Sono nato a L’Aquila nel 1963.
Ho compiuto studi classici e mi sono laureato all’Università di Roma “La Sapienza” nel 1989 in Psicologia, indirizzo applicativo.
Ritengo importanti alcuni incontri che ho fatto ai tempi dell’Università. Su tutti vorrei ricordare quello col Prof. Maurizio Andolfi, al quale non sarò mai abbastanza grato per avermi fatto leggere per la prima volta Gregory Bateson e per avermi fatto pensare alla Terapia della Famiglia come un’attività divertente e appassionante.
Di quei tempi è stato importante il mio incontro col Prof. Renzo Titone, con il quale ho svolto la tesi di laurea in Psicolinguistica, che mi ha contagiato con la sua grande passione per la ricerca e col suo amore per la materia. I mesi in cui ho condotto il lavoro che è
diventato la mia tesi di laurea sono stati impegnativi, ma mi ha sostenuto la sua grande cortesia e il grande rispetto che ha sempre avuto per la scienza e per chi lavorava accanto a lui. Forse è stato in quei mesi che ho deciso che avrei fatto questo mestiere. E quel lavoro condotto assieme al Prof. Titone, per quanto apparentemente distante dai miei interessi attuali, ritorna oggi nella mia attenzione agli aspetti testuali della psicoterapia.
In quegli anni coltivavo anche i miei interessi artistici: per una decina d’anni circa ho partecipato alla bella avventura delle radio private, conducendo in Abruzzo (dal 1979 al 1989) programmi specializzati di musica rock, jazz, folk, collaborando con riviste e quotidiani locali e realizzando con altri eroi una pubblicazione amatoriale che ebbe discreta fortuna finché durò il nastro della macchina da scrivere. Ho continuato a occuparmi di queste cose fino agli anni 90, attraverso la collaborazione con riviste specializzate, recensendo dischi e concerti fino a che il mio lavoro (l’altro) me lo ha
permesso. Ma anche oggi non ho abbandonato l’interesse per la musica, sebbene mi senta un ascoltatore curioso ma ormai poco sistematico. Ascolto tutto ciò che mi incuriosisce e ho una specie di fissazione: vale a dire che tra la psicoterapia e il suonare ci sono più punti di contatto che differenze. Ma questa è un’altra storia.
Nel frattempo sono venuto a vivere in Lombardia, dove ho messo su famiglia. Mi sono formato in Teoria e Clinica Sistemica al Centro Gregory Bateson dell’Ospedale Niguarda di Milano e nel frattempo ho seguito, a Brescia, una scuola triennale di Psicodiagnosi Psicoanalitica. Mi pareva importante conoscere anche quelle pratiche verso le quali non sentivo un’attrazione altrettanto immediata (in fondo Bateson ci aveva insegnato che senza differenza non c’è informazione…) e comprendere le categorie diagnostiche tradizionali. Molti degli Autori che amavo nel campo della Terapia della Famiglia venivano dalla Psicoanalisi, e io ho provato almeno a fare il cammino a ritroso. Avevo sentito Maurizio Andolfi dire che per prendere le distanze da qualcosa bisognava prima conoscerla, e aveva ragione.
In quegli anni ho comunque deciso di iniziare un’analisi. Ne ho scelta una di stampo psicosocioanalitico, per via della comune matrice batesoniana e dei comuni riferimenti al costruttivismo. Mi ha insegnato, fra le altre cose, che tra certe idee psicoanalitiche e certe idee sistemiche può esserci talvolta meno distanza che tra due modelli sistemici o tra due scuole psicoanalitiche.
Alla fine degli anni 90 sono tornato a
Milano per iscrivermi al Centro di Terapia della Famiglia di via Leopardi, allo scopo di conoscere più da vicino il lavoro di Luigi Boscolo e di Gianfranco Cecchin. Gli incontri che ho fatto in questa scuola hanno segnato credo in modo irreversibile il mio modo di lavorare e di pensare al mio lavoro: oltre ai maestri Boscolo e Cecchin, anche Paolo Bertrando, Pietro Barbetta, Massimo Schinco e molti altri hanno lasciato una traccia per la loro competenza e, ancora di più, per il coraggio intellettuale che dimostrano ogni giorno nel pensare cose nuove e renderle patrimonio comune di tanti professionisti.
Nello stesso periodo assistevo all’emergere della rete di Internet e allo sviluppo delle teorie ipertestuali: una grande fonte di ispirazione e riflessione sulle relazioni e sulla comunicazione, al punto da spingermi ad esplorare le diverse forme della scrittura on line e a dedicare parte del mio tempo alla formazione per Professionisti sulla comunicazione attraverso il web.
Da alcuni anni la rete e l’ipertesto – anche come metafora – costituiscono oggi il centro della mia riflessione sui possibili sviluppi della psicoterapia.
Note biografiche
Scritto da massimo giuliani




