila \u00e8 Internet si sono capite da subito. Si sono riconosciute.<\/p>\n<p>Da allora per molti mesi i <strong>blog<\/strong> sono diventati una rete informativa che racconta il terremoto dall\u2019interno.<\/p>\n<p>Quando il paese non capiva la reale portata dell\u2019accaduto, perch\u00e9 non capiva la peculiarit\u00e0 di una citt\u00e0 come L\u2019Aquila, con un centro storico abitato e vissuto, con centinaia di ettari di arte che andavano in polvere, quando c\u2019era da rendere conto delle differenze dei punti di vista sul <strong>G8<\/strong> a L\u2019Aquila, la rete suppliva all&#8217;incomprensione dei media con una narrazione quotidiana e da dentro degli eventi dal 6 aprile in poi. Questo grazie a persone che hanno avvertito come un proprio <strong>dovere<\/strong> quello di scrivere la loro verit\u00e0: il dovere di testimoniare voci che rischiavano di restare marginalizzate. E grazie alla rete e ai social network che &#8211; diversamente, ad esempio, dalla tv &#8211; favoriscono una comunicazione bidirezionale e \u201cda molti a molti\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la rete \u00e8 stata insostituibile nel garantire una informazione <strong>alternativa<\/strong> a quella che arrivava dai grandi mezzi di comunicazione; nel conservare in qualche modo, mentre la gente veniva\u00a0sparpagliata lontano dalla propria\u00a0terra, la <strong>coesione<\/strong> di alcune fasce della popolazione (per lo meno, quelle pi\u00f9 avvezze all&#8217;uso del computer); nel permettere a tanti di coordinare tavoli di discussione virtuali e <strong>iniziative di partecipazione <\/strong>che mai, data la condizione di disgregazione dele comunit\u00e0, sarebbero state possibili senza Internet. Ma non \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>Tutte queste voci, insieme, hanno scritto &#8211; scrivono tutti i giorni &#8211; una <strong>narrazione collettiva<\/strong>: ma per far emergere questa voce collettiva c\u2019\u00e8 bisogno dell\u2019intervento umano, un intervento creativo.<br \/>\nCome quello del collettivo di <strong>\u201cAnimammersa\u201d<\/strong>: dalle narrazioni on line, insieme a materiale originale e altro tradizionale, nascono uno spettacolo e un cd. \u201cAnimammersa\u201d \u00e8 un esempio di narrazione collettiva, di aggregazione di punti di vista e storie per far emergere una storia polifonica sulla citt\u00e0 e sul terremoto. Internet e la musica popolare si incontrano nella loro comune vocazione a raccontare la realt\u00e0 da dentro, dalla voce di chi c\u2019era, senza chiedere il permesso, come dicevo <a href=\"http:\/\/www.ibridamenti.com\/prima-pagina\/2010\/02\/animammersa-sette-secoli-e-ventidue-secondi-lettere-da-laquila\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Mi interessa dunque approfondire\u00a0il tema dell&#8217;<strong>intelligenza collettiva<\/strong> che emerge da questa storia raccontata in rete.<br \/>\nPer farlo, mi appoggio al pensiero di <a href=\"http:\/\/www.mediamente.rai.it\/home\/bibliote\/intervis\/l\/levy.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Pierre L\u00e9vy<\/strong><\/a> (1994), un filosofo che ha contribuito in misura notevole a spiegarci il virtuale e la rete.<\/p>\n<figure style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.ibridamenti.com\/dalla-rete\/2009\/07\/di-status-in-status-il-terremoto-versione-facebook-controinformazione1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" \" style=\"border: 1px solid black;\" title=\"Da Ibridamenti.com\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/img\/distatus.jpg?resize=450%2C320&#038;ssl=1\" alt=\"Da Ibridamenti.com\" width=\"450\" height=\"320\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Da Ibridamenti.com<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un collettivo \u00e8 un <strong>&#8220;noi&#8221;<\/strong>: e un problema di difficile soluzione per la filosofia politica \u00e8 a quali condizioni si possa dire \u201cnoi\u201d a pieno diritto e cosa si perda dicendo &#8220;noi&#8221;.