Ipertesti Gli articoli del sito di Massimo Giuliani

Il tango delle metafore

01.16.2009 · Posted in Dialoghi

Succede in rete. Ho conosciuto Anna Maria Alonge, appassionata di tango argentino che ha fondato un’associazione culturale e un gruppo di tango all’interno del dopolavoro aziendale, organizza scuole ed eventi, balla tango da 3 anni e mezzo, ha fatto lezioni con oltre 25 coppie di maestri.

Anna: Ti propongo una riflessione sul tango come strumento di relazione. È un’ottimo strumento perché aiuta a stare sia con sé che con l’altro, in senso generico e in senso specifico.

M.G.: Cioè? Mi incuriosisce quello che dici, fammi capire meglio!

Anna: Le mie sono riflessioni sono nate dall’insegnamento ricevuto sul tango dai maestri argentini e dalla pratica del tango argentino.
Non è un caso che si stia sviluppando tantissimo in questo momento storico dove c’è molta difficoltà a tenere le relazioni soprattutto uomo/donna e non solo. È  una scuola di relazione in tutti i sensi. Ti faccio qualche esempio: nella coppia che balla tango entrambe le figure sono importanti, ognuna con la sua specificità. Non ce n’è una superiore all’altra. Il rispetto reciproco e l’armonia nei movimenti sono essenziali.
Poi ognuno deve stare sul proprio asse per poter mantenere l’equilibrio della coppia, altrimenti si cade. Non bisogna appendersi all’altro; è molto importante l’abbraccio sia nella modalità fisica (il come) ma anche nei contenuti (il cosa passi all’altro in questo contatto fisico); c’è un profondo rispetto nei comportamenti e una dellicatezza di fondo nei modi di approcciarsi all’altro, bisogna essere fieri di sé anche nella postura e non accettare prevaricazioni dall’altro, che non ti deve costringere a posizioni scomode eccetera.
Spero di averti dato qualche spunto di per approfondire.

M.G.: Ma allora il tango è una miniera di metafore terapeutiche! Sai che le metafore sono il nostro pane quotidiano e il nostro lavoro, in fin dei conti, è una continua ricerca di metafore.

Anna: aggiungo che l’abbraccio è una forma di accoglienza totale e di affidamento all’altro nei tre minuti del ballo. Finito quello ognuno torna su di sé, mantenendo le emozioni provate.
È importante l’encuentro… ma nel tango ci sta anche il disencuentro che verrà sicuramente dopo e va bene che ci sia: perché consente di ritornare a sé.
Per non dire dell’invito, ad esempio, è una cosa bellissima. E la cortina, e il saluto iniziale e finale. E il senso di comunità del gruppo tanghero, la comunità ma anche l’individualità. È un pecorso di crescita individuale.

M.G.: Aspetta, aspetta… in che senso parli di “percorso di crescita individuale”? E poi, nel tango quello che emerge è il “prodotto” dei due individui? O sono questi il prodotto della danza, della relazione? Non so se è chiara la domanda e se ha senso per te…

Anna: Il senso di quello che volevo dire è questo. Attraverso la conoscenza del tango e dell’altro o degli altri con cui si balla si conosce meglio sé stessi e gli altri. Ciò in quanto ci si confronta necessariamente con tante persone su una cosa delicata come il tango che presuppone una forte messa in relazione.
Questa relazione continua e sempre diversa ci fa mettere in evidenza tutti i nostri punti forti e i punti deboli, che però cerchiamo di superare costantemente per raggiungere l’obiettivo di imparare meglio e poter stare meglio con gli altri.
Questo sostanzialmente fa crescere l’individuo ma anche il gruppo cui appartiene (scuola o associazione che sia). Ci si riconosce in una comunità ma mantenendo una forte individualità.
Spero di essermi spiegata. Il tango ha un forte valore terapeutico, aiuta ad accrescere l’autostima e la consapevolezza di sé nel mondo delle relazioni.
Mi viene in mente Husserl (se non ricordo male). Parlava di intersoggettività: come dire che noi non possiamo conoscere noi stessi senza lo specchio dell’altro.
Ecco, nel tango succede questo. L’altro è costantemente il nostro specchio. Poi dobbiamo evidentemente depurare quello che l’altro ci rimanda di ciò che appartiene solo a lui, ma comunque lui ci rimanda delle cose di noi e se siamo disponibili ad accoglierle queste ci aiutano a conoscerci meglio.
Il tango è poi il prodotto comune della relazione. E per quanto riguarda la relazione io opterei per dire che è il prodotto di un incontro di due o più individualità.
Se vuoi approfondire e farti un’idea direttamente dovresti provare ad andare una sera in una milonga e osservare quello che succede. Oppure provare a prendere tu qualche lezione oppure… vieni alla nostra vacanza in Sicilia a Pasqua.

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