
Connessioni fra psicologia, psicoterapia, libri, cinema, musica. Il blog con i miei articoli da leggere, da condividere, da scaricare.
I miei libri recenti

Massimo Giuliani
e Flavio Nascimbene
"La terapia come ipertesto" (Antigone, Torino, 2009)
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Massimo Giuliani
e Adriana Valle
"Uomini e donne oltre lo specchio. Differenza di genere e terapia della famiglia" (Psiconline, 2007)
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Intervista a Rainews 24
Ipertesti: articoli on line
- Parlando di virtuale e psicologia a Bergamo 2 febbraio 2012
- Bruni, Vinci, Vittori: “Lo sguardo riflesso” 22 ottobre 2010
- Gianfranco Cecchin, sei anni dopo 4 agosto 2010
- Silvana Quadrino: i confini delle parole 26 luglio 2010
- Gianmarco Manfrida: Gli sms in psicoterapia 24 luglio 2010
- Pietro Barbetta: nove lezioni sulla psicologia dinamica e non solo. Su Ibridamenti. 16 giugno 2010
- Il primo terremoto di Internet 6 giugno 2010
- Psicologi e psicoterapeuti: riaprire L’Aquila 11 maggio 2010
- Per una psicologia che pensa: Luca Casadio tra Bateson e Bion 7 maggio 2010
- Psicologi e diritti umani 30 aprile 2010



Cinema e pensiero modale /9
Posted by Massimo Giuliani in Senza categoria
KRZYSZTOF KIESLOWSKI: “La doppia vita di Veronica”
(“La double vie de Veronique”, Polonia, 1991) con Irène Jacob, Aleksander Bardini, Philippe Volter, Halina Gryglaszewska, Kalina Jedrusik, Wladyslaw Kowalski, Jerzy Gudejko, Janusz Sterninski, Philippe Volter, Sandrine Dumas, Louis Ducreux, Claude Duneton.
Nella Cracovia degli scontri tra manifestanti e polizia, Veronica scorge una turista straniera nella quale riconosce sé stessa. I due destini s’incrociano per un breve attimo: una Veronica polacca e una francese, inspiegabilmente legate dalla consapevolezza di non essere sole, dalla cognizione – che ciascuna delle due nutre nel profondo – che un’altra “sé stessa” vive da qualche parte. Quando l’una cadrà sul palcoscenico priva di vita, l’altra avvertirà il forte dolore di uno strappo definitivo: non saprà spiegarlo, ma sentirà che qualcosa le è venuto a mancare per sempre.
In “Veronica” i due mondi arrivano a toccarsi, a intrecciarsi: come per l’autore, che compiva in quegli anni la transizione tra il suo periodo “polacco” e il capitolo “europeo” della sua filmografia.