Animammersa su Ibridamenti

Prometto che è l’ultima cosa che scrivo su L’Aquila e sul terremoto.
Arriva un momento in cui certe vicende reclamano di tornare dentro i confini che spettano loro, per seguire percorsi necessari ma più segreti.
A quell’ultima cosa, però, ci tenevo.
Dalla scorsa estate sono legato da particolare affetto a uno spettacolo che non ho mai visto dal vivo ma di cui cerco le repliche televisive e i frammenti disponibili in rete e nel sito di Rainews 24.
Di recente ho (ri)incontrato una delle sue anime, Carlo Pelliccione, e ho avuto la possibilità di ascoltare e riascoltare il cd tratto dallo spettacolo.
Carlo, insieme ad Antonella Cocciante e all’ensemble del Passagallo (la voce bellissima di Graziella Graziani, e poi Carlo Di Silvestre, Davide Conte, Marco Giacintucci, Angelo Giuliani, Guerino Marcheggiani; la regia è di Patrizia Bernardi), ha scritto uno spettacolo in cui la musica del passato e la tradizione fanno da cornice alle narrazioni degli sfollati. Lo spettacolo è fortissimo e ha il grande merito di cercare di salvaguardare la memoria degli aspetti meno raccontati della vicenda.
Ad Animammersa, dicevo, sono affezionato per tutto quello che spiego qui e per una ragione che solo Carlo e pochi altri conoscono (ma che chi ascolterà il cd potrebbe scoprire).
Così su Ibridamenti ho scritto un post su Animammersa. Se volete: “Animammersa: sette secoli e ventidue secondi”.

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