<br \/>\nPerch\u00e9 il prezzo del dire \u201cnoi\u201d \u00e8 quello di rinunciare alla ricchezza delle sfumature, di mascherare le differenze, di non tener conto dell\u2019unicit\u00e0 di ciascuna persona.<br \/>\nDunque, la sfida per un collettivo che possa legittimamente dire \u201cnoi\u201d \u00e8 quella di rispettare le differenze al proprio interno, di non sovrastare l\u2019identit\u00e0 e il punto di vista dei singoli in nome del collettivo stesso, di una parola d\u2019ordine.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di OUT Facebook di <strong><a href=\"http:\/\/www.ibridamenti.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ibridamenti<\/a><\/strong> vuole far emergere una intelligenza collettiva attraverso l&#8217;aggregazione del flusso delle informazioni contenuto negli <em>status<\/em> di Facebook. Clicca per leggere &#8220;Il terremoto versione Facebook&#8221; su <a href=\"http:\/\/www.ibridamenti.com\/dalla-rete\/2009\/07\/di-status-in-status-il-terremoto-versione-facebook-controinformazione1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ibridamenti<\/a> o su <a href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/index.php\/2009\/07\/01\/out-facebook-laquila-il-terremoto-raccontato-dagli-status-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo blog<\/a>.<\/p>\n<blockquote><p>Fino ad oggi il \u201cmediatore\u201d del gruppo\u00a0era un soggetto che il suo ruolo ha posto in una condizione di <strong>\u201csuperuomo\u201d<\/strong>. Un re, un <strong>capo di stato<\/strong>, un divo, un eroe.<br \/>\n\u201cNell\u2019agor\u00e0 virtuale il mediatore \u00e8 uno strumento elettronico nelle mani di migliaia di persone. Questo genere di <strong>democrazia<\/strong> \u00e8 un gioco dove vincono i pi\u00f9 collaborativi, quelli che sanno mettersi in <strong>ascolto<\/strong> e produrre narrazioni che abbiano senso per gli altri, non quelli pi\u00f9 abili a imporre il loro punto di vista, a impadronirsi del potere e a inquadrare masse anonime in categorie molari\u201d (Pierre L\u00e9vy).<\/p><\/blockquote>\n<p>Il <strong>\u201cnoi\u201d<\/strong> che emerge dalla narrazione collettiva del sisma \u00e8 un \u201cnoi\u201d che non rinuncia alle differenze e alle peculiarit\u00e0 dei singoli: la forza di questa narrazione collettiva viene dal fatto che ciascuna delle singole voci ha un nome, un cognome, una <strong>faccia<\/strong>, una storia.<\/p>\n<p>In conclusione, vorrei raccontare una storia. \u00c8 una storia antica, in realt\u00e0. Viene da <strong>Genesi<\/strong> XVIII e XIX, a cui Pierre L\u00e9vy d\u00e0 una interessante interpretazione, come dire?, laica.<br \/>\nDio vuole distruggere <strong>Sodoma<\/strong>, divenuta insieme a Gomorra simbolo di dissolutezza e violenza.<br \/>\nAbramo tratta col Signore la salvezza della citt\u00e0. Cos\u00ec gli domanda \u201cse ci saranno soltanto cinquanta giusti in citt\u00e0, la distruggerai?\u201d.<br \/>\nE lui: \u201cno, per cinquanta giusti perdoner\u00f2 tutta la citt\u00e0\u201d.<br \/>\nAbramo capisce che c\u2019\u00e8 margine di trattativa: \u201ce per quaranta?\u201d<br \/>\n\u201cNon la distrugger\u00f2 per riguardo a quei quaranta\u201d.<br \/>\nAbramo incalza: \u201cscusa se ho l\u2019ardire di insistere, ma per trenta giusti?\u201d. \u201cAnche trenta\u201d.<br \/>\nLa trattativa continua fino a venti, e poi dieci. Anche l\u00ec il Signore accetta: \u201cnon la distrugger\u00f2 per riguardo a quei dieci\u201d.<br \/>\nQui succede una cosa importante, che fa dire a L\u00e9vy che quel giorno a Sodoma nasce l\u2019idea di <strong>intelligenza collettiva<\/strong>: \u00e8 interessante che la storia dell\u2019intelligenza collettiva cominci proprio con una citt\u00e0 da salvare dalla <strong>distruzione<\/strong>!<br \/>\nSebbene Abramo sappia che Dio \u00e8 in giornata buona, sebbene\u00a0abbia capito che vuole stare al suo gioco,\u00a0decide di non scendere oltre il numero di <strong>dieci<\/strong>: perch\u00e9 dieci, spiega L\u00e9vy, \u00e8 un <strong>collettivo<\/strong>. Non cinque, non tre. Su tre uomini, prima o poi uno spicca e diventa famoso: ma dieci \u00e8 l\u2019inizio di un collettivo!