Scritto da massimo giuliani on 21 luglio 2007
D: Quanto dura una consulenza sistemica?
R: Il primo o i primi due incontri hanno lo scopo di raccogliere informazioni e di costruire insieme un progetto di intervento.
Dopo questi colloqui preliminari, secondo le necessità che emergono, segue un’indicazione che può essere di un ciclo di sedute terapeutiche o di consulenza, di cui terapeuta e cliente (o coppia, o famiglia) definiscono durata e frequenza. L’intervallo tra le sedute sarà sufficientemente lungo da valorizzare le risorse di cambiamento del cliente. Dunque la terapia relazionale è spesso una terapia breve dal punto di vista del numero di sedute.
Scritto da massimo giuliani on 21 luglio 2007
D: Quanto può costare una consulenza o una terapia sistemica?
R: Proprio perché è possibile fare un progetto che preveda un numero massimo di sedute (v. qui), l’investimento necessario è chiaro sin dall’inizio. L’investimento (in termini di tempo ma anche di denaro) che il cliente sente di poter operare in un certo momento della sua vita è un dato importante: anche in base a quello è possibile definire obiettivi e tempi della consulenza.
Scritto da massimo giuliani on 21 luglio 2007
D: Per quali problemi è indicato l’approccio sistemico?
R: Il modello sistemico è indicato per affrontare, attraverso le relazioni importanti, problemi e “sintomi” che si manifestano come “individuali” – disturbi alimentari, sintomi psichiatrici e psicosomatici, problemi scolastici, blocchi evolutivi, sofferenza emotiva in genere – e problemi più specificamente “relazionali”: crisi di coppia, difficoltà nella relazione tra genitori e figli, problemi di comunicazione.
A seconda di chi richieda la consultazione, e in base alla valutazione che psicologo e cliente/i faranno, si decide a chi si rivolgerà la consulenza: all’individuo, alla coppia, alla famiglia.
Scritto da massimo giuliani on 21 luglio 2007
D: In cosa consiste il lavoro del terapeuta sistemico relazionale?
R: L’approccio sistemico mette al centro dell’attenzione – sia che ci si occupi di un problema della famiglia, della coppia, o dell’individuo – la rete di relazioni come risorsa principale delle persone e come cornice che spiega e dà senso a quanto accade loro. In quest’ottica è possibile, attraverso la narrazione e la conversazione, esplorare modi alternativi e creativi di affrontare un problema o una crisi evolutiva.
Nella seduta di consulenza o di terapia il professionista utilizza, a fianco della propria esperienza e delle proprie conoscenze, il contributo del cliente quale “esperto” della situazione che vive e del problema che sta affrontando. Il dialogo tra psicologo e cliente diventa così una “conversazione tra esperti”.
Scritto da massimo giuliani on 16 luglio 2007
“…noi scienziati sociali dovremmo stare molto attenti a tenere a bada la nostra smania di controllare quel mondo che comprendiamo in modo così imperfetto. Non si dovrebbe permettere a questa comprensione imperfetta di alimentare la nostra ansia e il nostro bisogno di controllo. I nostri studi si dovrebbero piuttosto ispirare a un più antico, sebbene oggi poco seguito, principio: la curiosità per il mondo di cui siamo parte.” (Gregory Bateson)
Il mio modo di lavorare fa riferimento al Modello Sistemico della Scuola di Milano, così come si configura dopo l’avvento di contributi quali il Costruttivismo, il Costruzionismo Sociale e l’Approccio Narrativo in terapia.
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