<br \/>\nSolo un collettivo salver\u00e0 la citt\u00e0 dalla distruzione. Cos\u2019\u00e8 un collettivo? \u00c8 un gruppo di persone che ascoltano e si ascoltano, che lavorano lontano dai riflettori con la mente rivolta alla comunit\u00e0. Dove tutti sono importanti allo stesso modo e nessuno lavora per una <strong>gloria<\/strong> personale.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.massimogiuliani.it\/img\/lot.jpg?resize=450%2C343&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"343\" \/>Poi, nonostante la fatica di Abramo, la situazione precipita.<br \/>\nDue <strong>angeli<\/strong> vanno in visita a Sodoma (i giusti non li trovi sui giornali; non sfilano fra ali di folla festante seguti dalle telecamere: devi andare a cercarli l\u00ec dove vivono e lavorano). Lot li ospita in casa sua e li rifocilla, ma nella notte un gruppo di cittadini va a casa di Lot e gli intima di consegnargli gli stranieri: vogliono abusarne. In tutti i modi Lot cerca di dissuadere i concittadini, propone loro persino di prendersi le sue figlie al posto degli ospiti!<br \/>\nSodoma non si salva. Ne pu\u00f2 aver combinate di tutti i colori, ma il peccato che infine la condanna \u00e8 di aver rifiutato l\u2019<strong>ospitalit\u00e0<\/strong> agli stranieri, ai diversi.<br \/>\nCos\u00ec Lot e la sua famiglia \u2013 la moglie, le figlie, i generi \u2013 possono solo cercare scampo nella fuga. Come arrivano a Zoar, su Sodoma si scatena la pioggia di fuoco e zolfo. E l\u00ec la moglie di Lot <strong>si volta<\/strong> a guardare. Subito dopo viene tramutata in una statua di sale.<\/p>\n<p>Allora, se dovessi fare un augurio a L\u2019Aquila, il mio sarebbe un augurio triplice:<br \/>\n&#8211; di essere una citt\u00e0 <strong>intelligente<\/strong>, che confida nella sua intelligenza collettiva pi\u00f9 che nell\u2019intervento di un \u201csuperuomo\u201d;<br \/>\n&#8211; che questa intelligenza la aiuti ad essere una citt\u00e0 <strong>ospitale<\/strong>: verso l\u2019altro, lo straniero, certo, ma anche verso il nuovo: verso la cognizione che, qualunque cosa questa citt\u00e0 sar\u00e0, sar\u00e0 anche un\u2019altra cosa da prima;<br \/>\n&#8211; di avere il coraggio di non <strong>voltarsi indietro<\/strong> come fece la moglie di Lot. Di conservare, certo,\u00a0la memoria della citt\u00e0 di prima &#8211; com&#8217;era e dov&#8217;era &#8211; per farne una mappa per quella prossima ventura: ma di avere il coraggio e l\u2019immaginazione per cominciare a sognare la citt\u00e0 futura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie di cuore a Laura Benedetti, docente della Georgetown University di Washington, che ha reso possibile a L&#8217;Aquila &#8211;\u00a0il 4 e il 5 giugno 2010 &#8211;\u00a0il convegno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5647,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_awef_post_faq_schema":[],"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[262,4,16,12],"tags":[39,88,100,135,158,160],"class_list":["post-3072","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicazione-media","category-dialoghi","category-luoghi","category-web","tag-blog","tag-ibridamenti","tag-laquila","tag-pierre-levy","tag-social-network","tag-terremoto"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il primo terremoto di Internet - Psicoterapia (e altre metafore)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.massimogiuliani.it\/blog\/2010\/06\/06\/il-primo-terremoto-di-internet\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il primo terremoto di Internet - Psicoterapia (e altre metafore)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Grazie di cuore a Laura Benedetti, docente della Georgetown University di Washington, che ha reso possibile a L&#8217;Aquila &#8211;\u00a0il 4 e il 5 giugno 2010 &#8211;\u00a0il convegno &#8220;Dopo la caduta. 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